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Bambini al computer

gennaio 18, 2011 12:33 pm

Quando e come capire se è il momento giusto per lasciare usare il computer e l’accesso alla rete al bambino? E come difenderlo dalle insidie nascoste e seducenti?

L’idea di affrontare nuovamente il tema di bambini e tecnologie ci è venuta dopo aver letto il post di Sissi2, una nostra utente associata, sul forum specifico . Sissi è la mamma di una bambina di sette anni e chiede consigli su quale è il momento giusto per lasciarle usare la tastiera e come controllarla. Le risposte, tutte piene di buon senso, non sono mancate. Cerchiamo di fare il punto della situazione su quale sia l’età ideale per avvicinarsi al computer e lo facciamo prendendo come spunto l’affermazione di uno psicologo inglese, il dottor Aric Sigman, della Royal Society of Medicine, secondo il quale i ragazzini non dovrebbero sedersi davanti al video prima dei nove anni. Esattamente il contrario da quanto sostenuto dalle Linee Guida emesse dal governo inglese in merito all’uso delle nuove tecnologie, che dovrebbero entrare in contatto con i bambini fin dai primi anni di vita.

A piccoli passi davanti al pc
Il nostro parere si fonda su quella che, speriamo, sia una sensata via di mezzo. Le nuove tecnologie – computer, televisioni avanguardistiche e consolle varie – esistono e saranno sempre più presenti e sofisticate, divertono e ci rendono più semplice la vita. Seguire la linea dura, proibendo ai nostri figli il contatto con i vari monitor, può essere controproducente: il divieto stimola il desiderio di infrangere le regole. Senza contare che i nostri ragazzi possono facilmente accedere all’oggetto del desiderio a casa di compagni di classe o di amici. In questi casi possono correre maggiori rischi, perché si trovano ad affrontare un mondo nuovo ed estremamente accattivante senza gli strumenti per farlo. A nostro avviso, quindi, è giusto lasciare avvicinare i bambini al computer, anche in età relativamente precoce, a 6-7 anni, naturalmente per tempi brevi (non oltre venti minuti consecutivi e solo una volta al giorno). Possono restare anche da soli davanti all’oggetto del desiderio se pasticciano con la tastiera o con un gioco interattivo da noi super visionato. In questo modo possiamo controllarli senza dare l’impressione di farlo realmente. Se però, si connettono a internet, la presenza costante dell’adulto, seduto accanto a loro, è indispensabile.

Attenzione ai rischi della Rete
I nostri bambini possono infatti essere attratti dalle immense potenzialità della Rete, navigare senza difese, saltando da un link all’altro senza sapere di essere esposti alla visione di contenuti non adatti, violenti o pornografici. Rischiano inoltre di essere potenziali prede di persone con intenzioni non proprio buone. È di pochi giorni fa la notizia dell’arresto di un falso fotografo, in realtà pedofilo, che in Italia adescava ragazzine molto giovani attraverso Face book, con la promessa di farle posare per foto pubblicitarie di costumi da bagno. Solo l’accortezza della mamma di una delle bambine adescate ha portato all’arresto del malintenzionato: nel frattempo però ci sono state altre vittime, figlie di persone in buona fede che si sono fidate troppo. La vicinanza ai figli in navigazione deve esserci almeno fino agli undici – dodici anni. Più avanti, è naturale che i ragazzini pretendano più autonomia, ma è importante vigilare sempre su quello che vedono, anche collegandosi al computer immediatamente dopo di loro, senza farsi accorgere e controllare gli ultimi siti visionati. È anche importante metterli al corrente, con franchezza, dei rischi che si corrono nella rete proprio da parte di persone poco affidabili: dobbiamo raccomandare loro di non dare informazioni personali a sconosciuti che fanno promesse, né indirizzi di casa o numeri di cellulare.

Alterniamo le attività ludiche
Per il resto, fin dai primi anni, il computer oltre a divertire può essere un importante strumento di apprendimento in molte discipline, soprattutto in quelle in cui l’esercizio è essenziale, come la matematica. La rete mette a disposizione un immenso serbatoio di conoscenza anche per quello che riguarda la storia, la geografia, la scienza e può quindi stimolare allo studio e all’approfondimento ragazzini magari un po’ annoiati dal metodo esclusivamente cartaceo. Il computer permette di sviluppare la creatività in ambiti non convenzionali: letterario, grafico-artistico, musicale, stimolando il giovanissimo utente a produrre idee e contenuti propri. È bene ripetere che il computer va utilizzato per un tempo tanto più limitato quanto più l’età è “verde”. I bambini hanno infatti necessità di stimoli diversi per sviluppare le proprie infrastrutture neurologiche e di apprendimento. Devono cioè interagire con i giochi tradizionali, con i materiali da modellare, le costruzioni, il disegno, la lettura o la semplice visione di libri adatti; con l’ascolto della musica, con il gioco “rappresentativo” in cui ciascuno incarna un ruolo diverso, dal supereroe al pirata alla fatina. Hanno bisogno di uscire di casa per vedere musei alla loro misura e incontrare coetanei. Soprattutto, devono muoversi molto, per gioco o sport, in palestra o all’aperto tutte le volte in cui questo è possibile.

 

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra – Psicoterapeuta- laureata in psicologia clinica

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