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I cinque pilastri dell’Islam

agosto 22, 2000 12:00 pm

Islamismo – Fede, preghiera, Zarat, digiuno e pellegrinaggio sono i principi fondamentali 1- LA FEDENon vi è alcun Dio al difuori di Dio e Muhammad è il suo Profeta. Questa dichiarazione di fede si chiama shahada, una semplice formula che tutti i fedeli pronunciano. In arabo la prima parte suona così La ilaha illa’Llah –…

Islamismo – Fede, preghiera, Zarat, digiuno e pellegrinaggio sono i principi fondamentali

1- LA FEDE
Non vi è alcun Dio al difuori di Dio e Muhammad è il suo Profeta. Questa dichiarazione di fede si chiama shahada, una semplice formula che tutti i fedeli pronunciano. In arabo la prima parte suona così La ilaha illa’Llah – non c’è altro Dio al di fuori diDio; ilaha (Dio) fa riferimento a qualsiasi cosa potremmo mettere al posto di Dio – benessere, potere e cose simili: Poi viene illa’Llah: al di fuori di Dio, la sorgente di tutto il creato.La seconda parte della shahada recita Muhammadun rasulu’Llah: Muhammad è il mesaggero di Dio. Un messaggio illuminato ci è giunto attraverso un uomo simile a noi.

2 – LA PREGHIERA
Salat è il nome delle preghiere obbligatorie che si recitano cinque volte al giorno e che costituiscono il legame diretto tra il credente e Dio: Non esistono autorità gerarchiche, né preti nell’Islam, di conseguenza la guida delle preghiere è affidata a una persona che conosca il Corano, scelta dalla congregazione: Queste cinque preghiere contengono versetti del Corano e sono recitate in lingua araba, la lingua della rivelazione, tuttavia suppliche personali possono essere recitate nella lingua di ogni fedele.
Le preghiere si recitano all’alba, a mezzogiorno, a metà pomeriggio, al tramonto e quando cade la notte, scandendo così il ritmo dell’intera giornata. Sebbene sia preferibile pregare insieme in una moschea, un Musulmano può pregare quasi ovunque, nei campi, in ufficio, in fabbrica, all’università.
Chi visita il modo arabo rimane colpito dall’importanza delle preghiere nella vita quotidiana delle persone.

3 – ZARAT
Uno dei principi fondamentali dell’Islam è che tutte le cose appartengono a Dio e quindi la ricchezza è data in affidamento al genere umano. La parola Zakat significa sia purificazione, sia crescita.
I nostri averi sono purificati mettendo da parte una porzione di essi per i bisognosi e, come avviene quando si pota una pianta, questo taglio consente una nuova crescita. Ogni Musulmano calcola il proprio zakat individualmente.
In generale questo implica il pagamento annuale del 2,5% del proprio capitale. Una persona pia può dare quello che desidera come sadaqa, e preferibilmente in modo riservato.
Sebbene il termine possa essere tradotto come carità volontaria esso ha un significato molto più ampio. Il Profeta ha detto: “Anche accogliere un tuo fratello con un sorriso è un gesto caritatevole”.

4 – IL DIGIUNO
Ogni anno, durante il mese di Ramadan, tutti i Musulmani digiunano dall’alba al tramonto, astenendosi da cibo, bevande e rapporti sessuali. Gli ammalati, i vecchi, chi si trovi in viaggio e le donne che allattino, sono autorizzati a interrompere il digiuno, osservando poi nel corso dell’anno un numero di giorni di digiuno equivalente a quelli non effettuati.
Coloro che sono fisicamente impossibilitati a osservare il digiuno debbono offrire cibo ad una persona bisognosa per un numero di giorni uguale a quello in cui non si è osservato il digiuno, I bambini iniziano a digiunare (e a recitare le preghiere) dalla pubertà, sebbene molti iniziano ancora prima. Il digiuno , anche se molto salutare, viene osservato principalmente come metodo di autopurificazione. Chi digiuna, anche se per breve tempo, si pone in sintonia con tutti coloro che digiunano e nel contempo cresce spiritualmete.

5 – IL PELLEGRINAGGIO
Il pellegrinaggio annuale alla Mecca – l’Hajj – è un dovere per tutti coloro che siano in grado di adempierlo sia fisicamente, sia economicamente. Circa due milioni di fedeli, provenienti da ogni parte del mondo, si recano ogni anno alla Mecca e ciò rappresenta, tra l’altro, un’opportunità unica di incontro tra individui di diverse nazionalità
Sebbene la Mecca sia sempre piena di visitatori, il pellegrinaggio annuale inizia il dodicesimo mese dell’anno islamico (che è lunate, non solare, quindi sia l’Hajj, sia il Ramadan cadono talvolta in estate, talvolta in inverno). I pellegrini indossano vesti speciali: indumenti semplici che cancellano ogni distinzione sociale e culturale, affichè tutti siano uguali davanti a Dio.
Il rito dellHajj, che risale a Abramo, vuole che si compiano sette giri attorno alla Ka’ba e che si percorra sette volte il tragitto tra le alture di Safa e Marwa, come fece Hagar, moglie di Abramo, mentre era alla ricerca dell’acqua per suo figlio Ismaele. Poi i pellegrini si raccolgono nell’ampia spianata di Arafat e si uniscono in preghiera per impetrare il perdono divino, cosa che viene spesso vista come anticipazione del Giudizio Universale. Nei secoli passati, compiere l’Hajj era un’impresa veramente ardua.
Oggi, l’Arabia Saudita pone a disposizione un moderna rete di mezzi di trasporto e attrezzature dotate di ogni confort. La fine del pellegrinaggio è segnata da una festività – Eid al Adha- che si celebra con preghiere e scambio di doni in seno alle varie comunità musulmane. Questa ricorrenza, assieme a quella di Eid al Fitr, giorno in cui si festeggia la fine del Ramadan, sono le due più importanti feste religiose del calendario musulmano.

 

Ihab Hashem

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