prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Aumentano i reati di… classe

aprile 2, 2001 12:00 pm

Ogni anno nelle scuole si consumano 2000 illeciti, coinvolti sempre più spesso ragazzi di buona famiglia La scuola, oltre a luogo eletto di formazione ed educazione, sta gradualmente diventando territorio di iniziazione all’illecito. Da un progetto di collaborazione tra il Ministero della Pubblica Istruzione e il Tribunale per i minori di Roma, partito quattro anni…

Ogni anno nelle scuole si consumano 2000 illeciti, coinvolti sempre più spesso ragazzi di buona famiglia

La scuola, oltre a luogo eletto di formazione ed educazione, sta gradualmente diventando territorio di iniziazione all’illecito. Da un progetto di collaborazione tra il Ministero della Pubblica Istruzione e il Tribunale per i minori di Roma, partito quattro anni fa, è emerso uno scenario allarmante ma non certo sorprendente. Sarebbero almeno duemila ogni anno le denunce per reati penali di varia natura che si consumano tra le mura degli istituti scolastici. Le segnalazioni provengono da insegnati e famiglie, preoccupati per la drammatica ascesa del fenomeno. Sono aumentati vertiginosamente episodi di furto, estorsione, percosse e ricatti, soprattutto ai danni degli studenti più sprovveduti. Sembrerebbero prevalere i furti dei telefonini cellulari ai compagni di scuola, e sicuramente non per necessità ma come forma di affiliazione a gruppi e clan che pretendono prove di “coraggio” per autorizzare l’ammissione e, soprattutto, per acquistare autorevolezza agli occhi degli amici. Nulla di diverso rispetto a dinamiche che sono sempre esistite, ma con risvolti penali del tutto inediti e pesanti.

E’ preoccupante constatare, inoltre, come sia cambiata anche la tipologia degli autori di queste malefatte. Non più solo gli studenti emarginati o espulsi reagiscono alla loro situazione di disagio sfogando frustrazioni e fragilità sui propri coetanei, ma anche i figli di famiglie apparentemente normali manifestano la propria intraprendenza commettendo un numero consistente di delitti penali. E le motivazioni di questi ultimi, riferiscono i magistrati, sono il più delle volte inconsistenti o sono del tutto assenti. Spesso alla base di queste dimostrazioni di forza è sotteso il principio per cui commettere tali azioni serve a dimostrare la propria esistenza. Anche per questo, a detta dei giudici, i ragazzi delle famiglie cosiddette normali sono i più difficili da trattare e recuperare. Perché i cosiddetti devianti trasgrediscono sì le regole, ma mostrano anche di conoscerle. Gli altri, a volte, sono capaci di commettere reati anche molto gravi ma sembrano non rendersene conto.

E le ragazze? Il gentil sesso sembra meno avvezzo a commettere reati all’interno della scuola: le adolescenti tra i 14 e i 18 anni compiono illeciti penali nella misura del 20% in meno rispetto ai loro coetanei maschi, ma quando decidono di reagire, hanno spiegato i magistrati, lo fanno sul serio e giungono a compiere delitti anche importanti. E questo perché, è stato spiegato, le ragazze sono sottoposte ad un maggior numero di soprusi e per più lungo tempo, così che la reazione, alla fine, si dimostra molto più clamorosa.
A detta del ministro della Pubblica Istruzione De Mauro, la ricetta migliore per prevenire o contrastare la devianza fra gli adolescenti è quella di realizzare una rete di interventi che veda coinvolti, di concerto, enti locali, servizio sanitario, magistratura, psicologi e famiglie. E’ già stato programmato, inoltre, di estendere l’esperienza di Roma a tutta la regione Lazio prima e al resto del Paese successivamente, nella forma di collaborazione stabile tra le nuove direzioni regionali scolastiche, i tribunali dei minori, le associazioni di psicologi e le famiglie.

 

Giancarlo Strocchia

- -



Advertising