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Pronti a rispondere ai figli se chiedono cosa sia la canonizzazione?

aprile 21, 2014 9:30 am

I papi Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII saranno proclamati santi il 27 aprile. Non è di certo facile rispondere ai bambini sul significato della canonizzazione, termine che verrà utilizzato nei prossimi giorni da tutti i media.

La canonizzazione è la dichiarazione ufficiale della santità di una persona. Così recita Wikipedia, aggiungendo: con la canonizzazione, si proclama che quella persona certamente è entrata in Paradiso e può essere venerato come Santo dalla chiesa universale. Ma, come si fa a diventare santi? Perché due uomini importanti, i due Papi Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII, dal prossimo 27 aprile, potranno essere venerati da tutti i credenti cristiani? Vediamo velocemente le loro due biografie da raccontare ai bambini.

Karol Wojtyla, il papa santo subito
I genitori dei bimbi di oggi ricordano molto bene la figura carismatica di Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtyla, chiamato anche il papa Polacco: morto l’8 aprile del 2005, è stata una figura storica quando era ancora in vita, per la grande personalità, il coraggio, l’andare contro corrente rispetto al pensare comune e per gli straordinari fatti di cui fu protagonista. Nato in Polonia a Wadowice nel 1920, da una famiglia piuttosto benestante, il padre era ex ufficiale dell’esercito, conobbe prestissimo il dolore della perdita di una sorellina appena nata, poi della madre, avvenuta quando il piccolo Karol aveva solo nove anni, a causa di insufficienza renale e di una malattia di cuore. Anche il fratello maggiore, medico, morì ad appena 26 anni di scarlattina, una malattia che oggi si cura bene grazie agli antibiotici ma che allora era molto seria. Il bambino accettò queste sfortune con una incredibile forza d’animo e con la certezza che fosse volontà di Dio. Il coraggio non lo lasciò mai durante la sua carriera ecclesiastica: prima sacerdote, poi arcivescovo di Cracovia e infine cardinale. Fu eletto papa quasi a sorpresa, dopo gli appena 33 giorni di pontificato del predecessore. Fu il primo Papa non italiano dopo oltre 400 anni, uno dei più giovani, fu eletto a soli 58 anni, e pontefice per oltre un quarto di secolo, papa Wojtyla subì un attentato le cui ragioni non furono mai davvero capite. Rimasto sotto i ferri chirurgici per oltre cinque ore, dichiarò di essere sopravvissuto grazie all’intervento della Madonna che deviò la traiettoria del proiettile. Perdonò colui che aveva cercato di ucciderlo, trattandolo come un fratello. Grande viaggiatore, in aereo percorse oltre un milione di chilometri, trattenne rapporti con i capi degli Stati più importanti in periodi storici complessi. Grande sportivo, amava la montagna, le passeggiate e lo sci. Negli ultimi anni di vita ebbe seri problemi di salute, eppure fino a due giorni prima riuscì a trascinarsi alla finestra per salutare la folla che tanto lo amava, tra cui molti giovani. E furono proprio i giovani a richiedere che fosse eletto santo subito proprio il giorno del funerale. Come adesso sta per succedere, grazie anche a due miracoli, tra cui la guarigione di una donna da una grave malattia.

Angelo Roncalli, il Papa buono che sorrideva
Tanto papa Wojtyla fu forte e carismatico, tanto il suo compagno di canonizzazione, papa Roncalli ossia Giovanni XXIII fu affabile e sorridente e proprio per questo tanto amato. Nato a Sotto in Monte in provincia di Bergamo, fu pontefice per meno di cinque anni. Eppure in un tempo così breve riuscì a portare grandi innovazioni all’interno della Chiesa, portandola molto vicino alla gente. Era venuto al mondo in una famiglia numerosa e povera: aveva ben dodici fratelli ed erano semplici lavoratori agricoli. Eppure la sua intelligenza vivace, la profonda umanità e la fede che manifestò fin da piccolo convinse una parente benestante a pagarne gli studi perché diventasse sacerdote. Fu anche nell’esercito come ufficiale cappellano e in seguito fu scelto per delicate missioni diplomatiche in paesi difficili come la Bulgaria e la Turchia. Fu nunzio apostolico a Parigi, patriarca di Venezia. Quando fu eletto Papa aveva ben 76 anni, quindi fu inizialmente considerato un pontefice di passaggio, destinato a non restare a lungo sul soglio di Pietro. Roncalli invece in meno di cinque anni fu un vero protagonista della scena internazionale. Si trovò al centro di vicende politiche delicate con protagonisti del calibro di John Kennedy e Fidel Castro, scrisse importanti documenti per il mondo cristiano, fu vicino agli Ebrei proprio nel tempo in cui furono perseguitati. Soprattutto dimostrò una grande umanità e fu esempio vivente degli insegnamenti di Cristo visitando le carceri e trovando parole di conforto per i detenuti sofferenti, rivolgendosi alle masse con chiara semplicità. Tutti ricordano il toccante discorso rivolto ai fedeli che si trovavano in Piazza San Pietro, in cui invitava a dare una carezza ai bambini rimasti a casa e a dire loro che era la carezza del Papa. Scomparso anziano, per una malattia allo stomaco, fu subito ritenuto autore di miracoli. E la sua santità viene riconosciuta il 27 aprile, assieme a quella di Wojtyla.

Giorgia Andretti

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