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A scuola senza cellulari

maggio 14, 2001 12:00 pm

Spetta ai responsabili d’Istituto regolamentare l’uso dei telefonini in classe per studenti e docenti Se è vero che la scuola, tra le sue missioni, dovrebbe annoverare anche quella di impartire le tecniche di una buona comunicazione esterna, sia verbale che scritta, è vero anche che potrebbe sembrare eccessivo se, a questo scopo, si ricorresse all’uso,…

Spetta ai responsabili d’Istituto regolamentare l’uso dei telefonini in classe per studenti e docenti

Se è vero che la scuola, tra le sue missioni, dovrebbe annoverare anche quella di impartire le tecniche di una buona comunicazione esterna, sia verbale che scritta, è vero anche che potrebbe sembrare eccessivo se, a questo scopo, si ricorresse all’uso, o abuso, dei telefoni cellulari.
Ci riferiamo esplicitamente al caso della scuola media di Budrio, in provincia di Bologna, dove una preside è stata denunciata dal padre di un alunno perché colpevole, secondo il genitore, di un indebito sequestro del telefonino che il figlio utilizzava durante le ore di lezione, contravvenendo ad una circolare dello stesso responsabile d’Istituto che ne stabiliva il divieto.

L’argomento è controverso. In effetti, non esistono delle reali disposizioni del Ministero della Pubblica Istruzione comuni a tutte le scuole riguardo l’utilizzo dei portatili sia da parte dei docenti che degli alunni. L’unico documento ufficiale sull’uso del cellulare a scuola, emanato dal ministro Berlinguer, risale al settembre del ’98 e fa esplicito riferimento all’abitudine sempre più diffusa, tra gli insegnati, in questo caso, di ricevere ed effettuare telefonate mentre sono in classe.
La questione, a quanto riporta la circolare n.362 del 25 agosto 1998, sarebbe stata peraltro oggetto di una interrogazione parlamentare. Il documento continua sottolineando come tali comportamenti, laddove si verifichino, non possono essere ammessi in quanto si tradurrebbero in una mancanza di rispetto nei confronti degli alunni, arrecando un ulteriore elemento di disturbo ad un corretto svolgimento delle lezioni.
La circolare è ovviamente finita, come altre migliaia in questi anni, sulla scrivania dei capi d’Istituto perché venisse portata all’attenzione degli insegnati.

E per gli studenti? E’ notorio che ogni scuola gode, dopo le ultime riforme, di autonomia didattica, gestionale e amministrativa, quindi il compito di regolare, eventualmente, l’uso dei cellulari in classe anche da parte degli allievi spetta sempre ai Capi d’Istituto.
Quasi tutti i presidi interpellati si rifanno, anche per quanto riguarda l’uso del telefonino da parte degli studenti, alla succitata circolare, consentendo, generalmente, la presenza dell’apparecchio, spento, in classe. “A volte sono i genitori che ci richiedono di permettere ai ragazzi di tenere il cellulare – ha dichiarato il professor Antonio Vitolo, vicepreside del liceo classico “Ovidio” di Roma – anche se questo, durante le ore di lezione, deve rimanere rigorosamente spento”.
Un rappresentante dell’Anp, l’Associazione nazionale presidi, il professor Valentino Favero, ci ha spiegato che, per qualsiasi telefonata i ragazzi fossero necessitati a fare, sono sempre a disposizione, su richiesta dell’interessato, i telefoni della scuola, apparecchi da cui i ragazzi possono anche ricevere le chiamate dei genitori, sempre in caso di estremo bisogno. “Per quanto riguarda gli insegnati – ha poi specificato il professor Favero – anche se non si può proibire completamente l’uso del cellulare, se ne consiglia un uso quanto più discreto possibile e mai nel corso delle ore di lezione”.

 

Giancarlo Strocchia

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