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Lo sport fa bene alle malattie croniche

ottobre 2, 2015 9:39 am

E però necessario scegliere lo sport adatto a quel tipo di malattia. L’attività fisica aiuta i bambini con malattie croniche a sentirsi meglio e a socializzare.

Un tempo, quando un bambino era soggetto a una malattia cronica come l’asma, il diabete o un problema di iperattività, i medici sconsigliavano di far praticare al piccolo attività fisica, nel timore che il suo fisico si affaticasse troppo oppure che il moto lo agitasse, rendendo più difficile il controllo o la concentrazione. Oggi il pensiero è cambiato,anzi: l’attività fisica è uno strumento indispensabile per il benessere psico-fisico del bambino e per il controllo stesso della malattia.

Sport per il corpo e per la mente
Basti pensare al nuotatore Michael Phelps, che ha ottenuto 18 medaglie olimpiche: da piccolo era soggetto a seri disturbi di attenzione, tanto che in molti pensavano che gli riuscisse difficile concentrarsi su un’attività impegnativa, che richiedesse calma e riflessione. Ma qualche medico lungimirante gli suggerì il nuoto, il quale non si rivelò solo un passatempo, ma una vera e propria cura, indirizzò infatti, il futuro campione a scarica le energie in eccesso, a darsi un obiettivo graduale così che l’ansia venne tenuta sotto controllo e migliorò l’autostima. Per questo caso esemplare e per molti altri oggi i pediatri non hanno dubbi: lo sport fa bene sempre, anche quando apparentemente ci sono problemi che lo sconsigliano. Basta scegliere quello giusto. Le motivazioni sono state fornite proprio di recente dal dottor Giuseppe Corsello, presidente della Società Italiana di Pediatra – SIP: ha stilato una guida alla scelta dell’attività fisica adatta per ciascuno, anche tenendo conto di eventuali problemi di salute.

Anche i piccoli asmatici possono farlo
I pediatri hanno infatti ribadito come lo sport e quindi l’attività fisica, previene patologie, migliora l’autostima e le relazioni con gli altri. Si parte dal presupposto che lo sport fa bene sempre perché migliora il tono muscolare, aumenta le capacità respiratorie, favorisce l’attività del sistema immunitario. Nel caso di disturbi di tipo neuro-comportamentali, aiuta a scaricare le energie oppure a incanalarle in modo costruttivo, riducendo quindi l’iperattività. Ovviamente è bene scegliere l’attività giusta per ciascuno. Partiamo dall’asma, un disturbo per il quale nei tempi passati lo sport era sempre stato sconsigliato: oggi non è più così. Ovviamente si deve scegliere un tipo di attività fisica che non esponga a sforzi eccessivi, soprattutto in condizioni ambientali che possono favorire l’insorgenza del problema respiratorio, come per esempio il freddo intenso, la presenza di allergeni presenti nelle polveri o anche la tensione nervosa dello sforzo. No quindi alla corsa veloce all’aperto, meglio il nuoto, la ginnastica dolce e la danza non solo per le bambine.

Consigliato anche per il diabete
Bene anche allo sport per i piccoli con diabete. Muoversi, infatti, aiuta a tenere sotto controllo il disordine metabolico che è alla base del problema. Si deve scegliere uno sport che permetta di tenere sotto controllo il calo glicemico conseguenti all’assunzione dell’insulina. È quindi bene procedere a un controllo regolare della glicemia prima di fare dello sport, cosa abbastanza semplice, oggi, grazie alla disponibilità di dosatori della glicemia che poi possono anche essere letti sullo smartphone. I ragazzini con diabete possono fare praticamente di tutto, tranne gli sport in situazioni estreme come l’arrampicata o le immersioni. Anche i bambini in trattamento chemioterapico per la cura di una neoplasia possono praticare la giusta attività motoria come il nuoto, la bicicletta, la danza senza affaticarsi troppo: il movimento li farà sentire meglio e uguali ai coetanei, nell’attesa di poter riprendere la vita di prima.

Sahalima Giovannini

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