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Sole e caldo alterano la composizione dei farmaci

giugno 7, 2016 9:31 am

I farmaci sono prodotti delicati e vanno conservati con cura, soprattutto quando fa caldo e i principi attivi possono essere alterati, soprattutto a danno della salute.

Anche i farmaci risentono del caldo estivo e soprattutto dell’azione dei raggi solari. Farmaci per la tiroide e contraccettivi, antibiotici, analgesici e tanti altri ancora hanno necessità di attenzioni particolari nei mesi caldi. Se, infatti, vengono danneggiati, è necessario buttarli via, perché potrebbero avere effetti nocivi sulla salute di chi li assume: per ricordare ai cittadini l’importanza di una corretta conservazione, l’Agenzia Italiana del Farmaco – AIFA – ha creato un opuscolo con accorgimenti in vista delle vacanze.

Un opuscolo per fare attenzione
La guida Farmaci & estate ricorda che ogni medicinale va conservato in luogo fresco e asciutto, a una temperatura sempre inferiore ai 25 gradi a meno che non venga specificato diversamente. Questo vale soprattutto per alcune categorie come antiepilettici, anticoagulanti, antibiotici, insulina, analgesici e sedativi. In questi prodotti, piccole modificazioni di composizione possono comportare una grande differenza per la salute. Per questo, in caso di lungo viaggio in auto, è meglio trasportarli nell’abitacolo o in un contenitore termico, evitando il bagagliaio dove potrebbero surriscaldarsi. E anche le modalità di assunzione devono essere ben equilibrate in base alla temperatura esterna. Alcuni farmaci come antistaminici, antidepressivi, ansiolitici, antipertensivi e antiepilettici, possono rendere più fastidiosi gli effetti del caldo sull’organismo perché interferiscono con i processi di termoregolazione. Le persone più a rischio, come chi soffre di problemi cardiaci, circolatori e respiratori, rischia conseguenze anche serie. Questo non vale solo per i farmaci da assumere per bocca. I gel o i cerotti a base di ketoprofene e le creme a base di prometazina per le punture di insetto, con il sole possono provocare macchie o vere proprie ustioni.

Sempre l’armadietto dei farmaci
Avere cura dell’armadietto domestico è un modo per evitare di assumere per errore un farmaco scaduto, oltre che per ridurre l’impatto delle sostanze chimiche sull’ambiente. Tutto comincia dall’acquisto: evitiamo di comprare troppi farmaci per volta, magari tutti dello stesso tipo, significa essere certi di riuscire a usarlo prima che scada. Inoltre, due volte l’anno è bene passare in rassegna tutti i farmaci, eliminando quelli scaduti. La maggior parte delle persone destina ai farmaci uno spazio nell’armadietto del bagno, ma questo non è il posto migliore perché in genere il bagno è la stanza più umida e calda della casa. È più adatto uno spazio in camera da letto, quasi sempre più fresca, in uno scomparto apposito chiuso a chiave e lontano dalla portata dei bambini. È bene ricordare che i farmaci non vanno posti in freezer, perché la temperatura sotto lo zero altera i principi attivi. Alcuni farmaci come alcuni antibiotici in sospensione vanno tenuti in frigorifero, ma solo se questo è indicato dal foglietto illustrativo. In caso di dubbio è bene chiedere al medico.

Vanno eliminati così
Quando un farmaco è scaduto o per un motivo qualsiasi non viene più utilizzato, non va gettato nel WC o nel lavello e nemmeno nella spazzatura. In questo modo infatti raggiungerebbe direttamente le acque o il terreno. Se un prodotto è stato completamente consumato, quindi la confezione è vuota, è possibile recuperare la confezione stessa, destinandola alla raccolta differenziata a seconda che sia di vetro, cartoncino o plastica. Se, invece, all’interno della confezione è rimasto del prodotto, il tutto va portato all’apposito raccoglitore per i farmaci scaduti o inutilizzati presso qualsiasi farmacia. Saranno poi gli addetti comunali incaricati alla raccolta dei rifiuti tossici a raccoglierli e a portarli al più vicino termovalorizzatore. Qui i farmaci vengono inceneriti in modo che i principi attivi non comportino più alcun rischio per l’ambiente.

Giorgia Andretti

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