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La riforma scolastica è stata approvata

luglio 13, 2015 10:03 am

La Camera ha approvato – Buona Scuola – il decreto di riforma della scuola italiana pubblica. Ecco, punto per punto, tutte le novità che riguarderanno i nostri figli.

Siamo ormai a metà luglio, l’estate impazza e nessuno, tranne il corpo docente, ha in mente il pensiero della scuola, eppure, la discussione di questo decreto ha occupato più che mai le cronache dei giornali nei giorni scorsi. È stato approvato dalla Camera dei Deputati il decreto – Buona Scuola – ormai è legge. Ecco dunque, nei punti principali, che cosa aspetterà insegnanti, alunni e genitori a partire dal prossimo settembre.

Le assunzioni nella scuola italiana
Resta confermata l’assunzione di oltre 100.000 precari, ma non tutti avranno subito la cattedra. 45mila saranno assunti entro il 15 settembre, per rimpiazzare i colleghi che vanno in pensione e coprire posti vacanti. Gli altri 55mila saranno chiamati nel corso dell’anno scolastico. Non avranno una quota di posti riservati ma verrà riconosciuto a ciascun docente un punteggio aggiuntivo per il servizio già svolto. Dal 2016, si entrerà solo per concorso.

I meriti per lo scatto di carriera
Gli scatti di carriera, vale a dire gli aumenti di stipendio, saranno legati non solo all’anzianità ma anche ai crediti formativi e didattici che gli insegnanti acquisiranno nel tempo. Il dirigente scolastico, sarà valutato a sua volta, potrà distribuire premi ai docenti più meritevoli ogni tre anni. Il merito varrà per il 70%, l’anzianità per il 30% della valutazione finale. Ogni insegnante avrà una – Carta elettronica del docente – e potrà spendere fino a 500 euro all’anno per la formazione che diventa strutturale, continua e obbligatoria.

Addio ai supplenti
Il sistema delle supplenze sarà sostituito dall’organico funzionale della scuola stessa o da quello di reti di scuole, costituito da un numero di docenti che servirà a coprire gli insegnanti assenti e da una quota aggiuntiva per tutte le altre esigenze. L’organico funzionale è quell’insieme di insegnanti a disposizione della scuola ma che non è possibile assumere per mancanza di cattedre. Ciascun preside avrà a disposizione un tot di insegnanti, non solo per le cattedre, ma anche per lavorare a singoli progetti, ad esempio: progetti europei o per iniziare la vera alternanza tra scuola e lavoro.

Il super-preside
Il dirigente scolastico avrà due incarichi: la chiamata diretta degli insegnanti per assegnare le funzioni e la decisione di chi premiare per il lavoro svolto. Vietato il conflitto di interessi: il dirigente non potrà chiamare nella sua scuola parenti o affini. L’autonomia di scegliere quali insegnanti premiare e quali assumere sarà molto limitata, perché parteciperanno anche genitori, insegnanti e, alle superiori, studenti.

Più attenzione alle competenze digitali
Si valorizza lo studio della musica, dell’educazione fisica e delle lingue a partire dalla scuola primaria. Previsti anche insegnamenti in lingua. Alla scuola media più lezioni di lingua straniera, cittadinanza attiva e laboratori. Alle superiori si potenziano arte, diritto ed economia.
Maggiori investimenti per rafforzare le competenze digitali e le strumentazioni. Addio alle lavagne multimediali e tablet distribuiti in passato. La scuola dovrebbe ricevere 4 miliardi di investimenti in due anni.

Più stage per tutti
Con la riforma tutti coloro che frequentano il triennio delle superiori, compresi i licei, dovranno svolgere almeno 400 ore di stage in azienda. Sono 200 invece le ore facoltative per chi va al liceo. L’alternanza sarà in azienda, ma anche in enti pubblici. Nasce così il Curriculum dello studente.

Il 5X1000 e l’integrazione
Niente 5×1000 alle scuole. Per ora tutte le risorse a disposizioni finiranno alle associazioni di volontariato. Via libera, invece, all’articolo 19, quello che permette alle famiglie che mandano i loro figli alle scuole paritarie, dall’infanzia alle superiori, di poter detrarre fino a 400 euro all’anno a studente per un risparmio di circa 80 euro. Vengono inoltre stabiliti piani educativi personalizzati per gli studenti con disabilità e bisogni educativi speciali. Nelle aree a forte presenza di alunni non italiani è previsto un piano di integrazione con laboratori linguistici.

Sahalima Giovannini

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