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Estate: caldo, mare e meduse, una combinazione sempre più frequente

giugno 22, 2012 12:04 pm

L’habitat del mediterraneo non è l’ideale per le meduse piccole e rossastre, quelle pericolose. Nei nostri mari vivono le grandi bianche e viola ed anche se innocue, le loro carezze lasciano dolore e irritazione per molte ore .

Affascinanti e leggiadre, danzano nell’acqua come libellule nel loro abito bianco screziato di viola. Peccato che medusa troppo spesso fa rima con dolorosa. Quest’anno poi sono entrate in scena prima del previsto invadendo le coste della Corsica e quelle del sud della Francia. I week-end di inizio estate invitano ad andare al mare, quindi prima di partire rinfreschiamo la lezione di pronto soccorso da medusa.

Un’invasione pacifica?
La stagione estiva si apre con una notizia poco confortante per chi si prepara ad affollare le spiagge. Una “flotta” di meduse sta invadendo le coste della Corsica: la causa di questo, secondo gli esperti d’Oltralpe, è da ricercarsi nell’aumento della temperatura del mare e delle forti correnti che lambiscono il Golfo di Ajaccio. Il dott. Enrico Alleva, etologo dell’Istituto Superiore di Sanità, lancia l’allarme sulla comparsa anticipata delle meduse. A detta del ricercatore la responsabilità è anche della scarsità dei predatori, ovvero dei pesci ghiotti delle meduse nelle fasi iniziali del loro sviluppo. L’arrivo delle meduse in anticipo sulle coste francesi annuncia la loro comparsa imminente anche sulle nostre spiagge. Imparare a conoscerle e, soprattutto, sapere cosa fare se si entra in contatto con una di esse, renderà la nostra vacanza più piacevole e senza troppe preoccupazioni.

Non tutte le meduse sono uguali
Le abbiamo ammirate con i nostri bambini nei grandi acquari, le vediamo spesso a distanza ravvicinata nei nostri mari. Le meduse sono da sempre guardate con sospetto dagli adulti e con stupore dai bambini. La loro conformazione fisica è attraente e la loro pericolosità non arriva dalla loro composizione, al 98% di acqua ma dai loro tentacoli i quali contengono cellule urticanti: Il contatto di queste particolari cellule con la nostra pelle, fa si che venga rilasciato un liquido urticante con il conseguente dolore bruciante ed un fastidioso prurito. In realtà si tratta di un meccanismo di difesa della medusa che utilizza la stessa tecnica per paralizzare e catturare le sue prede. Non tutte le specie sono urticanti, tuttavia ne esistono alcune molto pericolose per l’uomo che possono addirittura indurre uno shock anafilattico. Queste specie altamente pericolose non sono però presenti nei nostri mari, infatti, vivono tra l’oceano Pacifico tropicale ed il Golfo del Messico.

Consigli utile in caso di contatto ravvicinato
Sebbene le specie di meduse che popolano il Mediterraneo non siano pericolose, è bene tener presente qualche suggerimento nell’eventualità di incontro ravvicinato con una di esse. Il contatto con il liquido urticante, emesso dalle cellule presenti sui tentacoli di una medusa, provoca una reazione a livello cutaneo, solitamente circoscritta alla parte in cui è avvenuto il contatto. La pelle si irrita e si avverte dolore bruciante e conseguente prurito. Poiché l’attività muscolare aiuta la diffusione del veleno, è meglio cercare di rimanere fermi e soprattutto non farsi prendere dal panico. Per prima cosa, bisogna eliminare eventuali residui dei tentacoli e lavare abbondante la parte colpita con acqua di mare fredda. Evitare di usare l’acqua dolce perché in questo modo si favorisce la produzione di neurotossine, responsabili di eventuali danni a livello del sistema nervoso centrale. Se è possibile, lavarsi con aceto, con dell’ammoniaca diluita in acqua o con una miscela di acqua di mare e bicarbonato di sodio. Anche se il prurito è forte, non dobbiamo grattare la pelle, poiché questa azione stimolerebbe l’attività muscolare e di conseguenza la diffusione del veleno. Nei casi in cui il bruciore è intenso e le vescicole sono a grappoli è consigliabile il controllo del medico il quale consiglierà, se necessario pomate al cortisone, antistaminici e se il dolore è intenso degli antidolorifici.
Tuttavia, è sempre bene monitorare lo stato di salute, soprattutto nei più piccoli.

Sonia Chiappetta

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