prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

L’obiettivo dei compiti delle vacanze è non perdere l’allenamento allo studio

giugno 19, 2012 12:00 pm

Croce e delizia per i genitori: i compiti per le vacanze non piacciono ai bambini e pretenderne il rispetto nei tempi giusti è un lavoro. Ecco i nostri consigli per svolgerli tutti i giorni e non perdere il piacere delle vacanze.

Sembra ieri, ma sono già passate due settimane dalla chiusura estiva della scuola. Due settimane di dormite e distensione a volontà, di dolcissimo far niente che sono state indispensabili per staccare dall’impegnativo anno scolastico appena concluso. Ma anche per imparare a conoscere un po’ della sana noia che noi genitori e, ancora di più, i nonni abbiamo ben conosciuto bene nelle lunghe estati nei cortili di città o in cascina. Quella noia che i nostri ragazzi non conoscono, infarciti come sono di impegni sportivi, corsi di musica e di lingue. Quella noia che aiuta a guardarsi dentro e quindi a crescere, a diventare creativi perché è proprio lei: la noia che stimola a inventarsi giochi e passatempi che, finalmente, non sono imposti dall’esterno. Il giusto relax è stato concesso ai nostri ragazzi ed è ora di iniziare i compiti delle vacanze.

I compiti possono essere utili
Dopo il ragionevole periodo di riposo, è il momento di dedicarsi ai compiti estivi. Di recente, ha fatto discutere un provvedimento francese, in base al quale ai ragazzi non verranno più assegnati i compiti delle vacanze. Probabilmente noi abbiamo tutto da imparare dai nostri cugini d’Oltralpe e, infatti, molte famiglie ed ovviamente i bambini, hanno applaudito a questa possibilità. Va detto però che, in Francia, le vacanze estive degli alunni hanno una durata inferiore: circa due mesi, contro gli abbondanti tre della scuola italiana. E tre mesi sono un lasso di tempo sufficientemente lungo per dimenticare concetti importanti, magari non troppo ben approfonditi. Al contrario, i compiti possono essere l’occasione per fare un po’ di esercizio, riempiendo eventuali lacune e quindi approdando all’anno successivo già con una buona base di partenza. Sta di fatto che in quasi tutte le scuole italiane i nostri figli, durante gli ultimi giorni di scuola, arrivano a casa con eserciziari o fotocopie da completare.

Un po’ di compiti ogni giorno
Tant’è, insomma: i compiti sono stati assegnati e quindi vanno svolti. Con un po’ di organizzazione è possibile completarli tutti e godersi al tempo stesso la vacanza. Quindi, dopo il periodo di riposo, possiamo organizzare con i nostri figli un semplice piano di lavoro. Infatti, non va bene svolgerli tutti nelle prime settimane di vacanza. Sicuramente aiuta a “togliersi il pensiero” del lavoro estivo, ma non lo scopo con cui questi compiti vengono assegnati: lavorare poco ma tutti i giorni, per tenere la mente allenata e fissare i concetti. Sono sufficienti allora due o tre pagine al giorno, per un tempo complessivo di mezz’ora, seguendo l’ordine del libro o delle fotocopie, eventualmente alternando, nei giorni della settimana, le varie materie: lunedì matematica, martedì italiano, mercoledì inglese e così via. Sabato e domenica vanno tassativamente dedicati al riposo assoluto, magari per godersi la giornata in spiaggia o a passeggio con mamma e papà.

I bambini devono svolgerli in modo autonomo
I compiti delle vacanze servono a ripassare ed a mantenere attivo l’esercizio. Quindi, devono essere svolti dal bambino, non dalla nonna, dalla baby sitter o dalla mamma. In caso contrario il lavoro estivo perde qualsiasi utilità o significato. L’adulto potrà sicuramente controllare i compiti la sera, oppure alla fine della settimana, per assicurarsi che il bambino stia seguendo la tabella di marcia. Pazienza se nostro figlio un giorno lavora un po’ meno del solito: la responsabilità della gestione dei compiti deve essere affidata a lui. Quindi, per permettere al bambino di lavorare nel modo ottimale, lasciamogli decidere quando fare i compiti. L’orario migliore dovrebbe essere al mattino subito dopo colazione, quando sono più riposati, oppure la sera prima della cena, quando il clima è fresco e l’aria profuma di vacanza. È bene evitare di portare i compiti nella sacca da viaggio e quindi in spiaggia o a passeggio nei sentieri di montagna: non sono quelli i posti giusti per studiare, perché si rovina il piacere dell’aria aperta e al tempo stesso si lavora male. Se nostro figlio lavorerà un po’ tutti i giorni, nel mese di luglio ed agosto, potranno essere concesse ancora una settimana al mese di relax assoluto in coincidenza con le “nostre” vacanze, oppure subito prima di ricominciare la scuola.

Sahalima Giovannini

- -



Advertising