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Maggio è il mese delle rose, della Prima Comunione e della Cresima

maggio 16, 2013 10:16 am

Il cattolicesimo festeggia il mese di maggio con un appuntamento ormai tradizionale: il sacramento della comunione. Prima ancora dei regali, del rinfresco e dell’abbigliamento, riflettiamo sul significato di questo evento.

È maggio inoltrato ed è il momento, per molte famiglie di fede cattolica, di accompagnare i propri figli al secondo appuntamento importante dopo il battesimo: la Prima Comunione e la Cresima. Questi eventi segnano la crescita dei nostri ragazzi, facendoli entrare a far parte della ampia comunità della Chiesa, rappresentata spesso da una parrocchia e da un oratorio, luoghi di ritrovo e di divertimento. Alcune famiglie pensano sia preferibile aspettare qualche anno prima di avvicinare i ragazzi a questi sacramenti: l’idea è che siano troppo giovani per comprenderne l’importanza dell’incontro con il Corpo di Cristo e con l’Unzione e preferiscono rimandare a quando i figli saranno più grandicelli, in modo che possano scegliere con consapevolezza. In effetti, è difficile per un ragazzino di otto, dieci o undici anni capire a fondo il significato dell’Ostia o del segno che viene impresso sulla fronte, a ricordo del Battesimo. Per questo noi genitori abbiamo un ruolo molto importante, complementare a quello delle catechiste. Dobbiamo insegnare ai nostri figli, con l’esempio prima di tutto, l’importanza di questo momento.

Non pensiamo solo ai regali!
È innegabile: Cresima e Comunione sono anche un’occasione per fare dei regali. Questo succede da sempre: una volta si regalavano penne di pregio, orologi, catenine e anelli. Oggi forse si esagera un po’, orientandoci su macchine fotografiche, console, stereo, addirittura cellulari e tablet. Un po’ come se fosse un compleanno, ma ancora più ricco e sontuoso. Il rischio è che questi regali così tecnologici distolgano dal vero obiettivo: il pensiero all’incontro con Gesù. È ovvio, il regalo ci deve essere e deve rappresentare anche il simbolo di una tappa che nostro raggiunge, di una svolta spirituale verso un’interiorità più adulta. In questo senso i regali di una volta erano più educativi: penne, gioiellini e orologi simboleggiavano l’essere umano adulto, più responsabile e maturo, che si diventava, anche attraverso il passaggio ai sacramenti. Oggi, invece, non è infrequente sentire dire: – Che bello! Faccio la Comunione e mi regalano la wii! – Consentitecelo: se un bambino pronuncia una frase del genere, significa che qualche errore è stato commesso. Dalle catechiste o, più probabilmente, da noi genitori. Essere felici per un regalo che si riceve è comprensibile: in fondo sono bambini. Se però tutta l’attenzione è spostata dall’evento al regalo, beh… allora vuol dire che c’è stato un piccolo fallimento. Non è il regalo a essere protagonista: il regalo è il momento che si vive, la Comunione e la Cresima. È la gioia di stare con i propri compagni, con i propri cari a condividere un giorno speciale. Quindi, se possibile, riserviamo i regali materiali al giorno in cui è legittimo riceverlo: il compleanno, per esempio. E cerchiamo qualcosa che sia più significativo, che coincida idealmente con il giorno che si sta vivendo: una edizione per ragazzi della Bibbia, per esempio; un bel libro; magari una penna con incisa la data di questo giorno speciale. E non abbiamo paura di mostrarci diversi, anche se i figli dei nostri amici riceveranno un tablet o una console.

Badare più all’apparenza che alla sostanza
Un altro aspetto importante è il modo in cui si celebra il sacramento, ossia il rinfresco e l’abbigliamento. Certo Comunione e Cresima possono essere occasioni in cui si può sfoggiare un look più elegante del solito, ma ricordiamo: non siamo a un matrimonio, sacramento in cui è ammessa ancora un po’ di mondanità. Cresima e Comunione hanno anche una valenza educativa per i ragazzi. Sì, quindi, a vestirsi bene e in modo curato, soprattutto per una forma di rispetto verso gli altri. E’ preferibile un look sobrio piuttosto che un po’ troppo o all’ostentazione di marchi. Fanno bene, infatti, molte parrocchie a richiedere ai bambini di vestirsi tutti nello stesso modo: spesso di una tunica bianca semplice, uguale per maschi e femmine, per simboleggiare che si è tutti candidi e uguali davanti a nostro Signore. Per la Cresima è un po’ diverso: i ragazzini sono più grandicelli e possono vestirsi come desiderano. Anche in questo caso la parola d’ordine è sobrietà, da parte di noi genitori prima di tutto. Facciamo capire che almeno in questa circostanza è più l’apparenza che la sostanza a contare. E per il rinfresco? L’importante è stare insieme: se si desidera andare al ristorante, nessun problema, ma non dimentichiamo: per i nostri bambini è più importante condividere il momento con le persone alle quali si vuole bene. Pensiamo allora a un bel pic nic, se il tempo lo permette, o a uno spuntino veloce a casa o in terrazza, con insalate di riso e di pasta, torte salate, tantissima frutta fresca e una bella fetta di dolce. Sarà più divertente e anche meno dispendioso del classico pranzo, in cui spesso si rischia di mangiare poco e gettare tanto ma soprattutto non godersi davvero la presenza di amici e parenti.

Giorgia Andretti

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