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Insegnati e genitori, l’importanza di un buon rapporto

settembre 2, 2016 9:31 am

La serena relazione tra i genitori e gli insegnanti sono il primo passo per aiutare i bambini a inserirsi bene a scuola e a vivere con entusiasmo il tempo passato tra i banchi.

I bambini, gli insegnanti ed i genitori: solo se questa triade funziona come si deve l’anno scolastico darà i suoi frutti migliori. Non solo è importante partire con il piede giusto ma il rapporto deve consolidarsi per proseguire con equilibrio e serenità affinché i piccoli abbiano la serenità sufficiente per impegnarsi a scuola, studiare e anche stringere nuove amicizie.

Due ruoli distinti ma essenziali
Sembra scontato fare un’affermazione di questo genere, ma non siamo più a qualche decennio fa, quando l’insegnante era rispettato sempre e comunque, anche quando si verificavano situazioni e comportamenti obiettivamente inaccettabili, come quando le punizioni corporali erano eccezionalmente ammesse. Con il tempo per fortuna certi sistemi sono stati messi da parte così come sono totalmente da condannare anche le punizioni fisiche inflitte dai genitori. Da qualche anno si sta verificando la situazione opposta, ovvero una certa confusione tra i ruoli degli insegnanti e quella dei genitori, entrambe figure di riferimento ma ben distinte nella crescita dei bambini. Mamma e papà, sempre presenti dalla nascita in poi, danno amore, soddisfano le esigenze primarie ed educano. I docenti, che accompagnano i bambini per un periodo limitato, svolgono un compito essenziale nel percorso di apprendimento, insegnando dapprima le basi delle varie materie, l’organizzazione dei compiti e dello studio, quindi nelle fasi successive, aiutando ad approfondire l’amore per alcune materie e insegnando anche il comportamento nella piccola società rappresentata dalla classe. È essenziale che i genitori comprendano questa differenza di ruoli, rispettando le decisioni che gli insegnanti possono talvolta prendere nei confronti dei figli.

L’importanza del rispetto per i docenti
Troppo spesso oggi capita che le mamme e i papà non si trovino d’accordo con le decisioni prese dai docenti, sia per quanto riguarda il tipo di insegnamento e il programma, sia per eventuali punizioni. Infatti, se il proprio figlio prende una nota oppure gli viene assegnato un compito in più, non sono pochi i genitori che vanno a protestare proprio dalla maestra o addirittura dal dirigente scolastico. Questo comportamento, di strenua difesa nei confronti dei bambini, è alla base di una sostanziale perdita di fiducia nella figura dell’insegnante da parte dei ragazzi, che tendono a rispettarla meno, quando addirittura arrivano a denigrare il suo ruolo. È invece essenziale, quale che sia l’opinione di mamma e papà nei confronti degli insegnanti, che davanti ai bambini trapeli sempre un atteggiamento di totale condivisione. In questo modo i più piccoli inizieranno a rispettare le maestre della scuola elementare, quindi i docenti della secondaria di primo e secondo grado e, successivamente, le figure dei loro superiori all’università, sul lavoro e nella società in generale. Impareranno a rispettare le regole, le norme e i ruoli e questo contribuirà alla loro crescita equilibrata. Se, quindi, il papà e la mamma non si trovano a condividere alcuni aspetti dell’atteggiamento di un insegnante, è bene che richiedano un colloquio. Un confronto sincero, senza coinvolgere i figli, è sempre costruttivo e spesso aiuta a chiarire aspetti senza la mediazione, non sempre corretta, da parte dei bambini quando riferiscono a casa le vicende della scuola.

Lina Rossi

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