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Non solo al mare anche in piscina la sicurezza è d’obbligo

luglio 8, 2015 9:13 am

I bagni in piscina richiedono la stessa sorveglianza messa in atto al mare. Infatti, esiste lo stesso rischio di annegare o di cadere sui bordi facendosi male.

I bambini amano molto le piscine, come e forse più del mare: l’acqua azzurrissima, pulita, la presenza di scivoli, toboga e altri giochi acquatici e la musica la rendono un ambiente molto divertente. E forse, per l’assenza di onde e la scarsa profondità, anche gli adulti sono indotti a pensare che si tratti di un ambiente messo in sicurezza. Non è così: quando si tratta di acqua, anche profonda pochi palmi, anche se è la piscina gonfiabile nel giardino di casa, la prudenza non è mai abbastanza.

Attenzione quando il piccolo è in acqua
Come riportano le cronache, gli incidenti più numerosi in piscina riguardano quasi sempre le strutture private o nel giardino di casa. Non è infrequente, purtroppo, che un bambino vi cada dentro per recuperare un gioco galleggiante o magari perché viene per ingenuità spinto da un coetaneo e che non riesca a risalire. Difficilmente questo si verifica in una piscina pubblica dove è sempre presente la sorveglianza e dove altri bagnanti possono accorrere in aiuto, nel caso un bambino sfugga all’attenzione dei genitori. La piscina piccola va quindi svuotata ogni sera, quella ampia va dotata di cancelli di protezione di sicurezza in modo che la struttura sia inaccessibile. Il piccolo, non appena è in grado di muoversi da solo per il giardino, va reso consapevole dei possibili rischi che potrebbe correre.
Prudenza anche nella piscina più grande
Il rischio della piscina di ampie dimensioni è legato soprattutto alla possibilità che il bambino entri in acqua quando la digestione non è ancora completata oppure quando il suo organismo è molto accaldato. In questo caso si rischia una congestione, perché il contatto con l’acqua fredda provoca un repentino abbassamento delle temperatura corporea e il sangue tende ad affluire alle estremità, venendo a mancare quindi allo stomaco bloccando la digestione e al cervello. Il rischio è la perdita di coscienza, malessere generale e vomito. È quindi bene ricordare che dopo un pasto si dovrebbero attendere almeno tre ore prima di immergersi. Inoltre, nel rispetto della sicurezza, l’immersione dovrebbe essere graduale: se il piccolo ha giocato al sole va tenuto sotto l’ombrellone e poi va rinfrescato con poca acqua spruzzata su viso, gambe e braccia.

Il rischio di traumi e infezioni
In piscina esiste poi un rischio legato alla possibilità di scivolare lungo i bordi, sempre bagnati e quindi sdrucciolevoli. I bambini, per la loro sicurezza, vanno quindi educati a indossare sempre le ciabattine in gomma per evitare cadute, che non di rado, si concludono con contusioni varie o addirittura fratture. Inoltre i piccoli vanno educati a non correre: oltre ad essere pericoloso, è fastidioso per gli altri utenti dell’impianto. Le ciabattine sono, inoltre utili, anche per non incorrere nel rischio di prendersi una verruca, il cui virus è spesso presente nelle pozze d’acqua che si trovano ai bordi delle piscine e in altri luoghi di passaggio in comune.

Lina Rossi

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