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Attenti agli eurocentesimi

gennaio 24, 2002 12:00 pm

Sono piccolissimi e, come hanno già scoperto qualche bambino e qualche mamma, vanno giù in un boccone Un momento di distrazione dei genitore e giù… la minuscola monetina finisce nello stomaco. Il primo caso, di eurocentesimo ingoiato, ha visto per protagonista una bambina di due anni di Copertino, in provincia di Lecce: corsa al pronto…

Sono piccolissimi e, come hanno già scoperto qualche bambino e qualche mamma, vanno giù in un boccone

Un momento di distrazione dei genitore e giù… la minuscola monetina finisce nello stomaco. Il primo caso, di eurocentesimo ingoiato, ha visto per protagonista una bambina di due anni di Copertino, in provincia di Lecce: corsa al pronto soccorso, radiografia, conferma dell’avvenuta ingestione, invito dei medici all’attesa. Con molta probabilità la monetina verrà espulsa con le feci.
In attesa che, come già ipotizzato dal ministro Tremonti, le micromonete da uno e due centesimi spariscano dalla circolazione, così come deciso in Finlandia, converrà stare attenti. Per la verità le ridotte dimensioni degli eurocentesimi non hanno fatto che aumentare un rischio ben noto ai pediatri di pronto soccorso o ai medici di chirurgia pediatrica: le monete sono da sempre in testa alla top ten degli oggetti che i bambini riescono ad ingoiare. Il problema non è tanto nell’ingestione, quando nel rischio che l’oggetto provochi un principio di soffocamento. Ma cosa bisogna fare di fronte ad una situazione d’emergenza?

Rimuovere il corpo estraneo
Innanzi tutto occorre agire rapidamente, ma cercando di mantenere la calma. “Se l’oggetto ingerito è visibile e raggiungibile attraverso la bocca – spiega il professor Giacinto Marrocco, dirigente della Divisione di Chirurgia Pediatrica dell’Ospedale “San Camillo” di Roma – si può cercare di toglierlo con le dita, ma con cautela per non rischiare di spingerlo ancora di più all’interno della gola. Se l’oggetto è rimasto nella trachea bisogna mettere il bambino a testa in giù e, con colpi energici alla schiena, all’altezza del petto per cercare di fargli sputare ciò che gli impedisce di respirare”.

La manovra di Heimlich
Non sempre, però, questa soluzione si rivela efficace ed allora bisogna ricorrere alla cosiddetta manovra di Heimlich. Il principio è quello di esercitare una forte e brusca compressione dal basso in alto a livello della cavità dello stomaco. “Ci si mette dietro il bambino circondandogli il giro vita e si pone un pugno chiuso a livello della cavità dello stomaco, al di sopra dell’ombelico. L’altra mano – spiega il professor Marrocco – viene messa sopra il pugno e si esercita allora una brusca pressione diretta all’indietro (verso di voi) e verso l’alto. L’aria contenuta nel torace ricacciata dai polmoni verso la trachea dovrebbe provocare l’espulsione del corpo estraneo ingerito. Nei lattanti – aggiunge però Marrocco – la pressione deve essere esercitata con la punta delle dita e con cautela, tenendo conto della fragilità delle ossa a quell’età”

Quando andare al Pronto soccorso
Se non si ottengono risultati neppure con la manovra di Heimlich, non resta che trasportare d’urgenza il bambino all’ospedale, praticandogli nel tragitto la respirazione artificiale. Nell’impossibilità di risolvere la condizione di asfissia i medici del pronto soccorso opteranno per una tracheotomia urgente: un intervento chirurgico che consiste nell’incidere la parete anteriore della trachea e nel metterne in continuità la mucosa con la cute del collo al fine di consentire il passaggio dell’aria direttamente dall’esterno all’interno dell’organo, attraverso una cannula inserita nella ferita. Si tratta comunque di situazioni estreme, nella maggior parte dei casi il corpo estraneo viene espulso oppure ingerito.

L’intervento in via endoscopica
“In caso di ingestione di un corpo estraneo metallico – afferma il professo Marrocco – il bambino non corre, in genere, nessun pericolo. Una moneta da pochi centesimi, rotondeggiante e di piccole dimensioni, passa agevolmente attraverso il piloro e viene espulso con le feci a distanza di 24-72 ore. Se, invece, il corpo estraneo non viene emesso con le feci dopo quattro-cinque giorni dalla sua ingestione – conclude Marrocco – viene eseguita una radiografia di controllo e valutata la possibilità di una azione risolutiva. Nella maggior parte dei casi non si interviene comunque chirurgicamente, ma si risolve tutto per via endoscopica”.

 

Domizia Luzzi

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