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Compiti a casa, come aiutarlo a pianificare il lavoro

settembre 9, 2015 5:41 pm

Dopo il rientro a casa, un po’ di riposo e poi compiti: prima le materie più noiose, pausa e le materie più amate e un adulto presente per accertarsi che tutto vada bene.

Per oltre tre mesi i bambini hanno dedicato pochissimo tempo ai compiti delle vacanze, ma adesso gli impegni si fanno più gravosi: oltre a stare a scuola diverse ore, devono studiare a casa. Non per tutti è facile organizzarsi, soprattutto se si vive il passaggio delicato a un ciclo di studi successivi, per esempio dalle elementari alle medie. Per questo è importante stare vicini ai propri figli, senza sostituirsi a loro: non si deve dimenticare che poi saranno i ragazzini a essere valutati in classe. È bene però aiutarli a crescere, a diventare più indipendenti nello svolgimento dei compiti: solo così se la caveranno alla grande anche in classe.

Quando iniziare i compiti a casa nel pomeriggio
Che sia alle medie o alle elementari, è impensabile che un ragazzino inizi a studiare subito dopo arrivato a casa. Alle medie, al rientro a casa si pranza, poi un’oretta di svago ed alle 15.30 al massimo è bene indurli a iniziare: non si deve infatti dimenticare che più tardi nel pomeriggio dovranno probabilmente seguire attività extrascolastiche e quindi si deve dedicare allo studio almeno due o tre ore. Nel caso delle elementari, i compiti a casa sono contenuti perché la maggior parte del lavoro è svolta a scuola. Il bambino dovrà però leggere pagine di storia, scrivere un pensiero, finire di colorare un disegno: un impegno che sarà meno gravoso se svolto dopo una merenda suggerita da Mamme-Mixer (link ai menù) e dopo un’oretta di gioco all’aperto. Una volta iniziato il programma di studio, è meglio fare una pausa: dopo un’ora, un’ora e mezza di studio il ragazzino delle medie interromperà per cinque minuti, tempo di una massaggiata con amici. La pausa deve essere però davvero breve, poi si riprende.

Se fatica a studiare
All’inizio dell’anno scolastico, quando il tempo è ancora bello e le giornate sono lunghe, sembra un vero delitto vederli chiusi a fare solo i compiti a casa. Per questo, soprattutto i piccoli delle elementari, hanno il diritto di scatenarsi al parco anche per buona parte del pomeriggio. Alle medie e addirittura alle superiori questo diventa più complicato perché la mole di lavoro può essere davvero ingente. Si può arrivare a un compromesso: sì a un’oretta fuori con gli amici, per muoversi un po’, ma poi si torna a casa e si riprende il ritmo di studio senza più scuse. Se poi il ragazzino mostra di avere reali difficoltà, gli si può stare vicino mentre fa i compiti. La mamma, la tata o il nonno che sono a casa con il bambino non devono sostituirsi a lui ma controllare che si impegni e, nel caso, fornirgli un supporto, soprattutto una pillolina di fiducia. Spesso avere un adulto accanto lo aiuta a concentrarsi meglio. Se un bambino fatica a svolgere un esercizio è bene capire le sue difficoltà. Può aver poco chiaro un concetto: in questo caso è meglio dedicare qualche ora in più all’argomento piuttosto che svolgerlo sommariamente solo per ridurre la lista dei compiti. Infine, per quanto riguarda la priorità delle materie, solitamente è meglio che il bambino si occupi di quelle che ama meno: quando sarà stanco, verso sera, avrà meno difficoltà a impegnarsi in quelle in cui è maggiormente in sintonia.

Lina Rossi

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