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Compiti delle vacanze? Si, pochi e ben programmati

giugno 14, 2017 1:00 pm

Un periodo di riposo, uno schema da seguire, poco lavoro ogni giorno: ecco come svolgere bene i compiti delle vacanze, senza stressarsi e colmando eventuali lacune

Quasi tutti gli insegnanti li assegnano, per quasi tutti gli alunni sono un peso insopportabile, o quasi. Stiamo parlando dei compiti delle vacanze, un tema caldo come la stagione estiva, che divide genitori, insegnanti, pediatri: c’è chi sostiene che non servano a nulla, perché le vacanze sono state ideate per ritemprare mente e corpo. E c’è chi invece afferma che sono necessari, per rafforzare punti di debolezza e per non dimenticare quello che si è appreso.

 

Prima, un periodo di meritato riposo

Come sempre, la verità sta nel mezzo. I bambini e i ragazzini hanno bisogno di riposare, dopo tanti mesi trascorsi sui banchi di scuola. Oltretutto, il caldo e l’afa rendono difficile la concentrazione. D’altra parte le vacanze estive sono davvero lunghe, perché in nessun paese del mondo i ragazzi hanno a disposizione tre mesi per riposarsi e giocare. In questo periodo, soprattutto i più piccoli rischiano di dimenticare parte di quello che è stato appreso, soprattutto nelle materie in cui hanno più difficoltà. Quindi, se gli  insegnanti hanno stabilito un po’ di lavoro estivo, evidentemente è perché lo ritengono utile. Anziché arrabbiarsi è utile mettere in atto un piano di lavoro semplice ed efficace , per suddividere la mole di compiti giorno dopo giorno, in modo da non affaticarsi troppo pur  godendo del meritato riposo e mantenere la mente allenata. A meno che il proprio figlio non ami davvero molto lo studio e non si diverta a fare i compiti, è consigliabile concedere un periodo di dolce far nulla, ma proprio nulla: l’ideale sono due settimane piene in cui il ragazzino possa giocare ai giardinetti, o al mare o in montagna se ha la fortuna di poter partire già, in cui dorma fino a quando non si sveglia spontaneamente, in cui se lo desidera si goda un sonnellino pomeridiano. In cui si annoi, anche, perché la noia rigenera la mente e stimola la creatività, rendendo più disponibili a iniziare i compiti estivi.

 

Un programma di lavoro settimanale

È utile stabilire un piano di lavoro: poco tutti i giorni senza ridursi al mese di agosto, in cui i genitori hanno qualche giorno di meritate vacanze da non rovinare, se possibile, con carichi di libri, lezioni da ripetere e tante arrabbiature. Il programma perfetto dovrebbe vedere l’inizio dei compiti a fine giugno per mezz’ora  al giorno, si farà tutto e bene. L’orario giusto è importante e deve conciliare il momento in cui la mente è più fresca con le esigenze della vacanza. Al mare, per esempio, il momento giusto potrebbe essere la metà pomeriggio, dopo il riposino, quando è ancora troppo caldo per scendere in spiaggia. Oppure, in tarda mattinata, subito prima di pranzo, poiché è opportuno che i ragazzini non stiano al sole nelle ore centrali della giornata. In montagna o in campagna, dove il clima è più fresco, i compiti si potrebbero fare prima di cena, quando la mente è ben sveglia dopo le passeggiate o i giochi all’aperto. Se si è ancora in città, dove le occasioni per divertirsi sono meno, i compiti potrebbero essere concentrati al mattino dopo colazione, per poi avere tutta la giornata libera. Se i ragazzini frequentano un campo estivo, spesso ci sono momenti dedicati ai compiti, dei quali è bene approfittare perché i genitori non abbiano anche la necessità, tornando dal lavoro, di aiutare i figli a fare temi e problemi di matematica. Dopo cena, se non si esce, è il momento giusto per le letture, scelte  tra le varie collane dedicate ai bambini, consigliamo di scegliere tra  il catalogo  di http://www.interlinea.com/lerane/index.htm . La domenica deve essere completamente libera. Un lavoro costante e regolare aiuterà a non perdere l’allenamento, ripassare quanto si è appreso e riempire eventuali lacune.

 

Lina Rossi

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