prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Matrimoni misti e figli, quale educazione religiosa

novembre 24, 2011 11:35 am

Il loro numero aumenta di giorno in giorno, sono i bambini nati da matrimoni misti, non solo di lingue ed etnie diverse ma soprattutto di religioni diverse. Vediamo quali regole osservare nell’educazione alla spiritualità. In Italia le coppie miste sono sempre più numerose. L’incontro di due persone provenienti da paesi diversi da un lato attrae…

Matrimoni misti e figli, quale educazione religiosa

Il loro numero aumenta di giorno in giorno, sono i bambini nati da matrimoni misti, non solo di lingue ed etnie diverse ma soprattutto di religioni diverse. Vediamo quali regole osservare nell’educazione alla spiritualità.

In Italia le coppie miste sono sempre più numerose. L’incontro di due persone provenienti da paesi diversi da un lato attrae per il bagaglio culturale e linguistico, ma nel versante del credo religioso, le cose stanno spesso in modo diverso. Può succedere che due persone, provenienti da due fedi diverse, abbiano una visione tendenzialmente laica della vita, quando non del tutto atea: in questo caso l’educazione religiosa non riveste una grande importanza nella vita della famiglia e del bambino. I genitori decidono quindi di crescere il figlio nella più completa libertà, lasciando che sia lui o lei a decidere, con il tempo, di avvicinarsi a un credo religioso, che può essere quello del luogo in cui vive o quello che conosce attraverso uno dei genitori.

Chiarirsi prima è un dovere tra partner
A volte, invece, i due componenti della coppia, o solo uno dei due, è molto attaccato alla sua fede religiosa: ne trae conforto, ci crede fino in fondo e desidera trasmettere i precetti e i valori alla propria discendenza. In questo caso, è importante accordarsi all’interno della coppia per stabilire, prima dell’arrivo di un figlio, quale sarà il tipo di educazione religiosa che verrà impartito al bambino. Quando, infatti, si è ancora una giovane coppia senza figli, coinvolti dai sentimenti di innamoramento e passione, è difficile proiettarsi in avanti con il pensiero, fino a pianificare addirittura le lezioni di dottrina religiosa. Una volta che un figlio c’è, bisogna prendersi cura del cibo spirituale ed ecco che molte mamme o papà possono cambiare radicalmente il proprio punto di vista, fino a quel momento moderato. Possono improvvisamente desiderare di impartire al bambino che sta crescendo i principi della propria fede. E i conflitti fanno la loro comparsa, soprattutto a causa di punti di vista troppo rigidi che esistono comunque in tutte le religioni. Se ci si ama e si tiene alla serenità della propria famiglia, è importante parlare dell’educazione religiosa del figlio ben prima che questi venga al mondo, in modo da regalargli chiarezza e serenità nell’ambito della fede.

Ascoltiamo i desideri di nostro figlio
Se, come abbiamo detto, i genitori hanno entrambi un’impronta laica o un modo personale di vivere la fede, al di là di dogmi e di cerimonie, possono senz’altro trasmettere al bambino una visione comunque aperta delle varie fedi, soprattutto dal punto di vista culturale. Il nostro consiglio è di frequentare, di tanto in tanto, la parrocchia, la moschea o comunque il punto di incontro religioso del contesto sociale in cui il bambino vive, per farlo entrare in contatto con un mondo che lo potrebbe affascinare. Se, poi, è nostro figlio a chiederci di voler seguire le lezioni di catechismo cattolico, o di dottrina evangelica, o gli insegnamenti dell’imam o del rabbino, è nostro dovere permettergli di farlo. Per un bambino o una bimba in crescita i momenti degli incontri di una certa religione, hanno il significato di sentirsi omologati come gli altri bambini. A questa età, è essenziale sentirsi parte di una cerchia di “uguali”, sia che ci si veste in modo simile o che si parla lo stesso linguaggio, si preferiscono gli stessi passatempi e ci si incontra anche nella religione. A un bambino, tutto questo dona sicurezza nella fase della crescita. Per questo motivo è bene privilegiare le sue richieste e dargli la possibilità di crescere secondo i suoi sogni, in questo caso innocui e legittimi e mettere da parte le nostre aspirazioni e quello che pensiamo essere il suo bene.

L’importanza di essere possibilisti
Più complessa la realtà famigliare in cui entrambi i genitori sono fortemente attaccati alla propria fede e desiderosi entrambi, in ugual misura, di crescere il figlio secondo il proprio credo. È qui che si deve essere messa in campo l’intelligenza del compromesso. Questo non significa rinunciare alle convinzioni radicate in sé, ma concedere piccoli punti di incontro che garantiscono la serenità della vita famigliare. Ascoltiamo il bambino, prima di tutto: se preferisce essere istruito nel catechismo cristiano-cattolico piuttosto che nella fede islamica, o viceversa, il genitore della fede che viene avvertita come più tiepida dovrebbe accettare questa scelta. Questo non significa che l’altra fede della famiglia vada trascurata, anzi: conoscere gli insegnamenti, i principi, i racconti legati a un altro credo religioso rappresenta un importante arricchimento culturale per un bambino, lo apre al mondo e lo aiuta a essere tollerante verso tutti i tipi di credo religiosi. È quindi importante far nascere in lui questa curiosità, senza imposizioni ma proponendo letture serali adatte ai bambini, visite alla parrocchia o alla moschea, alla chiesa ortodossa, libri in regalo che raccontino la vita di personaggi importanti di quella religione. Nostro figlio sarà più disponibile ad aprirsi al mondo se gli staremo vicini con l’amore.

Giorgia Andretti

- -



Advertising