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Internet sotto controllo

agosto 14, 2002 12:00 pm

Dai software che filtrano i contenuti alle connessioni protette: ecco gli strumenti per una navigazione sicura Continua a crescere anche in Italia l’impegno per assicurare ai minori una navigazione sicura su Internet. In campo non solo le associazioni dei consumatori e dei genitori ma anche le società di telecomunicazione, l’Unione Europea e, da alcune settimane,…

Dai software che filtrano i contenuti alle connessioni protette: ecco gli strumenti per una navigazione sicura

Continua a crescere anche in Italia l’impegno per assicurare ai minori una navigazione sicura su Internet. In campo non solo le associazioni dei consumatori e dei genitori ma anche le società di telecomunicazione, l’Unione Europea e, da alcune settimane, anche il Ministero dell’Innovazione. Le soluzioni a disposizione delle famiglie sono sostanzialmente di due tipi: da una parte i ‘content filtering’, cioè programmi che si installano nel computer e che, monitorando i contenuti dei siti web, impediscono l’accesso dei minori a quelli non adatti o considerati nocivi; dall’altra l’offerta commerciale di contratti ‘family’, cioè di contratti per l’accesso ad Internet nei quali il provider assicura a monte un intervento di limitazione dei contenuti.

Content filtering: molti vantaggi, qualche limite
Semplificando i pacchetti software di content filtering ‘blindano’ i computer da cui si naviga da contenuti inadatti. Una volta installati e configurati, essi ‘guidano’ cioè i piccoli netsurfer sul www obbligandoli a restare alla larga da contenuti illegali, nocivi o violenti. Come funzionano è presto detto. Un sistema precompilato di liste – ‘nere’ per i siti offlimits e ‘bianche’ per quelli ‘ok’ – fa si che i piccini non possano raggiungere pagine web a rischio.
Un’analisi comparativa sul funzionamento di questi programmi è stata di recente presentata durante il “Friendly Internet Forum”, un progetto di informazione e educazione sull’uso della Rete nato nell’ambito dell’Internet Safer Plan della Comunità Europea, di cui in Italia è capofila Adiconsum insieme a UICIIM (Associazione italiana degli insegnanti della scuola media), AGE (Associazione Genitori) e Tin Web con Web Scuola, la comunità virtuale delle scuole italiane patrocinata dal Ministero dell’Istruzione. Dieci i prodotti, in italiano e inglese, analizzati (Norton Internet Security Family Edition; Cyber Patrol; BajEye, Cyber Sitter; N2H2; X-Stop; We – Blocker; ActivatorDesk; Net Nanny; Pure Sight), valutati in base a criteri di qualità tecnica (caratteristiche di installazione e configurazione), qualità di comunicazione (accessibilità ai menù, comprensibilità dell’interfaccia e dei contenuti), qualità strutturale (flessibilità, espansibilità, personalizzazione), qualità documentativa (presenza di istruzione, esempi ed help), utilizzo (capacità di filtraggio delle informazioni, aggiornamento delle black list, prestazioni dopo l’installazione).

I software messi a confronto
Cosa è emerso dall’indagine? “Sono pochi i prodotti che effettuano un autentico ‘content filtering’ – spiega Carla Serafini di Web Scuola, Telecom Italia, che ha seguito l’indagine – anche perché questo risulta essere molto complesso data la grande quantità di lingue presenti sul WWW mentre i software utilizzano prevalentemente l’inglese”. Alleati per la sicurezza della navigazione, insomma, ma ancora lontani dalla totale garanzia di un Internet sicuro. Oltre al problema linguistico c’è anche il fatto che il WWW è davvero vasto ed è impensabile che le liste, pur aggiornate costantemente sui siti dei produttori, siano effettivamente esaustive. Non basta. “Un altro problema – continua Carla Serafini – è che alcuni prodotti si limitano a eseguire le operazioni di filtro solo sulle URL, gli indirizzi dei siti Web. Questo ne diminuisce quindi l’efficacia perché molti siti a contenuto nocivo sono raggiungibili anche attraverso URL non sospette”.

