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Il ciuccio salvavita?

novembre 28, 2005 12:00 pm

Secondo l’American Academy of Pediatrics dormire succhiando aiuta a prevenire la morte in culla La notizia è di poche settimane fa e la fonte, trattandosi dell’American Academy of Pediatrics, è autorevole: il “ciuccio” previene la morte in culla, detta anche morte bianca o, con termine scientifico, SIDS – Sudden Infant Death Sindrome. Ricercatori americani hanno…

Secondo l’American Academy of Pediatrics dormire succhiando aiuta a prevenire la morte in culla

La notizia è di poche settimane fa e la fonte, trattandosi dell’American Academy of Pediatrics, è autorevole: il “ciuccio” previene la morte in culla, detta anche morte bianca o, con termine scientifico, SIDS – Sudden Infant Death Sindrome. Ricercatori americani hanno verificato che facendo addormentare il bambino con il ciuccio, gli eventi negativi si riducono in modo significativo. Se all’uso del ciuccio viene poi associata la decisione di far dormire il bambino nella sua culletta e non nel lettone dei genitori, la prevenzione è ancora più efficace.

Dal “vecchio” ciuccio un nuovo aiuto
Al fine di prevenire la SIDS, il ciuccio dovrebbe essere proposto sia per il risposino di giorno che per il sonno notturno. I pediatri americani suppongono che il ciuccio aiuti a mantenere le vie aeree superiori maggiormente aperte, quindi a tutto vantaggio di una ossigenazione maggiore. Altra spiegazione proposta è quella che il ciuccio in qualche modo evita al bambino di entrare nella fase del sonno profondo. Sembra infatti che la morte sia messa in relazione con le fasi del sonno e che il rischio è maggiore quanto più il sonno è nella fase profonda. Resta il fatto che qualunque sia l’interpretazione più vicina alla realtà, i bambini che vengono lasciati addormentare con il ciuccio, vanno incontro alla SIDS molto meno rispetto ai bambini a cui non viene proposto il ciuccio. Per quanto riguarda i commenti negativi all’uso del ciuccio ovvero i problemi alla dentizioni e confusione nell’allattamento, vale sempre il principio di scegliere tra i due mali, il male minore.

Niente lettone con mamma e papà
Oltre all’uso del ciuccio come protettore verso la SIDS, lasciar dormire il bambino nella sua culletta è l’ulteriore passo in avanti verso la prevenzione. I ricercatori del Washington’s Children’s National Medical Center hanno potuto accertare che i bambini che dormono nel lettone hanno una probabilità maggiore di contrarre la SIDS. La conclusione a cui si è giunti è che i bambini possono stare nel lettone per godere delle coccole e di essere accuditi ma non appena il bambino si addormenta, dovrebbe essere trasferito nella culletta. La soluzione ideale è tenere la culletta nella stessa stanza di mamma e papà per facilitare l’accudimento notturno ma nello stesso tempo il bambino può dormire in tutta sicurezza nel suo lettino.

La riduzione della morte per SIDS
E’ da oltre 10 anni che l’American Academy of Pediatrics ha dettato le regole per proteggere i bambini dalla SIDS e concretamente i casi si sono ridotti di oltre il 50%, passando da 5.000 casi del 1990 ai circa 2.500 casi dello scorso anno. Alle regole stabilite ne sono state aggiunte le due sopra-elencate e cioè: si al ciuccio e no al lettone. I dati statistici inoltre ci dicono che i maschietti sono più colpiti delle bambine, il picco più alto di eventi negativi avviene nel mese di gennaio e l’età in cui si verificano e tra il secondo ed il quarto mese di vita del bambino. Il 90% dei casi avviene entro i primi sei mesi.

La preoccupazione degli esperti di allattamento
Le nuove indicazioni dell’American Academy of Pediatrics non hanno convinto del tutto gli esperti di allattamento. L’Ilca, l’Associazione Internazionale dei Consulenti per l’Allattamento, cui è affiliata l’Associazione Italiana Consulenti Professionali in Allattamento Materno, ha infatti espresso un giudizio positivo per qual che riguarda il suggerimento a far dormire il piccolo nella stessa stanza dei genitori, ma si dice preoccupata per quel che riguarda la promozione del ciuccio e il divieto di dormire nello stesso letto. Il timore è che l’uso del ciuccio incida negativamente sulla continuità dell’allattamento al seno, mentre il divieto di dormire insieme potrebbe scoraggiare le mamme che nella notte allattano al seno il proprio bimbo tenendolo nel proprio letto. L’allattamento al seno, ricorda infatti l’Ilca, viene considerata una delle azioni importanti nella prevenzione della morte in culla e va dunque promosso quanto più possibile.

Le nuove linee guida da seguire
Il rischio della SIDS, ha comunque spiegato l’American Academy of Pediatrics nelle nuove linee guida, non può essere eliminato completamente ma può essere ridotto seguendo pochi ma indispensabili consigli:
1. Il bambino deve essere messo a letto in posizione supina, sempre.
2. Solo dopo il primo mese di vita, per non interferire con l’allattamento, al bambino va offerto, prima di addormentarsi, il ciuccio. Se il ciuccio viene espulso dal bambino durante il sonno non deve essere riposizionato.
3. Il bambino non deve dormire nel lettone con mamma e papà o in un letto insieme ad altri fratelli. La culletta può essere sistemata nella stanza da letto dei genitori.
4. Nel lettino non devono esserci peluche, cuscini, giochi soffici e copertine supplementari.
5. Il bambino deve indossare abiti leggeri e caldi, deve essere adagiato su un materasso rigido e coperto soltanto con un lenzuolino, avendo cura di lasciare il visino scoperto, curando di posizionarlo sulla schiena (ne sulla pancia né di fianco).
6. La temperatura nella stanza deve essere intorno ai 20° .
7. Bisogna evitare il fumo in gravidanza ed il fumo passivo dopo la che il fumo passivo dopo la nascita.
Si ricorda inoltre che l’allattamento al seno va praticato in modo esclusivo per i primi sei mesi di vita e poi insieme con l’aggiunta di cibi adeguati per l’età per un anno ed oltre, finché mamma e bambino lo desiderino.

In Rete:
www.aap.org”
www.ilca.org”

 

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra – Psicoterapeuta- laureata in psicologia clinica

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