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Succhietto e penna in bocca, rischio traumi ai denti

giugno 27, 2018 1:00 pm

In bici senza protezione, di corsa sul pavimento bagnato, la penna da mordicchiare: ecco tutti i casi in cui i bambini rischiano di procurarsi dei traumi ai denti e come si possono difendere

È frequente vedere un bambino di quattro o cinque anni con una bella finestra al posto degli incisivi da latte, oppure con i denti scheggiati o anneriti: in effetti i denti da latte sono una delle parti del corpo maggiormente esposte a traumi e incidenti, sia per il loro uso, perché i bambini, si sa, mordicchiano di tutto sia per la loro posizione, così esposta a cadute da bici, pattini e così via. Fino a qualche tempo fa si pensava che fosse abbastanza trascurabile che un bambino si procurasse un trauma a un dente la latte: oggi per fortuna non si pensa più così, a partire dal Ministero della Salute che ha emanato delle Linee guida che fanno il punto della situazione sia degli incidenti, sia di come è possibile intervenire nel caso in cui un bambino subisca un trauma ai denti.

 

Incidenti molto frequenti in età prescolare

Secondo il Ministero, negli ultimi anni i traumi dentali nei bambini sono aumentati. In età prescolare, possono arrivare al 62%, mentre con la scuola primaria gli incidenti scendono leggermente di numero ma riguardano ancora oltre un quinto dei ragazzini. Le cause sono sempre le stesse: cadute dalla bicicletta o dal monopattino, scivolate sul pavimento bagnato, corse sfrenate che terminano con una caduta, testate durante il gioco o l’attività sportiva. A mano a mano che un bambino cresce, infatti, cambiano le modalità e le dinamiche che causano le lesioni. Nei primi anni di vita sono più frequenti le cadute quando i bambini imparano a camminare o quando non sono ancora del tutto stabili sul triciclo o sulla bicicletta. Più avanti con il tempo sono gli incidenti sportivi a causare traumatismi dentali. Fino ai 14 anni di età, in generale, il luogo dove più di frequente ci si infortuna è il salotto di casa. Sono più a rischio i piccoli obesi perché hanno difficoltà nei movimenti e quindi tendono a cadere con maggiore facilità. Inoltre, alcune situazioni predispongono più facilmente ai disturbi ai denti. Per esempio, i piccoli che hanno utilizzato il succhietto troppo a lungo, fino ai tre anni e oltre,  oppure che hanno la cattiva abitudine di succhiare il pollice, rischiano di più, perché i denti crescono leggermente sporgenti all’esterno e sono quindi più esposti a traumatismi.

 

Come intervenire e come prevenire

In ogni caso, se capita che il bambino si rompa un dente oppure che il dente cada per colpa del trauma, è bene sapere che l’elemento va conservato immediatamente in soluzione fisiologica, acqua e sale, oppure in un po’ di latte o, meglio ancora, nella bocca stessa del bimbo: a contatto con la saliva e la mucosa del cavo orale il dente è nel suo ambiente naturale, quindi conserva meglio la sua vitalità. Il dente così conservato, forse, potrà essere reimpiantato dall’odontoiatra. Niente risciacqui sotto il rubinetto, niente disinfettanti, niente conservazioni nel fazzoletto di carta, quindi. Il dentista dovrà anche effettuare una visita accurata e, forse, anche una radiografia panoramica per escludere che si siano verificate fratture dell’alveolo o addirittura della mandibola. Essenziale è ovviamente la prevenzione. Secondo il documento del Ministero, nelle scuole dovrebbero esserci sempre presidi di primo soccorso per intervenire subito in caso di necessità e gli insegnanti dovrebbe essere istruiti a gestire la situazione. Nel caso dei traumi per sport, quelli più a rischio sono pallacanestro, pallavolo, calcio, rugby, equitazione nuoto per le scivolate a bordo piscina, è bene far usare caschi e paradenti appositi.

 

Sahalima Giovannini

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