Famiglia: Leggi e Diritto

Primi caldi di inizio estate: proviamo a togliere il pannolino, è il momento giusto

13 giugno 2012 in Educazione

come togliere il pannolino in estate

I bambini sono poco vestiti ed anche se bagnano le mutandine, non succede nulla. L’estate è il tempo migliore, se nostro figlio ha raggiunto l’età giusta, per iniziare ad accantonare, almeno di giorno l’amato pannolino.

L’arrivo del caldo di inizio estate coincide solitamente con la decisione dei genitori di disabituare il proprio figlio all’uso del pannolino. Il bambino indossa indumenti leggeri, quindi, anche in caso di pozzette in terra, ricorrere a un cambio è cosa facile e veloce. Gli indumenti asciutti possono stare in borsa e il piccolo, anche fuori casa, può essere cambiato facilmente dietro alla panchina dei giardinetti, nella toilette del bar o in auto. Inoltre, anche se le gambine si bagnano il nostro piccolo non è esposto al freddo come nei mesi invernali o ancora in primavera. L’essere poco vestito e la sensazione di libertà che regala il caldo aiutano il bambino ad avere una maggiore consapevolezza del proprio corpo, quindi anche a riconoscere gli stimoli sempre di più giorno dopo giorno. Il fatto di dover semplicemente abbassare i calzoncini o le mutandine facilita i piccoli in questa presa di coscienza: cosa non proprio agevole nei mesi invernali.

Attenzione a non iniziare troppo presto
Se, quindi, il nostro bambino o la bimba hanno l’età giusta, sicuramente si può approfittare dell’estate per togliere il pannolino e iniziare ad abituare il piccolo all’uso del vasino. È bene armarsi di pazienza, perché abituare un bimbo alle funzioni corporali è molto più difficile che abituarlo a mangiare. Il cibo è per lui un piacere e un modo di sentirsi bene, ma non si preoccupa affatto di essere pulito o di scaricarsi nel pannolino o altrove. Questo fattore è insomma più importante per la mamma che per lui. Tanto più che, fino a quindici mesi, vescica e intestino si svuotano meccanicamente, senza che nemmeno lui se ne accorga. E sicuramente è inutile eliminare il pannolino prima dei venti mesi. Al di sotto dei diciotto venti mesi il bambino non è ancora in grado di riconoscere se lo stimolo arriva dall’intestino o dalla vescica. Soprattutto, non è in grado di collegare questa necessità con l’opportunità di sedersi sul vasino. Certo, può capitare che un bimbo riesca ad evacuare nel vasino ma si tratta quasi sempre di una coincidenza del tutto casuale, che può non ripetersi per molto tempo. Un uso precoce rischia insomma di indurre il bambino a pensare che il vasino sia una specie di giocattolo, del quale si stancherà presto. Quindi pur davanti all’estate, se il piccolo non ha almeno diciotto-venti mesi è del tutto inutile provare a togliere il pannolino.

Come capire se è il momento giusto
Arriva però un momento (come abbiamo detto, attorno ai venti mesi) in cui il bambino inizia a essere interessato al funzionamento dei suoi sfinteri. Comincia cioè a rendersi conto che la “pozzetta” o il “mucchietto” che si formano ai suoi piedi quando è senza pannolino sono opera sua. Non ha ancora appreso la capacità di trattenersi, ma si rende conto che un bisogno è collegato a un effetto. È questo il momento di farlo sedere sul vasino. Naturalmente non ci si deve aspettare che l’operazione abbia subito successo: capiterà ancora che nostro figlio sporchi il pannolino o evacui al di fuori del vaso. Ma è comunque un buon sistema per fargli prendere confidenza con questo oggetto misterioso e per indurlo a collegarlo, poco per volta, all’esigenza di scaricarsi. Potremo accorgerci che è pronto se al mattino si sveglia con il pannolino asciutto, se mentre gioca si ferma e ci guarda con aria interrogativa, come per segnalare che qualcosa sta succedendo “lì in basso”.

Via il pannolino senza pensarci oltre
Se ci sembra che nostro figlio abbia imparato a controllare gli sfinteri e la vescica, è il caso di togliere il pannolino una volta per tutte, per lo meno nelle ore diurne. Certo, capiterà ancora per diversi giorni che il piccolo formi una pozzetta ai suoi piedi, magari nei posti più imbarazzanti: in spiaggia, al giardinetti, al supermercato. La tentazione di fargli indossare il pannolino per evitare questi spiacevoli incidenti sarà forte, ma è meglio resistere: se si sentirà protetto dalla sua “imbragatura”, il bimbo non imparerà mai a trattenere lo stimolo per evitare la sensazione di imbarazzo che prova. Attrezziamoci piuttosto noi genitori per arginare i danni involontariamente prodotti da nostro figlio. Ricordiamo di portare con noi salviette per pulire accuratamente per terra e di far sedere il piccolo sulle speciali traversine assorbenti mentre gioca seduto o è al ristorante. Sgridarlo per i normali incidenti che capiteranno ancora per qualche giorno si otterrà solo l’effetto di ritardare la sua maturazione. Al contrario, coccoliamolo e premiamolo tutte le volte che riesce a trattenersi fino a raggiungere il vasino.

Giorgia Andretti

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