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Scuotere un bambino ha conseguenze irreparabili

maggio 30, 2018 1:00 pm

I bambini soprattutto quelli molto piccoli non vanno mai scossi quando piangono perché potrebbero avere conseguenze gravissime. Per questo parte una campagna di sensibilizzazione

Viene definita Shaken Baby Syndrome, ossia – sindrome del bambino scosso – ed è una serie di sintomi gravi, fisici e neurologici, che compaiono in un bambino piccolo che sia stato scosso con violenza da parte di un adulto, magari esasperato dalla stanchezza per i pianti continui. Scuotere un bambino è una forma di maltrattamento di cui molti non si rendono conto, ma che può avere conseguenze irreparabili e rendere un bambino, nato sano, disabile per sempre. Secondo gli esperti, la sindrome del bambino scosso si presenta in tre casi ogni 10.000 bambini di meno di 1 anno, ma probabilmente i casi sono molto più numerosi e non vengono denunciati. Più volte la redazione di Guidagenitori.it ha inserito in scaletta questo argomento proprio per la serietà del problema.

 

Mai scuotere un bambino

Per questa ragione, la Fondazione Terre des Hommes in collaborazione con un network di eccellenze ospedaliere ha lanciato nei mesi scorsi la prima campagna nazionale di sensibilizzazione sulla – Shaken Baby Syndrome – la – Sindrome del bambino scosso: dal titolo – Non scuoterlo mai! – è questo il monito Si tratta della conseguenza di una forma di maltrattamento che può avere esiti drammatici e la cui reale incidenza nel nostro Paese è difficile da stimare. Di questa campagna fa parte un decalogo di consigli, messi a punto dagli esperti, con l’obiettivo di rendere consapevoli gli adulti sulle conseguenze che può avere una reazione spesso sottovalutata.

 

Il decalogo degli esperti

  1. Cos’è la Shaken Baby Syndrome? Viene definita sindrome del bambino scosso – un bimbo che è afferrato e agitato violentemente per reazione al suo pianto inconsolabile, con conseguente trauma sull’encefalo e successive complicanze neurologiche. Nei primi mesi di vita, infatti, i muscoli cervicali del collo sono ancora deboli e non riescono a sostenere la testa; se un bambino viene scosso con forza, il cervello si muove liberamente all’interno del cranio, provocando ecchimosi, gonfiore e sanguinamento dei tessuti.
  2. A che età si manifesta il picco di incidenza? I casi si concentrano di solito tra le due 2 settimane e i sei mesi di vita.
  3. Quali sono i fattori scatenanti? Scuotere il bambino, in genere, è la risposta ad un pianto inconsolabile. Gli adulti si sentono impotenti e possono mettere in atto comportamenti inappropriati. Secondo i dati resi noti dalla Società italiana di neonatologia i principali fattori di rischio che potrebbero aumentare la probabilità sono: famiglia costituita da un solo genitore, età materna inferiore ai 18 anni, basso livello di istruzione, uso di alcool o sostanze stupefacenti, disoccupazione, episodi di violenza in ambito familiare e disagio sociale.
  4. Quando e perché scuotere un bambino diventa pericoloso? Dalle confessioni dei responsabili si evince che in genere il bambino viene scosso energicamente circa 3-4 volte al secondo per 4-20 secondi.
  5. Quali sono i principali segnali che dovrebbero accendere un ‘campanello d’allarme? Vomito, inappetenza, difficoltà di suzione o deglutizione, estrema irritabilità, letargia, assenza di sorrisi o di vocalizzi, rigidità o cattiva postura, difficoltà respiratorie, aumento della circonferenza cranica disarmonico rispetto a peso e altezza, difficile controllo del capo, frequenti e lamentosi pianti e, nei casi più gravi, convulsioni e alterazioni della coscienza, fino all’arresto cardiorespiratorio.
  6. Quali danni può provocare lo scuotimento violento? I danni di tipo neuro- psicologico possono manifestarsi, nei primi mesi di vita, sia da un punto vista motorio che del linguaggio. Le conseguenze più gravi riguardano: disturbi dell’apprendimento, dell’attenzione, della memoria e del linguaggio, disabilità fisiche, danni alla vista o cecità, disabilità uditive, paralisi cerebrale, epilessia, ritardo psicomotorio e ritardo mentale. Si stima che solo nel 15% dei casi non ci siano ripercussioni sulla salute del bimbo.
  7. Possono esserci conseguenze anche psicologiche? Sì, possono infatti insorgere problematiche relative allo sviluppo psico-motorio ed anche a disturbi comportamentali.
  8. La Shaken Baby Syndrome può essere causa di morte? Sì. Può portare anche al coma o alla morte fino in 1/4 dei casi diagnosticati.
  9. Quali comportamenti i genitori dovrebbero assolutamente evitare? Qualunque sia il motivo del pianto, non bisogna mai scuotere il bambino per calmarlo. Si può invece cullarlo nella carrozzina, fargli fare un giro in macchina, un bagnetto rilassante. Se il pianto non si ferma e diventa esasperante, la cosa migliore da fare, se non si riesce più a gestire, è lasciare il bambino in un posto sicuro e allontanarsi fino a quando non si è riacquistato un certo equilibrio. È anche importante chiedere aiuto ad altri membri della famiglia e, nei casi più seri, chiamare il medico.
  10. Com’è possibile prevenire? Sarebbe auspicabile creare corsi di formazione e un piano di sostegno e intervento di sollievo per i genitori in difficoltà, fornendo anche aiuti pratici nella gestione del bambino.

 

Sahalima Giovannini

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