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E già tempo dei compiti delle vacanze: poche righe ma tutti i giorni

giugno 19, 2013 9:30 am

Ai bambini non piace svolgerli, per i genitori sono fonte di nervosismo e di sensi di colpa. Eppure i compiti delle vacanze estive vanno eseguiti. Impariamo a prenderla con filosofia e a lavorare con metodo.

Quando si parte per il mare, la montagna o si resta in città, dopo la fine della scuola, tra oratori e campi estivi, c’è sempre un piccolo, irrinunciabile bagaglio: lo zainetto con il necessario per svolgere i compiti delle vacanze. Un peso, tutt’altro che dolce per i nostri ragazzi, durante l’estate tutto vorrebbero fare, tranne che sedersi davanti a libri e quaderni. Perché, in tutta onestà, i bambini e i ragazzi non amano studiare in estate. Per la maggior parte dei nostri ragazzi, i compiti estivi sono quello che erano per noi genitori e per i nonni: un appuntamento tutt’altro che gradito.

Compiti, più croce che delizia
L’estate, in effetti, dovrebbe essere il periodo dedicato al riposo, alla rigenerazione fisica e mentale dei più giovani. Dopo tanti mesi di scuola, di compiti e di impegni, i ragazzi devono poter essere liberi di giocare, di correre nei prati, di nuotare ed anche di non fare assolutamente nulla, la noia, ebbene sì, è una fonte di grande creatività. Ed è difficile trovare il tempo e la possibilità per scrivere temi, eseguire decine di operazioni, ripassare inglese e geografia. Lo è sempre, ma soprattutto in estate, quando il clima caldo e afoso abbassano la pressione, inducono sonnolenza, insomma portano via la già scarsa voglia di studiare. Per non parlare dell’organizzazione sull’orario da dedicare ai compiti. Ci sono, è vero, bambini fortunati che trascorrono le vacanze al mare o in montagna con nonni disponibili, oltre che ad ospitarli, a seguirli nei compiti. Moltissimi piccoli, però, passano settimane ai campi estivi, se mamma e papà lavorano e l’orario per fare esercizi e operazioni si riduce alla sera, quando ci si dovrebbe ritrovare insieme e si inizia a discutere per far studiare i figli assonnati e sudati.

I compiti hanno una loro utilità?
I docenti che decidono di non assegnare i compiti, però, sono pochissimi. La maggior parte è convita del valore didattico e pedagogico del lavoro estivo: i compiti delle vacanze servono per tenersi in esercizio nei tre, lunghissimi mesi di vacanze in cui in effetti è facile dimenticare molte cose, soprattutto se sono state apprese in modo superficiale. Inoltre, un poco di lavoro quotidiano aiuta senz’altro i bambini a tenere attiva la mente. In ogni caso, quale che sia l’opinione di mamma e papà sui compiti, è sempre bene evitare di criticare davanti ai figli l’operato delle insegnanti. I bambini devono essere convinti che le insegnanti siano dalla parte del giusto: solo così potranno imparare a rispettare le regole, a scuola e nella vita, che vengono dai superiori. Inoltre, se i compiti vengono assegnati, tanto vale svolgerli. Concediamo ai nostri figli almeno due settimane di assoluto, dolce fa niente. Un periodo in cui possono dormire, giocare e magari leggere un libro scelto da loro. Trascorso questo periodo, però, cerchiamo di motivarli perché si diano da fare.

Sono i bambini che devono svolgere i compiti
Motivare i figli, appunto: questo significa che sono i bambini a dover fare i compiti e non i genitori, i nonni o la baby sitter. Farli al posto loro prima di tutto non li aiuta né a ripassare, né a memorizzare quello che possono aver fatto superficialmente a scuola. Non insegna loro ad assumersi la responsabilità di svolgere un lavoro assegnato e, in terzo luogo, non li aiuta ad organizzarsi in un periodo in cui, essendoci più libertà, c’è anche una maggiore possibilità di gestire il proprio tempo. Sì, quindi, a dare una controllata ai compiti, sì a fornire un suggerimento in quel passaggio complesso. Per il resto, però, i ragazzi devono imparare a fare i compiti da soli. Non importa se non completano tutto il programma estivo: meglio qualcosa in meno ma fatto da soli che compiti perfetti portati a termine da un adulto. Scegliamo l’ora migliore: è sufficiente mezzora al mattino, prima della giornata in spiaggia oppure la sera, mentre si prepara la cena. E un premio: se si lavora bene tutto luglio, le due settimane centrali di agosto vacanza totale. Tanto più che, guarda caso, coincide con la vacanza di mamma e papà: un periodo da vivere insieme, senza pensieri.

Lina Rossi

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