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Ordinare la casa diventa un gioco

settembre 24, 2009 12:46 pm

Coinvolgere i figli nelle faccende domestiche non è impossibile, l’importante è trasformare l’impegno in una piccola sfida e adeguare richieste e compiti alla loro età. Certo non è semplice. Tutti i giorni la stessa storia: la casa da riordinare, il bucato da stendere, la cena da preparare… sempre di corsa e senza nemmeno un minuto…

Ordinare la casa diventa un gioco

Coinvolgere i figli nelle faccende domestiche non è impossibile, l’importante è trasformare l’impegno in una piccola sfida e adeguare richieste e compiti alla loro età.

Certo non è semplice. Tutti i giorni la stessa storia: la casa da riordinare, il bucato da stendere, la cena da preparare… sempre di corsa e senza nemmeno un minuto da poter dedicare a nostro figlio, che invece si annoia e ci segue passo passo chiedendo di giocare con lui. Una possibile soluzione è quella di accontentarlo senza smettere di sbrigare le faccende, coinvolgendolo, cioè, in quello che stiamo facendo. Collaborare con mamma alle faccende domestiche, se proposto in maniera serena e divertente, può trasformarsi in un gioco. Ed è importante anche sul piano educativo, perché il bambino si sente utile, impara a collaborare e a diventare più responsabile. Il fatto di poter dare il proprio contributo lo fa sentire parte integrante della famiglia e aumenta la sua autostima. Logicamente i compiti da affidare al bambino devono tenere in considerazione la sua età e le sue capacità, che spesso però sottovalutiamo.

3-5 anni
Verso i tre anni il bambino già possiede il senso dello spazio e sa dove vanno messe le cose. Quindi è possibile fargli tenere in ordine i suoi giochi, per poi allargare pian piano il suo campo d’azione al resto della casa: sistemare le scarpe nella scarpiera, portare la biancheria da lavare nell’apposita cesta, sistemare la spesa negli scaffali più bassi, ecc. Ogni cosa in casa ha un suo posto preciso e mettere in ordine, se proposto come un gioco, può essere un divertimento per un bambino tra i tre e i cinque anni. Anche aiutare ad apparecchiare la tavola o asciugare le stoviglie (magari evitando i coltelli), sono compiti che un bambino di questa età è perfettamente in grado di svolgere.

5-8 anni
Se il bambino è più grandicello, tra i cinque e gli otto anni, oltre a “rinforzare” gli apprendimenti precedenti, può essere responsabilizzato assegnandogli piccole mansioni, come essere “responsabile” della raccolta differenziata di carta e plastica, tenere in ordine la sua scrivania o il suo armadio. L’importante è essere sempre molto precisi e chiari quando gli si spiega che cosa ci si aspetta da lui, e non dimenticare di lodarlo con parole e affettuosità, quando ci si mette d’impegno per dare il suo contributo, anche se non ha fatto proprio tutto nel modo giusto. A questa età poi i bambini adorano stare con la mamma in cucina e, allora, facciamoci aiutare a sbucciare le uova, a imburrare la teglia, a sgranare i fagioli ogni volta che ci si presenta l’occasione.

8-10 anni
Intorno agli otto-dieci anni è il momento di responsabilizzare il bambino su tutto ciò che lo riguarda. Per esempio può preparasi da solo lo zaino della scuola. Può avere cura dei suoi vestiti e facendo il bagno è in grado di lavarsi anche la testa da solo. Questo è anche il momento in cui al bambino si insegna a compiere i gesti quotidiani in modo accurato, e lo si prepara a svolgere compiti più complessi, come fare piccole commissioni per la famiglia.

 

Angela Salini

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