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In classe dopo la malattia, quando serve il certificato

marzo 9, 2017 10:00 am

Il certificato medico per la riammissione a scuola è necessario dopo cinque giorni di assenza, non è così però in tutte le regioni. Per non incorrere in errore è meglio chiedere al pediatra

Il bimbo è stato a casa da scuola per una settimana, ma adesso sta meglio e i genitori ritengono che possa tornare a scuola. E qui sorge il dilemma: serve o no il certificato medico? In effetti, un tempo quando un bambino stava a casa da scuola per oltre cinque giorni, compresi i festivi doveva portare un certificato medico rilasciato dal pediatra o dal medico di medicina generale. Il certificato doveva attestare la perfetta guarigione e, quindi, la possibilità di tornare in classe senza rischi di contagio per gli altri bambini.

 

Il certificato medico in alcune regioni non è più necessario

L’obbligo di portare a scuola il certificato medico dipende in realtà dalla regione in cui si vive. Infatti, in molte zone d’Italia è ancora in vigore il DPR n. 1518 risalente al 1967, in cui si sostiene la necessità di presentare il certificato medico per essere riammessi a scuola dopo cinque giorni di malattia. In alcune regioni, però, tale obbligo non esiste più: succede in Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Provincia di Trento, Provincia di Bolzano, Liguria, Emilia Romagna e Umbria. L’obbligo aveva un senso quando erano ancora molto diffuse malattie infettive  ed isolamento come il morbillo, la rosolia, la varicella perché non esistevano le vaccinazioni. Di conseguenza i bambini contraevano queste infezioni ed era necessario il parere del medico che assicurava la completa guarigione e quindi la possibilità di rientrare a scuola in tutta sicurezza. Oggi, l’assenza per ragioni di salute di un bambino è dovuta a infezioni tutto sommato banali come l’influenza stagionale oppure una gastroenterite che si risolvono in pochi giorni senza mettere a rischio la salute dei compagni di classe. In queste regioni è sufficiente una giustificazione scritta dei genitori. Nelle altre regioni però, è ancora necessario il certificato medico, da richiedere al pediatra o al medico di famiglia.

 

In presenza di una malattia infettiva

Nei casi, oggi rari, in cui un bambino non sia stato vaccinato e quindi contragga una malattia infettiva come varicella, morbillo o rosolia, anche nelle regioni in cui il certificato non occorre più è necessario parlarne con il medico che provvede a inoltrare denuncia all’ufficio prevenzione della Asl di pertinenza. I questo caso come nelle altre regioni dove è necessario il certificato per il rientro in classe dopo i cinque giorni. Anche nelle regioni in cui l’obbligo sussiste ancora, la tendenza è superare l’obbligo, anche per responsabilizzare di più i genitori ad assumere un ruolo attivo nei confronti della salute del figlio. Un bambino deve restare a casa tutto il tempo necessario per guarire e riprendersi completamente, oltre che per non essere più infettivo e quindi per proteggere i compagni. Ovviamente nulla vieta, se si è più tranquilli, di sottoporre il bambino a visita medica per essere certi che sia davvero guarito. E se il ragazzino è stato a casa, per esempio, per un viaggio o una vacanza? In questo caso è sufficiente una dichiarazione scritta dei genitori per spiegare le cause dell’assenza. Oppure, se la scuola lo richiede, può servire il certificato medico: è soprattutto un modo, da parte dell’istituto, per tutelarsi da eventuali rischi sanitari.

 

Lina Rossi

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