prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Meduse, ricci e vespe: l’estate facilita il contatto ravvicinato

luglio 25, 2018 1:00 pm

In estate, la vita all’aperto, nei prati o al mare, espone a un maggior rischio di incontri ravvicinati con animaletti poco rassicuranti come meduse, ricci o insetti vari

Non saranno sempre pericolose, ma dolorose e fastidiose sì. Stiamo parlando delle punture di insetti come vespe ed api, e del contatto con le meduse e degli aculei dei ricci di mare sotto i piedi. Eventi decisamente poco piacevoli soprattutto per la pelle delicata dei bambini e ancora di più se ad essere coinvolta è un bambino allergico. È importante intervenire immediatamente con poche ed efficaci manovre.

 

Punture di insetti

Le punture di insetti: api, vespe, calabroni, zanzare, tafani, pulci o formiche, rappresentano un pericolo per chi è allergico al loro veleno. In caso contrario, sono più o meno dolorose e danno origine alla formazione di un ponfo arrossato e in rilievo. Vediamo allora cosa fare in caso di punture di insetti. Attenzione però ai bambini piccoli: per loro le punture di questi insetti sono sempre più pericolose che per gli adulti. Quando si viene punti e nella zona resta infisso il pungiglione, è necessario estrarlo senza romperlo. E’ bene applicare quindi sulla puntura impacchi di acqua fredda o, se possibile, una pomata a base di acido borico o un altro prodotto contro le punture di insetto. Nel caso in cui una persona sia allergica, è necessario trasportarla al pronto soccorso più vicino. Nel frattempo, è consigliabile applicare un laccio emostatico al di sopra della puntura. Il laccio va lasciato per circa venti minuti, poi va tolto per altri dieci: la circolazione sanguigna deve essere ripristinata, perché riesca a portare ossigeno a quella zona. Se la zona colpita si gonfia, è necessario rivolgersi al medico, potrà infatti, somministrare un farmaco antiallergico. In questo modo si curano anche le punture di ragni, millepiedi ed acari.

 

Contatto con le meduse

Le meduse sono invertebrati marini, i cui tentacoli sono dotati di vescicole urticanti simili a piccoli dardi. Quando queste vescicole entrano in contatto con la pelle di una persona, emettono un liquido urticante che provoca una sorta di ustione molto dolorosa, con   conseguente arrossamento della pelle. Il problema delle meduse  è abbastanza frequente alle nostre latitudini e in molti altri mari. Per ammortizzare il dolore è sufficiente sfregare la parte sulla sabbia bollente con dell’acqua calda. Il calore inattiva il liquido urticante. Inoltre, si possono applicare oli lenitivi all’aloe e calendula, ma in alcuni casi occorre curare la lesione come una vera e propria ustione chimica, rivolgendosi al dermatologo. È bene evitare l’esposizione al sole fino a completa remissione dell’infiammazione causata dal contatto con la medusa.

 

Contro gli aculei dei ricci di mare

Camminare su un fondale marino basso oppure vicino agli scogli, può succedere di pungersi con gli aculei dei ricci di mare. Si tratta di un piccolo infortunio non pericoloso, ma purtroppo doloroso, poiché gli aculei possono restare incuneati sotto la pelle. È necessario estrarre gli aculei con una pinzetta per sopracciglia, dopo averla disinfettata bene, oppure con un ago sterile. Quando si è sicuri che gli aculei sono stati tolti tutti, è bene disinfettare con acqua ossigenata. Infine si deve applicare una pomata specifica e bendare il piede. Se però l’estrazione degli aculei risulta difficoltosa, è preferibile recarsi al pronto soccorso, dove un medico provvederà alla loro rimozione. È opportuno non poggiare il peso del corpo sulla parte ferita per alcuni giorni, o almeno fino a quando la parte non sia guarita.

 

Sahalima Giovannini

- -


ARTICOLI CORRELATI