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5 milioni di bambini ogni anno al pronto soccorso: non sempre è necessario

maggio 12, 2015 10:02 am

Quando un bambino sta male, è facile perdere la lucidità e molti genitori decidono di ricorrere ai medici del pronto soccorso. In molti casi non solo non è necessario ma ostacolano l’accesso a chi ne ha davvero bisogno.

Circa 5 milioni: sono i bambini che, ogni anno, nel nostro paese vengono visitati nei Pronto soccorso. Eppure, di questo numero elevatissimo, solo una piccola percentuale, il 10% dei casi, ha realmente bisogno di una visita urgente. Per lo più si tratta di codici gialli e rossi, ovvero quelli che identificano i casi di reale emergenza e urgenza. I codici verdi, ossia le urgenze considerate minori in fase di triage, rappresentano invece il 60-70% degli accessi. Secondo gli esperti della Società Italiana di Emergenza e Urgenza Pediatrica – SIMEUP, di questi codici verdi, circa la metà può essere considerato un accesso appropriato per la necessità di escludere complicanze o evoluzioni della malattia. La restante metà di questi accessi è inappropriato e può creare disservizi che possono ostacolare l’assistenza a chi ne ha veramente bisogno.

Andare solo se serve davvero
Il fatto è che troppi genitori considerano il Pronto Soccorso una sorta di ambulatorio pediatrico, senza rendersi conto che, invece, è il luogo riservato alle vere emergenze e che un inutile affollamento può causare danni anche seri ai casi realmente gravi. Quelli meno seri possono, anzi devono essere gestiti dal pediatra di famiglia che sarebbe bene consultare, se possibile e almeno telefonicamente, prima di recarsi in Pronto Soccorso. Il Pronto Soccorso, inoltre, non è nemmeno un ambulatorio poli-specialistico: le visite specialistiche urgenti richieste dal medico curante vanno comunque prenotate al Centro Unico Prenotazioni, i cosiddetti CUP e di norma non hanno luogo in Pronto Soccorso, che non è la struttura preposta per approfondire aspetti clinici non urgenti o cronici. E non serve neppure a ottenere la compilazione di ricette o di certificati o l’esecuzione di prestazioni che potrebbero essere erogate presso servizi ambulatoriali. È quindi necessario che le famiglie si rendano conto della reale funzione del pronto soccorso. Un accesso più intelligente garantisce cure migliori per tutti.

Come capire se ci vuole il pronto soccorso
Le mamme e i papà con bambini piccoli, però, obietterebbero che davanti al malessere di un figlio la paura è tanta e il pronto soccorso è la risposta più immediata e sicura. La SIMEUP fornisce allora anche alcuni suggerimenti utili in situazioni frequenti che possono invece richiedere una visita in Pronto Soccorso:

•Nel caso della febbre elevata nei piccoli inferiore ai tre mesi e se non è stato possibile farlo visitare al pediatra e nei bambini più grandi se la febbre elevata è persistente, non risponde alla terapia antipiretica e si associa a stato di sofferenza e condizioni generali compromesse.
•Se il bambino presenta crisi convulsive soprattutto se di età inferiore ad un anno.
•Se il bambino presenta vomito ripetuto e non riesce ad assumere liquidi soprattutto se di età inferiore ad un anno, oppure se presenta sintomi che possono portare alla disidratazione come la febbre e numerose scariche di diarrea: secchezza della cute e della mucosa orale, occhi cerchiati, mancanza di lacrime, ridotta emissione di urine; se vomita e non evacua da 24 ore e se il vomito è francamente ematico o di colore verde scuro o simile al caffè.
•Nel caso della diarrea ripetuta e il piccolo non riesce ad assumere liquidi, se presenta diarrea da oltre 24 ore con più di 5-6 scariche al giorno e non assume liquidi oppure presenta segni di disidratazione, se la diarrea presenta sangue o ha un aspetto simile a gelatina.
•Nel dolore addominale se il bambino non evacua da oltre 48 ore, presenta vomito, febbricola e se il dolore viene localizzato nelle regioni inferiori destra dell’addome, regione appendicolare o se presenta dolore addominale nelle ore successive ad un trauma della regione interessata.
•Sempre in caso di trauma cranico con vomito, cefalea, sonnolenza, strabismo e difficoltà a camminare.
•Infine è bene andare al pronto soccorso se c’è difficoltà respiratoria se non è nota la causa e non si dispone di prescrizioni del proprio medico, per esempio per i casi di asma già diagnosticata.

Lina Rossi

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