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Il sole fa bene e male alla salute, come tutte le cose va preso con buon senso

5 luglio 2012 in Sicurezza

sole mare

I raggi solari fissano la vitamina D nelle ossa, stimolano il sistema immunitario e incoraggiano il buon umore. Esporsi al sole senza le dovute attenzioni, però, potrebbe provocare seri danni tra cui le ustioni e forme tumorali.

Che le trascorrano al mare, sui bordi di una piscina in campagna, nei prati di montagna, le vacanze per i nostri bambini significano soprattutto una cosa: aria aperta, libertà e, soprattutto, tantissimo sole. Durante l’estate i nostri bambini vengono sottoposti quotidianamente all’elioterapia, ovvero ai bagni di sole che, in epoche lontane caratterizzate da malattie legate alla miseria, erano una vera manna per la salute. Ma questo era molto prima che si iniziasse a considerare il sole un nemico, responsabile di scottature, foto-invecchiamento e, soprattutto, di tumori cutanei dei quali il melanoma è solo il più conosciuto. Insomma, il sole fa bene e fa male, come spesso capita, la verità sta nel mezzo: i raggi solari sono benefici per la salute, ma vanno “presi” con buon senso. Soprattutto quando c’è di mezzo la pelle dei bambini.

Essenziale per la salute delle ossa
Il motivo principale per cui il sole fa bene è che le radiazioni UV fissano la vit. D necessaria per la fissazione del Calcio nelle ossa. Il rachitismo, infatti, era diffuso soprattutto quando, nelle epoche passate, i bambini non venivano adeguatamente esposti a un numero sufficiente di ore di sole. Ma perché il sole è così importante? Partiamo dall’inizio: le ossa sono costituite soprattutto da calcio, un minerale che, per essere utilizzato dal tessuto osseo, ha bisogno di vitamina D, una sostanza reperibile sì attraverso l’alimentazione, visto che è presente soprattutto nelle uova, nel fegato e nel pesce grasso. La fonte migliore di vitamina D, però, è proprio l’esposizione al sole. È quindi sufficiente stare all’aria aperta nelle ore di luce per procurarsi una scorta sufficiente di vitamina D. In un paese come l’Italia, dove il clima temperato e la luce solare non manca, è sufficiente trascorrere all’aperto un’ora al giorno con almeno mani e viso scoperti per avere sempre a disposizione la vitamina D necessaria. In estate l’organismo ne produce una quantità maggiore, ovviamente, visto che la luce solare è più intensa, si sta molto all’aperto e si va a spasso con maniche e indumenti corti. Le quantità in eccesso non vengono sprecate, ma sono immagazzinate nel tessuto adiposo per essere utilizzate duranti i mesi invernali.

Il sole mette di buon umore
I raggi solari aiutano a crescere bene perché favoriscono la maturazione di alcune cellule che fanno parte del sistema immunitario, quel complesso apparato che ha la funzione di attaccare e rendere neutrali gli agenti patogeni penetrano nel nostro organismo. Non a caso, i bambini che stanno molto all’aperto si ammalano mediamente di meno rispetto ai coetanei che trascorrono più tempo in casa o in luoghi chiusi. Infine, il sole aiuta il tono dell’umore, perché favorisce la produzione, da parte del cervello, della serotonina, un neurotrasmettitore che regola tante funzioni diverse dal tono dell’umore al ritmo-sonno veglia. Quando la serotonina è ben distribuita, una persona a qualunque età è serena, ha un buon appetito e riposa bene durante la notte. Si comprende come queste funzioni siano essenziali per i bambini, che hanno bisogno di nutrirsi in modo regolare, di dormire bene la notte e di affrontare gli impegni sportivi, scolastici e ludici con la giusta motivazione.

Il sole va “preso” con attenzione
I vantaggi dell’elioterapia, ovvero l’esposizione al sole, sono innegabili ma non dobbiamo dimenticare il rovescio della medaglia: l’effetto nocivo delle radiazioni U.V. sulla pelle, soprattutto su quella delicata dei bambini e sulle persone con pelle chiara. I raggi U.V. infatti, pur con tutti i lati positivi che abbiamo elencato, esercitano un effetto infiammatorio sulla pelle, aumentando la sua produzione di radicali liberi. Questo vuol dire che la pelle molto abbronzata invecchia prima e, soprattutto, può essere sede di processi neoplastici come il melanoma, un tumore della pelle molto invasivo: incomincia con un neo grosso piatto e frastagliato. La pelle che ha subito scottature rischia maggiormente di essere soggetta a melanoma, la conseguenza delle radiazioni solari provoca un effetto sommatorio nel tempo. È quindi essenziale proteggere la pelle, soprattutto quella dei bambini a partire dalle prime esposizioni al sole. Un bambino non dovrebbe mai essere esposto al sole diretto prima dell’anno di età. Una crema con un ottimo filtro solare dovrebbe essere sempre applicata prima di ogni esposizione alle radiazioni ultraviolette sia dei bambini che degli adulti. Noi in redazione abbiamo testato personalmente i solari della Biorygen sun factor una linea altamente innovativa, con una formula che è anche una linea cosmetica per la pelle. Tutti i prodotti della linea consentono un’ottima abbronzatura anche con tempi di esposizione ridotti ma ciò che è di fondamentale importanza è il doppio fattore di protezione solare con filtri solari U.V., emollienti, protettivi, rigeneranti e idratanti. Per i primi giorni pochi minuti sono sufficienti mentre i bambini dovrebbero essere protetti da una canotta bianca per schermare i raggi soprattutto a livello del dorso. Inoltre dovrebbero indossare sempre un cappellino con visiera e non dimenticare gli occhiali da sole. Tutti dovrebbero evitare il sole nelle ore centrali della giornata, ossia dalle 11 alle 16.

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Sahalima Giovannini

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