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Assistere alle lezioni in piedi fa dimagrire

settembre 12, 2016 3:05 pm

Se a scuola si potesse stare in piedi o usare, al massimo, uno sgabello, tutti sarebbero più magri: lo dice una ricerca americana che dimostra anche altri effetti positivi.

Tutti in piedi dietro il banco di scuola e non solo quando entra l’insegnante, ma sempre: sarebbe un sistema semplice e poco dispendioso per garantire ai nostri figli, sempre più spesso vittima del peso in eccesso, di perdere chili di troppo senza accorgersene, migliorando anche il rendimento a scuola.

Più snelli … stando in piedi
A questa affermazione è giunto uno studio svolto in Texas e pubblicato sull’American Journal of Public Health. L’esperimento ha coinvolto 24 classi elementari e 380 studenti di 9 e 10 anni, ai quali è stato assegnato, in modo del tutto casuale, un banco normale o uno – standing desk – per due anni. Lo standing desk è un banco privo di seggiola, in poche parole i ragazzini restano in piedi. I ragazzini che passavano la giornata in piedi hanno diminuito il loro indice di massa corporea del 3,4%, mentre gli altri hanno avuto solo il calo dovuto alla crescita del 2%. Gli esperti hanno spiegato che il 3,4% in meno corrisponde a una perdita di 5,24 percentili nel peso. Altri studi già condotti in passato hanno provato che questi banchi fanno consumare il 15% di calorie in più: questa è la prima volta che si osservano gli effetti sul lungo periodo. E non è finita: gli effetti positivi ci sono anche sul piano cognitivo, perché sembra proprio che i banchi su cui stare in piedi siano positivi in termini di partecipazione degli studenti e migliorano la salute, le funzioni intellettive e i risultati a scuola.

Prendiamo esempio anche in Italia
L’idea sembra essere assolutamente valida: una delle preoccupazioni principali delle mamme è appunto quella che i figli, in un’età in cui avrebbero ancora molto bisogno di fare movimento come è, appunto, il periodo delle elementari, siano costretti a stare per ore e ore seduti. Ed ecco arrivare la sonnolenza e il calo di attenzione, perché la posizione seduta non favorisce, oltre al dispendio calorico, nemmeno la buona circolazione necessaria a mantenere il cervello vivo e attivo. Lo scatenarsi dei bambini all’intervallo è la dimostrazione di quanta energia repressa abbiano dentro e di come la loro esigenza di movimento sia prepotente. Otto ore al giorno seduti sono troppe, specialmente in una scuola, come quella italiana, che prevede davvero troppe poche pause dedicate al movimento e pochi dedicati alla socializzazione al di fuori delle aule. Al contrario, le poche volte in cui viene proposto un lavoro di gruppo, i bambini rispondono con entusiasmo, perché possono stare in piedi e utilizzare diverse competenze. Insomma, questa ricerca interessante dovrebbe essere presa in considerazione dal Ministero della pubblica Istruzione e dai singoli istituti, provando a proporre più momenti di lavoro in piedi a scuola, anche solo come esperimento. Oltre a favorire il dispendio energetico e la concentrazione, la posizione eretta combatterebbe anche le posture scorrette che spesso gli alunni assumono, insaccati sulla seggiola dietro i banchi. E anche questo è un aspetto che si dovrebbero prendere in seria considerazione.

Lina Rossi

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