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Attenzione alle punture di zecche

luglio 11, 2016 9:25 am

Le zecche non sono solo parassiti degli animali, le loro punture sono pericolose anche per l’uomo. Il loro morso può causare encefalite e altre malattie serie.

Quando si parla delle zecche si pensa sempre a un parassita degli animali selvatici o tutt’al più dei cani e si crede sia sufficiente trattare il proprio animale con un antiparassitario per metterlo al sicuro insieme a tutta la famiglia. Purtroppo, non è così. Sicuramente i prodotti contro le zecche vanno usati sulla bestiola, ma anche gli essere umani devono prendere alcune precauzioni per difendersi dall’attacco delle zecche, poiché questi insetti considerano gli uomini un organismo ospite, esattamente come avviene per i cani.

La pericolosità delle zecche è dimostrata anche dai recenti fatti avvenuti in provincia di Belluno, dove all’ospedale San Martino sono state ricoverate sette persone, tutte con i sintomi della TBE, ovvero la meningoencefalite da zecca. Sette casi che vanno ad aggiungersi ai circa 190 che si sono verificati, solo in quella zona, dal 1994. Altrettanti casi si sono verificati nel resto del territorio nazionale. Sono pochi? Sono molti? Quello che è sicuro è che sono pericolosi, perché secondo gli esperti è alta la mortalità legata all’attacco delle zecche. Nel 70% dei casi compare, infatti, una meningite o meningoencefalite, entrambe le forme possono avere conseguenze serie e permanenti, sino alla paralisi o addirittura al decesso. Questo, per fortuna, non si è ancora verificato, ma secondo gli esperti della SIMIT, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali, la malattia esiste e non va sottovalutata, perché può essere prevenuta con alcune precauzioni oltre che con il relativo vaccino.

Le malattie causate dalle zecche
La meningoencefalite da zecche, o meningoencefalite primaverile-estiva, è una malattia virale acuta del sistema nervoso centrale, causata da un arborvirus appartenente al genere Flavivirus e identificata per la prima volta in Italia nel 1994 proprio in provincia di Belluno. Attualmente è soprattutto il Nord Est italiano ad essere interessato dalla presenza di questi insetti, ma casi sono avvenuti anche in Toscana e il rischio esiste, comunque, un po’ in tutta la penisola, soprattutto nelle aree montane dove c’è vegetazione fitta. Nel 70-90% dei casi la malattia è asintomatica. Negli altri casi, dopo un primo episodio simil-influenzale si ha un periodo di relativo benessere della durata di 7-10 giorni, cui segue la malattia vera e propria. Le zecche possono essere causa anche di due altre malattie. La prima, la borreliosi di Lyme, che è causata da un batterio, la Borrelia burgdorferi, è trasmessa dagli stessi vettori implicati nella encefalite da zecche ed è caratterizzata tra l’altro da un’artrite ad andamento cronico. La seconda, la febbre bottonosa mediterranea, è causata da Rickettsia conorii, è trasmessa dalla zecca del cane ed è presente in gran parte delle aree costiere del Mediterraneo. Entrambe queste malattie, a differenza della encefalite da zecche, vanno trattate con antibiotici.

Spesso non ci si accorge della puntura
Se ci si accorge di essere stati punti da una zecca, poiché l’insetto talvolta resta attaccato alla pelle, è importante segnalare il fatto al proprio medico, che può provvedere anche alla rimozione dell’insetto. La prevenzione è importante. Il vaccino esiste e può essere richiesto al medico o alla Asl di zona: è consigliato soprattutto se si deve trascorrere un periodo di permanenza in un’area montana, dove ci possono essere ungulati, cervi e altri animali simili, che sono proprio l’obiettivo preferito delle zecche. Non sempre infatti il morso della zecca viene avvertito, perché nella saliva dell’animale è contenuta una sostanza che ha un effetto anestetico nelle ghiandole salivari. È quindi importante seguire alcune semplici precauzioni: nelle aree interessate dalla malattia si devono percorrere solo sentieri guidati; non attraversare prati con erba alta a gambe nude; utilizzare abiti chiari; al rientro da escursioni di ispezionare attentamente le aree di cute esposta per escludere la presenza di zecche. La rimozione della zecca va effettuata utilizzando una pinzetta con un leggero movimento di trazione-rotazione. Prima della rimozione della zecca non vanno invece usati olio e alcool o altre sostanze emollienti o disinfettanti per evitare che la stessa rigurgiti, con conseguente aumento del pericolo d’infezione.

Melissa Gullotta

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