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Lo sport che aiuta a crescere sani

settembre 22, 2009 12:41 pm

L’attività fisica in giovane età ha benefici immediati e a lungo termine: ecco quando si può iniziare, come scegliere la disciplina giusta, come evitare l’eccessivo agonismo. A scuola, davanti ad un computer, incollati ad una tivù. Seduti, insomma. La vita dei bambini di oggi rischia di essere drammaticamente sedentaria. Per questo è importante dare ai…

Lo sport che aiuta a crescere sani

L’attività fisica in giovane età ha benefici immediati e a lungo termine: ecco quando si può iniziare, come scegliere la disciplina giusta, come evitare l’eccessivo agonismo.

A scuola, davanti ad un computer, incollati ad una tivù. Seduti, insomma. La vita dei bambini di oggi rischia di essere drammaticamente sedentaria. Per questo è importante dare ai nostri figli la possibilità di dedicare qualche ora alla settimana ad una sana attività fisica. Lo sport, soprattutto se praticato fin da piccoli, produce effetti positivi sull’organismo del ragazzo, aiutandolo a sviluppare forza, flessibilità e resistenza. I benefici acquisiti in giovane età poi si protrarranno nel tempo se l’abitudine all’attività fisica viene mantenuta: un fisico forte ed efficiente sarà meno vulnerabile e consumerà un quantitativo superiore di calorie grazie ad un metabolismo più veloce.

A quale età iniziare
L’età giusta per cominciare dipende dal tipo di attività. In piscina un bambino può entrare già a sei mesi, grazie agli appuntamenti di acquaticità neonatale che coinvolgono anche mamme e papà, ma i per corsi di prenuoto veri e propri è necessario aspettare solitamente i tre anni. Per la ginnastica artistica, il pattinaggio, lo sci e il tennis basta avere 5 anni; per gli sport di squadra come il calcio e il basket bisogna attendere i 6 anni; per judo e karate almeno i 7. Questo perché fino ai 12 anni il bambino deve migliorare la coordinazione, l’equilibrio e la flessibilità. Solo dopo l’adolescenza può praticare attività che sviluppino la forza, la velocità e la resistenza. Ecco perché non bisogna sottoporre i piccoli a sforzi intensi.

L’allenamento dei bambini
Se il corso in palestra è ben strutturato, l’insegnante deve programmare alcune serie di esercizi finalizzati al raggiungimento dello sviluppo psicofisico del bambino senza perdere di vista l’aspetto ludico. Coordinazione motoria, capacità di resistenza, senso dell’equilibrio, strutturazione spazio-temporale e ginnastica respiratoria sono solo alcuni degli aspetti più significativi da riscontrare in un buon piano di lavoro specifico indirizzato ai bambini. Per qualsiasi sport l’importante è che l’insegnante sia in grado di mantenere viva l’attenzione e l’entusiasmo dei bambini coinvolgendoli e rispettando quelli che sono i loro parametri e tempi di crescita. Il bambino poi deve essere lasciato libero di scegliere l’attività fisica che preferisce. Questo lo gratifica e gli permette di vivere lo sport come un divertimento.

Tanti sport, tanti vantaggi
Il nuoto è di gran lunga la superstar dello sport per i più piccoli. E’ considerato il più completo e anche il più utile. Con il nuoto si rinforzano il cuore, i polmoni, si fanno lavorare tutti i muscoli e si riducono i rischi di scoliosi, cifosi del dorso e altri problemi. Un bimbo piccolo che sa nuotare ha un’idea precisa dell’alto e del basso, della destra e della sinistra, conoscenze che lo aiuteranno quando dovrà imparare a scrivere.
Il calcio incrementa mobilità, velocità e abilità. Migliora il senso dell’equilibrio e può aiutare a capire le regole della convivenza e il senso di collaborazione.
Ginnastica e danza insegnano a conoscere il proprio corpo e lo aiutano a svilupparsi in maniera armonica, e migliorano la capacità di concentrazione.
Judo e karate sono ottimi per imparare a rispettare l’avversario, diventare più sicuri di sé e domare la propria aggressività. Migliorano la destrezza e la mobilità delle articolazioni, ma sono poco indicati se si hanno problemi a ginocchia, caviglie e spalle. Basket e volley aumentano al coordinazione tra i piedi e le mani, incrementano la resistenza e abituano agli scatti in velocità. Cementano lo spirito di appartenenza a un gruppo.
Lo sci affina il controllo del corpo nello spazio, aiuta a superare la paura del ripido e della velocità.

Sport individuale o di squadra?
Niente regole, meglio partire dal carattere dei bambini: se sono vivaci e aggressivi, la scelta cada su attività con alto dispendio di energie ma strutturate da regole precise: è il caso di calcio, pallacanestro, nuoto, corsa, tutti in grado di finalizzare l’esuberanza dei piccoli. Se i bambini sono timidi e introversi, la disciplina di gruppo che favorisce la comunicazione spontanea con i compagni e la condivisione di vittorie e sconfitte, è caldamente raccomandata.

In campo per divertimento
Prima di iscrivere i figli a una qualsiasi attività è bene sottoporli a una visita di controllo.
Ma alla fine il vero nemico di un corretto avvio alla pratica sportiva è il genitore estremista, chi vuole il figlio vincitore a tutti i costi. Con le loro insistenti pressioni, inquinano lo spirito spontaneo e genuino del bambino. E’ bene non chiedere al piccolo di essere il migliore: la competizione crea frustrazione. Insegniamogli invece ad accettare con serenità anche le inevitabili sconfitte.

 

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