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Anche in vacanza i bambini devono rispettare le regole del buon sonno

luglio 9, 2014 9:30 am

In vacanza è normale andare a letto più tardi, ma è importante che anche in estate i bambini dormano per un adeguato numero di ore durante la notte, per non perdere le buone abitudini acquisite in inverno.

Una passeggiata prima di andare a nanna, un ultimo giro sulla giostra o ancora mezz’ora di televisione: tanto, ora il mattino si può dormire fino a quando si desidera. In estate, in vacanza, è normale che bambini e ragazzi siano un po’ più liberi, anche per quanto riguarda il riposo notturno. Le regole, tuttavia, non devono essere completamente sovvertite: anche durante le vacanze estive è importante mantenere un certo ritmo nel riposo notturno, per tante diverse ragioni.

I bambini piccoli devono dormire a lungo
Dalla nascita fino ai due-tre anni la necessità di un sufficiente numero di riposo nell’arco delle 24 ore va di pari passo con l’esigenza di rispettare i ritmi e le regole ai quali i bimbi sono abituati e che, per loro, equivalgono a tranquillità e sicurezza: in altre parole, a una crescita serena. Nei loro primi cinque anni, i bambini dovrebbero dormire almeno 11 ore durante le ore notturne. Fino ai sei-sette mesi il piccolo fa anche un sonnellino nell’arco della mattinata e due riposini nel pomeriggio. A un anno e mezzo i pisolini si riducono a due, uno al mattino e uno al pomeriggio e dai due anni in poi, fino ai tre-quattro anni il bambino dorme soltanto di notte e può fare un riposino pomeridiano. Il sonno a questa età è indispensabile per lo sviluppo delle strutture neuronali e per aiutare a fissare nelle memoria i ricordi e le esperienze vissute durante la giornata, favorendo in altre parole la sua crescita cognitiva e sensoriale. Dormire a sufficienza, inoltre, stimola la produzione delle cellule di difesa immunitaria. Un bambino che dorme bene cresce anche più sano. È quindi essenziale che anche nei mesi estivi, pur volendo approfittare della possibilità di stare all’aria aperta e di condividere tante esperienze con i genitori, al piccolo venga garantito tutto il riposo che gli occorre. Ed è bene organizzarsi, perché il sonnellino sotto l’ombrellone, con l’afa e il caldo delle due pomeridiane, non equivale al riposo al fresco e nel silenzio a casa o in albergo.

Rischio di sovrappeso se si dorme poco
Dai cinque anni in poi i bambini hanno una minore necessità di riposo diurno, anche se un breve riposo pomeridiano, secondo i neurologi esperti del sonno, fa bene a tutte le età. È essenziale, soprattutto, un adeguato numero di ore di sonno durante la notte. Dai cinque ai dieci anni i bambini dovrebbero dormire almeno dieci ore filate per notte, mentre dopo i dieci anni e nell’adolescenza il riposo notturno non deve essere inferiore alle nove ore. Lo strappo ci può essere, se in estate una o due sere la settimana si va a letto un po’ più tardi: dopo tutto, siamo in vacanza. Andare a dormire tardi però non deve diventare la regola, perché a settembre, con la ripresa della scuola, sarà difficile riprendere i ritmi ovvero andare a letto entro le nove e mezza, se per settimane, in vacanza, ci si è coricati alle undici o addirittura a mezzanotte. Non solo: lo scarso riposo, prolungato per l’arco dell’estate, espone a una serie di problemi. Oltre alle classiche conseguenze di un ridotto riposo come sbalzi di umore, irritabilità e difficoltà di concentrazione nello svolgimento dei compiti estivi, viene anche favorito un aumento dell’indice di massa corporea e, nel tempo, può perfino predisporre a diabete.

Perché dormire poco fa ingrassare
Secondo gli esperti, ci sono alcune ragioni che legano i bambini – short-sleepers – ovvero che dormono poco, all’aumento di peso. In primo luogo aumenta l’appetito, a causa di un’alterazione dei neuropeptidi coinvolti nella regolazione dell’appetito stesso. Infine, dormire poco fa sentire stanchi e quindi più disponibili ad attività sedentarie, con conseguente riduzione dell’attività fisica che favorisce consumo di energia. Il recente studio europeo HELENA ha osservato le abitudini nutrizionali, l’attività fisica e la durata del sonno di 3.311 adolescenti provenienti da 10 Paesi europei, tra cui l’Italia. È stato rilevato un BMI più elevato nei soggetti in cui la durata del sonno era inferiore alle 8 ore per notte, oltre a un aumento dell’appetito per i prodotti alimentari ad alto contenuto di grassi e carboidrati, come patatine, pizza e hamburger. Al contrario, la proporzione di adolescenti che consuma più frequentemente frutta, verdura e pesce è maggiore in chi dorme più a lungo.

Giorgia Andretti

Consulenza del professor Giuseppe Di Mauro
Presidente della Sipps – Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale

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