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Debiti formativi: le sorprese dei risultati finali

giugno 14, 2016 9:17 am

I nostri figli hanno portato a casa uno o più debiti formativi? E’ inutile arrabbiarsi, cerchiamo di capire perché è successo e prendiamo provvedimenti per evitare che il risultato si ripeta.

In questi giorni gli studenti stanno vivendo momenti cruciali: stanno infatti per uscire i risultati scolastici e si saprà se è arrivata la promozione oppure se qualcuno ha meritato un debito formativo. Si tratta di una sorta di esame di riparazione, in pratica identico a quello che era in vigore anni fa: un ragazzo che non aveva raggiunto la sufficienza in una o più materie, tra fine agosto e i primi di settembre doveva sostenere prive scritte e orali per dimostrare di aver rimediato, durante i mesi estivi, a una preparazione carente.

Capire perché è successo
Vedere il proprio nome tra l’elenco di quelli con – giudizio sospeso – non è mai piacevole. Significa un’estate meno rilassata, con una mole di studio sicuramente superiore, con l’ansia di dover sostenere delle prove davanti ai docenti quando fa ancora caldo mentre ci si vorrebbe godere gli ultimi giorni di vacanza. Significa soprattutto che qualcosa non è andato per il verso giusto: forse si è studiato troppo poco per scarsa volontà o per disinteresse, forse gli studi intrapresi non sono quelli giusti. È difficile, comunque, che uno o più debiti siano una sorpresa per il ragazzo e la sua famiglia. Attraverso i colloqui con i professori o tramite i voti sul registro elettronico e anche nel corso delle riunioni che si tengono almeno due o tre volte l’anno, tutti i genitori sono in grado di sapere come sta andando il profitto scolastico dei ragazzi. È insomma difficile che i debiti colgano impreparati lo studente e la famiglia. È però importante capire perché si è verificato questo incidente. Anche attraverso il colloquio con gli insegnanti, alla consegna della pagella, si potrà capire se il ragazzo non ha studiato e per quale motivo, ossia per incapacità di gestire il tempo autonomamente in studi più impegnativi. Oppure, se in realtà l’indirizzo scelto non è congeniale, perché forse non è stato scelto dal ragazzo ma dai suoi genitori. Ancora, se lo studente e la famiglia non hanno realizzato che una scuola superiore richiede un impegno maggiore e più costante rispetto alle scuole medie.

Come rimediare durante l’estate
Per fortuna, i ragazzi hanno davanti a sé più di due mesi per recuperare le carenze. Uno o più debiti, oltretutto, non devono essere vissuti come una condanna senza appello, ma come un’opportunità: gli insegnati ritengono cioè che ci sia tutto il tempo per recuperare le proprie debolezze e affrontare quindi con più sicurezza l’anno successivo. Se queste carenze non fossero colmate, sarebbe ancora più difficile procedere in un percorso destinato a divenire più impegnativo. Quindi, dopo una decina di giorni di meritato riposo, è bene suddividere le ore che durante la giornata si vorranno dedicare allo studio. Ovviamente non è il caso di chiudersi in casa: andare in spiaggia, a passeggio, fare sport è giusto è necessario. Sarà però anche doveroso dedicare alcune ore al giorno allo studio. Nelle ore mattutine, quando fa più fresco, sarà meglio dedicarsi alla preparazione delle materie per cui si ha il debito: esercizi di matematica o di disegno tecnico, traduzioni di latino o esercizi di lingue straniere occupano la mente non poco e questa deve essere riposata. Nel primo pomeriggio, dopo un’oretta di relax, ci si può dedicare al resto dei compiti, per non restare indietro nelle altre materie. Sarà difficile poter uscire ogni sera, con uno o più esami che attendono. Allora, nel fresco del dopocena si potranno leggere buoni libri, ripassare storia, geografia o scienze anche attraverso una attenta lettura e una ripetizione ad alta voce, sistema antico ma sempre importante per imparare ad ascoltarsi e ad acquisire scioltezza. Nella settimana immediatamente precedente, tutti a casa! Lo studio dovrà impegnare la maggior parte della giornata. Spetterà poi ai genitori decidere se il figlio dovrà essere seguito da un insegnante oppure se potrà cavarsela da solo. I docenti anche sotto questo aspetto potranno fornire indicazioni preziose.

Giorgia Andretti

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