Famiglia: Leggi e Diritto

Proteggiamo i nostri bambini dai pericoli che possono venire dall’acqua

15 giugno 2012 in Sicurezza

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Ogni estate in Italia annegano molte persone, tante di queste sono bambini piccoli senza una sufficiente confidenza con l’acqua. È importante vigilare sulla loro sicurezza anche nelle piscine gonfiabili per bimbi.

Quando nascono, i bambini per i primi mesi hanno una grande confidenza con l’acqua, elemento per loro famigliare, naturale, visto che ci hanno vissuto per nove mesi. Sono stati condotti esperimenti su bambini appena nati immersi in una soluzione isotonica (cioè che abbia lo stesso peso specifico del sangue o dell'acqua di mare) ed isotermica (cioè che abbia la stessa temperatura del corpo umano): ebbene, questi piccoli non solo galleggiano tranquilli ma, addirittura, nuotano a rana senza alcuna paura e senza alcun problema, immergendosi anche del tutto volontariamente, con apnee di alcuni secondi. Se estratti dall'acqua, piangono per esprimere il loro dispiacere, mentre cessano di piangere appena rimessi in questo stesso liquido. Se questo riflesso innato non viene coltivato, come succede quasi sempre, verso i sette mesi i bambini perdono la capacità natatoria. Quando i piccoli verranno portati in piscina, per la frequenza ai corsi di nuoto, devono imparare la coordinazione motoria come se non avessero mai avuto un tempo questo riflesso motorio. Con l’aiuto di salvagente e braccioli, prenderanno poco per volta confidenza con l’acqua. Alcuni di loro hanno decisamente paura dell’acqua e questo, paradossalmente, potrebbe porli al sicuro. Altri ne sono attratti e sono proprio loro ad andare incontro a comportamenti a rischio, soprattutto se non vengono adeguatamente sorvegliati dai genitori.

Troppi incidenti per annegamento
Sono circa mille ogni anno in Italia i casi di incidenti in acqua che danno luogo a decessi e ricoveri; di questi ultimi circa la metà sono mortali. Le cifre emergono da uno studio del Reparto Ambiente e Traumi dell'Istituto Superiore di Sanità effettuato sulla base della consultazione e delle schede di decesso e delle schede di dimissione ospedaliera nel periodo compreso tra il 1969 e il 2008, periodo in cui sono scomparse in seguito ad annegamento 25.850 persone, quattro su cinque di sesso maschile ed un gran numero bambini e adolescenti. Secondo l'OMS ogni anno, in Europa, perdono la vita circa 5.000 bambini tra 1 e 4 anni e, in tutto il mondo, sono circa 175.000 i decessi dovuti all'annegamento tra 0-17 anni. Nei paesi industrializzati la maggior parte degli annegamenti e semi annegamenti in cui sono coinvolti i bambini avvengono nelle minipiscine gonfiabili, nelle piscine private e in quelle pubbliche. Per quanto riguarda i semi annegamenti che richiedono ospedalizzazione o trattamenti di emergenza, non si hanno dati specifici ma, secondo alcuni studi, essi superano in modo altamente significativo gli annegamenti. Inoltre le conseguenze di un semi annegamento sono spesso invalidanti ed i bambini che sopravvivono, spesso riportano danni fisici e cerebrali per tutta la vita come: paraplegia, deficit neurologici ed altre patologie correlate.

Che cosa si rischia quando si entra in acqua
Il nostro paese, a quanto sembra, è uno di quelli in cui si verificano meno incidenti. Gli italiani, però, non hanno ancora un rapporto abbastanza sicuro con l’acqua: ben il 43%, nonostante i quasi 3000 km di coste e isole, non sa nuotare o nuota in modo approssimativo. Tutto questo, sommato a una dose di incoscienza nel rapportarsi con l’acqua, può causare un affondamento passivo, cui seguono sensazione di disorientamento, panico e difficoltà respiratorie. La persona in acqua presa dal panico inizia ad ingerire acqua non riuscendo più a respirare. Infine, può subentrare l’arresto respiratorio, cui segue quello cardiaco. Di sicurezza in mare ed in piscina ne parliamo anche nella sezione la sicurezza ma nel caso in cui si dovesse assistere al rischio di annegamento di un adulto o di un bambino è importante portare la persona fuori dall’acqua, sdraiarla all’asciutto vicino al luogo dell’incidente e chiedere di chiamare urgentemente il 118. Se l’incidente avviene in un luogo pubblico chiedere se nelle vicinanze è presente un medico per praticare le manovre specifiche e per verificare la pervietà delle vie aeree.

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Sahalima Giovannini

 

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