Le offerte italiane di contratti ‘family’
Sul fronte delle offerte contrattuali per l’Internet sicuro, in Italia esistono, al momento, solo poche proposte. Si tratta di abbonamenti a Internet particolari che consentono ai genitori di ‘filtrare’ i contenuti dei siti web garantendo ai figli una navigazione sicura.

L’operatore di bandiera, Tin.it, offre “Tin.it Family”, un abbonamento con varie possibilità di configurazione per l’accesso alla Rete che consente ai più piccini di navigare in modalità protetta e, ai grandi, di vagabondare in Internet in totale libertà. Si può infatti scegliere tra diverse modalità di ‘filtraggio’ dei contenuti (Garden, White, Black e Libero) che corrispondono a diversi livelli di protezione dell’accesso dei bambini. ‘Garden’ permette di navigare solo sul portale ‘Virgilio Junior’, ‘White’ apre le porte dello stesso portale e consente di preselezionare da un’apposita lista (la white list, appunto) contenuti adatti ai minori; ‘Black’ nega l’accesso a contenuti della ‘lista nera’ dove sono all’indice i siti meno adatti; ‘Libero’ è invece la modalità di accesso tradizionale ad Internet destinata alle mamme e ai papà. Braccio armato della Rete sicura di Tin è il software V-Family Dialer, compreso nel pacchetto, grazie al quale ogni componente della famiglia può definire il suo ‘profilo’ e configurare il programma di collegamento in base alle proprie esigenze.

Un’altra offerta è quella del portale Davide.it dove, registrandosi, le famiglie possono usufruire di un abbonamento Internet gratuito (mentre per associazioni Onlus, parrocchie e aziende è a pagamento) con tanto di servizio di sicurezza contro violenza e pornografia. Configurando una nuova connessione di accesso remoto, ci si collega così ad un Pop ‘dedicato’ di Davide. Grazie all’azione di un filtro che impedisce la navigazione su siti dai contenuti inadatti, i piccoli netsurfer potranno navigare su ben tre milioni di pagine web ‘filtrate’. Come dire che, nonostante i ‘paletti’, si ha a disposizione una vasta scelta dell’offerta ‘giusta’ presente sulla Rete delle reti.

L’impegno delle istituzioni
L’attenzione per una navigazione sicura, in cui prevalgano gli scopi didattici e non i ‘brutti incontri’ è anche nell’agenda delle istituzioni europee e Francia e Italia sono in prima linea. A poche settimane dalla iniziativa del ministero della Famiglia francese anche il nostro ministero dell’Innovazione ha infatti messo a disposizione dei genitori un filtro gratuito per la tutela dei minori che navigano in Internet. Il filtro, che può essere scaricato dal nuovo Portale italiano del cittadino è stato sviluppato dall’Icra (Internet Content Rating Association), una delle maggiori Organizzazioni operante nel settore della sicurezza della rete, su richiesta della Commissione Europea. Il filtro ha diversi livelli di operatività: può rendere visibili solo i siti certificati dalla stessa Icra oppure quelli selezionati da una lista personalizzata che i genitori possono compilare in base alla propria sensibilità.

Genitori insostituibili
Anche questo filtro, tuttavia, non può essere considerato sostitutivo dell’azione di educazione e controllo che i genitori non devono mai dimenticare di adottare nei confronti dei piccoli navigatori. Fare della navigazione in Internet un “appuntamento di famiglia”, sostitutivo magari di qualche serata passata davanti alla televisione è uno dei primi espedienti per condividere con i figli questa esperienza. Anche la collocazione del computer non è secondaria: meglio “a vista”, in salotto o in soggiorno, che in un angolo della loro stanza da letto. Inutile pensare di poter nascondere ai figli l’esistenza di contenuti pornografici su Internet. Meglio parlarne, avvertendoli dei rischi che si nascondono anche dietro l’uso di chat e forum e stabilendo, soprattutto con i più grandi, regole inderogabili: vietato inviare foto a sconosciuti o rivelare il proprio indirizzo di casa o di scuola e, soprattutto, niente appuntamenti con persone conosciute in Rete se non in compagnia di uno dei genitori.

 

Antonella Valentini

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