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Incontro ravvicinato con la filosofia islamica, diversità e somiglianze

ottobre 21, 2013 11:58 am

Abramo, padre indiscusso e riconosciuto dalle tre religioni monoteiste, nell’ordine temporale: Ebraismo, Cristianesimo ed Islam, tutte, infatti, riconoscono Abramo come punto fermo nella loro storia ancestrale.

Nel nostro paese, primo riparo per gli immigrati in arrivo dalla vicina Africa, trovano ospitalità e ristoro i rifugiati. La diversità in questi posti di prima accoglienza è la regola, non solo diversità di lingue, di tratti somatici o di colore della pelle ma anche diversità religiose. La gran parte degli immigrati africani provengono da paesi a cultura islamica ed è nostro dovere, se vogliamo offrire davvero accoglienza, capire il loro pensiero religioso, la loro filosofia di vita e la loro spiritualità terrena.

Il medio oriente, terra di filosofie religiose
Una delle prime persone che ha avuto l’esigenza di capire e di rintracciare attraverso il percorso archeologico le differenze religiose è stato il dott. Maurice Bucaille, un medico francese che ha vissuto nel nord Africa apprendendo oltre alla lingua araba anche il loro pensiero. Nel suo libro – La Bible, le Coran e la Science – il dott. Bucaille cerca di esaminare in modo critico il contenuto dei grandi libri della rivelazione: la Bibbia, i Vangeli ed il Corano illustrandoci una realtà non sempre ben conosciuta a noi europei di cultura cattolica. E’ ovvio che tutto può essere reale e tutto può essere sconfessato è però vero che tutte e tre le religioni monoteiste affondano le loro radici nella terra delle grandi rivelazioni: la terra santa. E’ da quei luoghi della Mesopotamia che ci arrivano i sacri testi, le sacre fedi ed il sacro credo ed è necessario ripercorrere la stessa strada del dottore illuminato se vogliamo capirne di più.

L’incontro con lo sceicco Shaykh ‘Abd al-Wahid Pallavicini
La scorsa settimana ho assistito alla relazione dello sceicco ‘Abd al-Wahid Pallavicini, italiano convertito all’Islam nel 1951. Lo sceicco ha vissuto per molti anni in oriente e nel 1980 ha ottenuto l’autorizzazione a condurre come Maestro un ramo autonomo di una confraternita islamica in Europa. Viene designato dal Centro Islamico Culturale d’Italia come responsabile per il dialogo interreligioso ed in particolare con il Cristianesimo, ed è la sua figura a rappresentare l’Islam all’incontro per la pace promosso dall’allora Papa Giovanni Paolo ll ad Assisi nel 1986. Ebbene, da questo incontro sono stati ben definiti dei punti di partenza comuni nelle tre religioni ortodosse, ovvero il riconoscimento che unica è la tradizione che permea i tre credi trasmessi da tutti i profeti dal tempo della creazione del mondo fino all’avvento messianico al quale ci si dovrà alfine rivolgere. Conseguentemente la pace, fondata su una giustizia superiore può venire soltanto dal mutuo riconoscimento della validità spirituale delle differenti fedi. D’altronde anche i luoghi di adorazione sono simili ad esempio la tomba di Abramo ad Hebron ha lo stesso valore storico sia per gli Ebrei che per i Musulmani, essendo il patriarca comune alle due religioni. Lo stesso possiamo dire della moschea di Damasco, dove è custodita la reliquia di San Giovanni Battista, riconosciuto dalle tre filosofie religiose. Ed ancora Gerusalemme, luogo sacro sia agli Ebrei per il Muro delle Lamentazioni che ai Musulmani: il Tempio della Roccia è il luogo dove il profeta Maometto è salito in cielo.

La ricerca della verità
Il superamento e quindi l’accettazione delle reciproche posizioni religiose dovrebbe essere la ricerca non a quale lato appartiene la verità e quindi le differenze. In questo trovo geniale e salutare la posizione dello Shaykh ‘Abd al-Wahid Pallavicini: per trovare il vero punto di incontro tra le rispettive fedi deve essere considerato ciò che unisce piuttosto che ciò che divide e punti di incontro ce ne sono. Forse se iniziamo ad accettare l’altro non come estraneo al nostro mondo ma come parte del nostro mondo, sarà più facile l’integrazione tra le diverse filosofie, proprio come da anni questo è avvenuto tra Cattolici ed Ebrei. In fondo nel nostro paese sono oltre un milione e ottocentomila i Musulmani. Ciò che gli uomini di fede non vogliono è il male inteso come inganno e questo è il vero pericolo che porta a guardare altrove: a dimenticare Dio e la sua sacra verità.

Per i tre libri sacri, la Bibbia, I Vangeli ed il Corano, una verità è innegabile: più si osserva l’Universo, i fenomeni naturali e la creazione, più si giunge alla conclusione dell’esistenza di un Dio creatore. Per approfondire ulteriormente la conoscenza del mondo islamico ed Ebraico consiglio vivamente la lettura degli articoli che seguono.

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Responsabile scientifico di Guidagenitori.it

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