prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Conosciamo gli altri genitori

settembre 8, 2010 10:08 am

La conoscenza dei genitori dei compagni di classe di nostro figlio è un bene prezioso per la crescita dei bambini ma la prudenza d’obbligo, è pur sempre un equilibrio delicato. Sono persone come noi e le incontriamo tutti i giorni portando i bambini a scuola. Abbiamo in comune l’età, le esperienze e, soprattutto, quello che…

La conoscenza dei genitori dei compagni di classe di nostro figlio è un bene prezioso per la crescita dei bambini ma la prudenza d’obbligo, è pur sempre un equilibrio delicato.

Sono persone come noi e le incontriamo tutti i giorni portando i bambini a scuola. Abbiamo in comune l’età, le esperienze e, soprattutto, quello che c’è di più caro: i figli. Sono i genitori dei compagni di classe dei nostri ragazzi, persone con le quali avremo a che fare per un bel tratto di cammino scolastico e di vita. E, proprio perché ci sono di mezzo i bambini, le dinamiche possono non essere facili da gestire. Mantenere un buon rapporto con gli altri genitori è però importante, prima di tutto per la serenità dei nostri bambini.

Un incontro per conoscersi meglio
Le occasioni per conoscere le altre mamme e gli altri papà non mancano durante i nove lunghi mesi di scuola: ci si vede al mattino quando si accompagnano i figli, al momento dell’uscita, durante le riunioni e le occasioni di festa. Stringere amicizie con chi “ci ispira di più” è normale: si tende a diventare più amici della mamma o del papà del compagno preferito dei nostro bimbo. Il nostro consiglio è prendere qualche iniziativa per allargare la sfera della conoscenza e della confidenza. Può essere utile, per esempio, invitare i genitori a casa propria, se si ha spazio a disposizione, oppure organizzarsi in un giardino o in un locale. L’ideale sarebbe incontrarsi solo tra genitori, possibilmente lasciando a casa i bambini, per avere modo di conoscersi meglio senza le piccole pesti che schiamazzano intorno, per esempio organizzando un brunch quando i bambini sono a scuola.

Mai regolarsi solo sui figli
Punti in comune con gli altri genitori, che sono nostri coetanei, ce ne saranno sicuramente molti. E’ importante creare un buon rapporto, ma anche cercare di mantenerlo tale anche nel caso in cui si verifichino, a scuola, piccoli problemi tra i bambini. E’ tutt’altro che raro che i piccoli litighino per questioni da nulla, rompano l’amicizia, si accapiglino per una matita o per un giocattolino. In questi casi è bene mantenersi, come si suol dire, “al di sopra” della situazione. Non mancano i genitori che interrompono i rapporti con altre mamme e altri papà, solo per prendere le parti del proprio figlio in caso di conflittualità tra bambini, non sapendo che i piccoli risolvono le loro questioni nel giro di pochi giorni. Nei bimbi i contrasti non lasciano traccia. Nei genitori, invece, possono creare situazioni imbarazzanti. È meglio quindi lasciare correre, a meno che non si tratti di qualcosa di serio: in questo caso, però, saranno le insegnanti a segnalare la situazione.

Evitare i pettegolezzi a tutti i costi
La frequentazione quotidiana porta spesso a una conoscenza più profonda, che invita alla chiacchiera e alle conversazioni personali. Essere amici è un bene, ma è importante evitare di scendere nel pettegolezzo, sia che questo riguardi altri genitori, sia che abbia come oggetto un’insegnante o il metodo. Una classe è come un piccolo paese dove le voci corrono facilmente e anche al genitore-amico più fidato può sfuggire una nostra parola, un commento, che di bocca in bocca può diventare maldicente, creando equivoci e incomprensioni. E, se noi adulti siamo in grado di fronteggiarlo, non dimentichiamoci che a farne le spese sono sempre i bambini. Se non siamo d’accordo con il modo di agire di altri genitori o dei docenti, esistono altri modi per discuterne: nella riunione di classe o attraverso i rappresentanti. In questo modo sarà possibile trovare la soluzione più costruttiva, a beneficio soprattutto dei bambini.

 

Giorgia Andretti

- -



Advertising