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Il caldo facilita le infezioni intestinali da cibo

luglio 15, 2016 3:05 pm

In estate, con il caldo, aumenta il rischio di contaminazione batterica dei cibi se non conservati adeguatamente e, conseguentemente, sono in aumento le infezioni intestinali.

È sempre importante riservare attenzione a quello che si porta in tavola e ai cibi che si scelgono al ristorante, ma lo è ancor di più in estate. Con il caldo, infatti, aumentano i possibili rischi di contaminazione per il cibo, legati essenzialmente alle alte temperature che possono aumentare il rischio che gli alimenti vadano a male o che vengano attaccati da batteri e altri microrganismi, responsabili di possibili malesseri per l’uomo. Ogni anno le cronache ci raccontano di malesseri sopravvenuti proprio a causa di ingestione di alimenti avariati. Per questa ragione, il buon senso non deve andare in vacanza e per ricordarcelo è intervenuto anche il Segretario Nazionale del Codacons, Francesco Tanasi che ha suggerito un decalogo per aiutare i cittadini ad evitare i rischi di infezioni da parte dei cibi.

Alimenti, a che cosa prestare attenzione

1. Attenzione ai cibi freddi nei ristoranti. In estate i cibi freschi sono molto invitanti, ma se maionese, salse a base di uova o di latte, gelatine e creme restano a lungo a temperatura ambiente, possono irrancidire e dare problemi gastro-intestinali.
2. Osservare con attenzione i cibi. Il discorso vale soprattutto per quelli freschi e deperibili come i latticini, le carni, i surgelati, il latte stesso. Per la conservazione di questi alimenti deve essere rispettata la catena del freddo e in estate questa sicurezza non è sempre rspettata. Meglio orientarsi, per sicurezza, su prodotti a lunga conservazione.
3. Occhio alla presenza di brina sulla confezione dei surgelati, ai coperchi degli yogurt rigonfi, alle confezioni di latte allargate. Questi prodotti hanno probabilmente subito il caldo. La brina all’esterno delle confezioni surgelate, è indice di un cattivo mantenimento.
4. Anche l’acqua è a rischio. Non andrebbe acquistata acqua in bottiglia o bibite lasciate sotto il sole perché il contenuto può essere danneggiato. Anche la scadenza va controllata.
5. Pesci e frutti di mare sono i più a rischio. Oltre a essere facilmente deperibili, possono essere stati allevati o pescati in situazioni non ottimali. Questi prodotti vanno acquistati solo se venduti in confezioni sigillate e avvolti da una retina di plastica, con un’etichetta che indica peso, scadenza e provenienza. Una volta acquistati, vanno consumati al più presto, ben cotti.
6. Nei bar e nei negozi non acquistare prodotti da un congelatore stracolmo. Una corretta conservazione è possibile solo se non si supera un certo carico. Vanno preferiti i freezer con sportelli chiusi verticali.
7. Attenzione ai cristalli all’interno. Un prodotto surgelato che, una volta aperto, mostri cristalli bianchi simili a una vera e propria neve va buttato perché significa che è stata interrotta la catena del freddo, il prodotto è stato scongelato e quindi può essere avariato.
8. Non permettere ai venditori di toccare i cibi. Il prosciutto, i panini pronti al bar non vanno manipolati con le mani nude perché sono alimenti non destinati alla cottura, quindi eventuali germi non verrebbero eliminati. Stesso discorso se un barista porge la bibita dopo avere toccato il bicchiere a livello del bordo.
9. Non comprare prodotti deteriorabili da carrettini ambulanti privi di celle frigorifere adatte a conservare i cibi.
10. Attenzione durante la spesa. È bene controllare sempre la data di scadenza di tutti gli alimenti che si comprano.

Lina Rossi

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