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Il packed lunch anche nelle nostre scuole

settembre 26, 2016 9:29 am

Nelle scuole di Torino il Comune ha dato il via libera al pasto portato da casa, il packed lunch degli anglosassoni. Chi fa questa scelta deve comunque privilegiare la qualità del cibo.

C’è voluta un po’ di battaglia, ma alla fine i genitori delle scuole torinesi hanno avuto la meglio: potranno avvalersi del diritto di rinunciare alla mensa e i bambini porteranno il pasto da casa. Tutto ha avuto inizio lo scorso luglio, quando un gruppo di genitori con l’aiuto dell’avvocato hanno portato avanti una battaglia con l’obiettivo di non usufruire più del servizio di mensa scolastica. Un servizio che, va detto, è a pagamento, anche se per le fasce meno abbienti sono previste notevoli riduzioni, oltre che non sempre il pasto era gradito dai bambini, vista la quantità di cibo finito nella spazzatura. Quindi, perché non permettere di portarsi il pasto da casa? Costa probabilmente meno di quello offerto a scuola, è gradito dal bambino e quindi viene consumato tutto, senza sprechi.

Scegliamo i cibi giusti
Non sarà tutto bello e facile, però: perché le famiglie che hanno operato questa scelta dovranno ovviamente impegnarsi, la sera o al mattino presto, per cucinare quello che deve essere un vero e proprio pasto, nutriente, completo ed equilibrato. E ci auguriamo, quindi, che al buon senso dei genitori si sommino linee guida, fornite dai pediatri, o dai nutrizionisti per l’infanzia, per la preparazione di mini pasti davvero sani per i bambini ma anche dalla nostra zia Vittoria . Certo, fornire un panino con affettato è pratico e veloce e sicuramente gradito, ma non è la soluzione, neanche per un singolo giorno. Poi ci si deve sforzare di far lavorare la fantasia, per essere certi che ai bambini, oltre che carboidrati e grassi, siano assicurati minerali, vitamine, proteine e liquidi. Si può quindi preparare un’insalata di riso arricchita però con pomodorini, pezzetti di carote e sedano e non solo formaggio e uova. L’insalata di pollo non va bene, il pollo è un terreno fertilissimo per la salmonella ed una volta cotto o va mangiato o conservato in frigo ad almeno 4°. Va bene, invece, una porzione di polpettone di verdure: si conserva qualche ora fuori dal frigo ed è gustoso a temperatura ambiente. Meglio evitare zuppe anche se dense, polpette di carne al sugo e tutto quello che per un bambino è difficile da gestire.

Tanta acqua e contenitori infrangibili
È anche importante offrire ai bambini la giusta dose di liquidi, perché l’acqua assicura una corretta idratazione delle cellule anche quelle nervose. Oltre alla semplice acqua, almeno un litro nelle ore di scuola, il bambino assume liquido grazie alla frutta, che non deve mai mancare: a pezzetti già pronta, si può scegliere tra mela, pera, banana, uva, fragole e tutto quello che non è troppo succoso: la spremuta o il succo vanno preparati se possibile al mattino e versati in una bottiglietta con beccuccio anti-goccia. Un’ottima scelta è rappresentata dalla frutta secca e disidratata: uvetta, noci, mandorle ma anche prugne e albicocche possono essere aggiunte alla frutta fresca o a un vasetto di yogurt, ricco di calcio e proteine. Non si dovrebbero usare contenitori in plastica, a meno che non siano privi di bisfenolo A: meglio quelli in vetro infrangibile. A colazione, a merenda e alla sera è ancora più valido il consiglio di offrire alimenti nutrienti e complementari a quelli che i piccoli hanno consumato a scuola.

Lina Rossi

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