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Intossicazioni da sostanze varie nei bambini

agosto 11, 2016 9:31 am

E’ in vacanza che il bambino può ingerire qualcosa di pericoloso, indipendentemente se siamo in montagna o al mare. Vediamo insieme cosa fare e come comportarsi.

I bambini, con la loro tendenza a portare tutto alla bocca, sono la categoria maggiormente a rischio di intossicazione. Quando non capiscono esattamente che cosa sia un oggetto, decidono di assaggiarlo. Così, sostanze e anche oggetti possono diventare pericolosissimi, tanto più se ci si trova in vacanza, quindi in un ambiente potenzialmente più pericoloso perché saturo di novità interessanti e perché lontani dalla sicurezza del proprio ambiente e del pediatra. Nel caso dei bambini, è bene ricordare che secondo gli esperti i farmaci sono responsabili del 35% delle intossicazioni, i prodotti domestici del 25 % e le piante che si possono trovare nei prati il 6%. Senza dimenticare il pericolo che può derivare dall’ostruzione meccanica di un oggetto ingerito dal bambino: in questi casi, prima ancora che chiamare i soccorsi, sarebbe opportuno praticare le manovre di disostruzione pediatrica a per le quali anche Associazione Guida per Genitori organizza corsi.

Se ha ingerito una sostanza chimica
Ammoniaca, soda caustica, acqua ossigenata, antiruggine, detergenti, solventi, pesticidi: sono tanti i prodotti potenzialmente pericolosi usati in casa. Pericolosi se vengono inalati, se vengono ingoiati e, a volte, anche solo se vengono toccati. Per questo è essenziale che il bambino non li abbia a portata di mano, esattamente come i farmaci. È bene tenere detersivi, detergenti e farmaci lontani dai bambini, lontani dalla vista e dalle mani di un bambino se siamo in una casa vacanza che non è la propria. Questi prodotti vanno tenuti lontano dalla portata dei bambini e lasciati sempre nella loro confezione: in caso di ingestione accidentale, si potrà riferire ai soccorritori quale sostanza è stata ingerita.

Attenzione alle piante
Rendono accogliente la casa, ma possono essere pericolose per i bimbi piccoli, loro hanno la tendenza a portare alla bocca quasi tutto. Molte piante sono tossiche e possono provocare dolori addominali, vomito, diarrea, infezioni alle mucose e, nei casi più seri, anche disturbi al cuore e al sistema nervoso. Le più pericolose sono l’oleandro, il rododendro, il mughetto, e l’ortensia mentre l’edera, il papavero e la vite del Canada sono moderatamente tossiche, ma tutte queste sono piante estive e si possono trovare in giro in questo periodo. Se il bambino ne ingerisce un pezzettino, sarebbe opportuno fargliela rigettare, il contrario di quanto bsiogna fare se ad esere ingerite sono le sostanze corrosive, le piante non causano ustione dell’esofago. È anche bene tenere a portata di mano un frammento della sostanza per mostrarla a eventuali soccorritori.

Quando la persona deve vomitare
Lo svuotamento dello stomaco è utile solo se è stata ingerita una sostanza che non ha causato ustioni all’esofago, come succede per esempio con la soda caustica: in questo caso la situazione deve essere gestita dagli esperti del pronto soccorso attraverso le indicazioni del Centro antiveleni. Negli altri casi si può cercare di far vomitare l’infortunato, facendogli bere alcuni bicchieri di acqua salata. È meglio non introdurre le dita in gola della persona avvelenata. Una volta che l’intossicato ha lo stomaco ben vuoto, è possibile somministrargli un antidoto contro l’avvelenamento. I più efficaci antidoti non sono farmaci, ma si trovano in natura e sono: il latte, l’albume d’uovo crudo e il tè. Prima di ricorrere a queste manovre, comunque, è sempre opportuno contattare un centro antiveleni, affinche si ricevano i giusti suggerimenti.

Giorgia Andretti

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