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Attenzione nella scelta dei videogiochi, quelli ripetitivi sono dannosi

ottobre 21, 2013 4:01 pm

È importante dedicare la giusta attenzione alla scelta dei videogiochi per i nostri figli. Se sono troppo ripetitivi possono danneggiare il loro sviluppo intellettivo. Proponiamo giochi alternativi piuttosto che limitarli.

La cura che noi genitori riserviamo alla scelta dei videogiochi per i nostri figli non sarà mai troppa. E non stiamo parlando soltanto di contenuti più o meno adatti alla loro età: è anche una questione di tipologia di gioco. Se il genere è sbagliato può ritardare lo sviluppo psicologico dei bambini, con gravi ripercussioni anche in età adulta. Quelli violenti, al contrario, possono causare aggressività, ostilità o insensibilità e perdita di empatia. E’ quanto emerge da una nuova ricerca australiana dedicata all’impatto sul cervello dei media e della tecnologia.

Troppa ripetitività non fa crescere la mente
La ricerca è stata condotta dalla dottoressa Kate Highfield, dell’Istituto per la prima infanzia dell’università Macquarie di Sydney. Nell’indagine si dimostra come l’85% delle app comprate per i bambini sono solo giochi di comportamentismo, vale a dire attività che presuppongono azioni ripetitive o che si ricordino semplici fatti. Queste attività semplici non stimolano adeguatamente le cellule nervose di un bambino in crescita, il sistema nervoso ha bisogno di essere esercitato in modo adeguato: infatti le attività che esercitano la mente sono esattamente come il cibo per il nostro corpo. Se il nutrimento è inadeguato, scarso e sempre uguale, il sistema cognitivo non si potrà sviluppare adeguatamente nei primi dieci-dodici anni di vita, periodo in cui i neuroni sono al massimo delle loro potenzialità. Compiti semplici e ripetitivi, insomma, conducono ad uno sviluppo neuronale di basso livello, esattamente come succede quando a un bambino non si propone altra alternativa che vedere la televisione. Gli autori della ricerca hanno ribadito che la qualità dei videogiochi è un aspetto che va preso in maggiore considerazione dagli esperti della salute fisica e psicologica dei bambini.

Vantaggi e limiti di videogiochi & C
Questo non vuol dire che i videogiochi sono da demonizzare, perché se utilizzati in modo corretto possono divertire con intelligenza, costituire un supporto per l’apprendimento, migliorare l’attenzione e la prontezza dei riflessi. Il problema però, è, appunto, l’utilizzo intelligente e corretto. L’utilizzo eccessivo o la scelta superficiale, come i giochi noiosi e ripetitivi, possono causare una serie di disturbi, fisici, psicologici e comportamentali. Chi utilizza un videogioco è fondamentalmente un giocatore solitario, anche se gioca in coppia o in gruppo connettendosi con gli amici. Un fatto pericoloso per giovani in fase di crescita con un grande bisogno di relazioni con i propri simili per una corretta crescita psico-fisica a scuola, nello sport e con gli amici. Con il videogioco si creano false relazioni interpersonali senza alcuna attinenza con la realtà. Il videogioco stabilisce relazioni illusorie, che favoriscono la distanza dalle emozioni le quali vengono sempre più virtualizzate e, pertanto, difficilmente riconosciute come tali e come proprie. Un rischio, soprattutto per quanto riguarda le emozioni negative, delle quali non si riconosce la potenziale pericolosità.

Il rischio delle forme di dipendenza
Con il dispositivo tecnologico si crea inoltre una specie di rapporto di dipendenza. Se il bambino è privato dell’oggetto desiderato va incontro a sintomi di astinenza come irritabilità, aggressività, nervosismo e azioni sconsiderate. Tutto questo è estremamente pericoloso, soprattutto nei più piccoli che con il tempo possono sviluppare forme ancora più evidenti di dipendenza. Ci sono poi giochi fortemente diseducativi. Alcune versioni hanno come protagonista un eroe negativo che guadagna tanti più punti, quanti più avversari riesce letteralmente a eliminare: un apprendimento rinforzato che innesca in un bambino l’abitudine a comportamenti negativi ed esagerati per ottenere gli stessi risultati dell’eroe e vivere emozioni che possono essere ricercate anche all’esterno, attraverso comportamenti sbagliati. E anche la memoria può risentirne: l’esposizione ai campi magnetici del gioco elettronico fa produrre all’organismo dei ragazzino una quantità minore di melatonina, una sostanza che favorisce anche il ritmo sonno-veglia, assicurando un buon riposo notturno. È proprio dormendo che un ragazzo rafforza i processi mnemonici fissando le esperienze e le informazioni acquisite con l’attività diurna. Poiché il sonno risulta disturbato, anche la memoria ha difficoltà a essere efficiente. Tutto questo ha ripercussioni sul rendimento scolastico e sulla prontezza di spirito.

Giorgia Andretti

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