prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Tempo di recite, vietato mancare a recite e saggi natalizi

dicembre 12, 2017 1:00 pm

Arriva il momento delle recite natalizie a scuola: un momento di gioia da condividere con i bambini, senza badare ai ruoli più o meno importanti e senza invidie e gelosie

In molte scuole dell’infanzia ed elementari, i giorni che precedono le vacanze di Natale sono contrassegnati dagli appuntamenti classici della stagione: mostre-mercato di piccoli oggetti fabbricati dai piccoli, concerti e recite sul tema della natività. I genitori sono sempre invitati a presenziare, condividendo questi momenti di gioia e di crescita, che si rivelano anche occasioni educative.

 

Genitori, indispensabili per la buona riuscita

Il discorso vale soprattutto per i bambini, loro hanno l’opportunità di mettersi in luce, come succede per i concerti e le recite. In questi casi, è importante che i genitori forniscano la massima collaborazione, senza interferire con le dinamiche di gruppo, già regolate dagli insegnanti oltre che dai bambini stessi. Spesso le mamme vengono chiamate in causa per collaborare con le maestre a creare costumi e decorazioni, mentre i papà sono arruolati per montare fondali, tendoni e scenografie. Per i bambini piccoli è un motivo di soddisfazione vedere i genitori collaborare alla riuscita della festa, ma gli adulti devono ricordare il proprio ruolo, in quel contesto non è quello di mamme e papà, quanto di aiutanti nel gruppo scolastico e ovviamente è vietato mancare in tutte le fasi della costruzione della recita.

 

No all’invidia per i ruoli altrui

È quindi importante, soprattutto le mamme più orgogliose delle capacità canore e recitative dei propri figli, non se la prendano se, per un ruolo importante, non viene scelto il loro bambino. I canti, le commediole non servono infatti a mettere in luce qualcuno o a scoprire piccoli talenti, ma un’occasione per creare qualcosa insieme, collaborando alla riuscita del progetto finale, il risultato degli sforzi di tutti. Non di rado sono proprio quelli più desiderosi di attenzione ad avere dei ruoli minori: abituati a primeggiare, può essere educativo per loro attenersi a una funzione subalterna, ma essenziale. Al contrario, per i piccoli più timidi interpretare una parte da solista nel coro, oppure recitare come un angelo può aiutare a superare i propri limiti, ad aumentare la fiducia nelle proprie capacità e quindi a vincere paure e insicurezze che al contrario si porterà dietro in tutta la crescita. Le piccole invidie, se la propria bellissima bambina ha interpretato una pastorella anziché Maria e se il proprio maschietto timido ha dovuto reggere la parte di un re Mago vanno quindi messe da parte. È il loro momento di crescita, non quello dei genitori che hanno solo il dovere di applaudire e di gioire per i piccoli grandi sforzi dei bambini.

 

Primeggiare in altri ambiti

L’ambizione va invece gestita in modo più costruttivo, soprattutto a Natale. È inutile, infatti, riempire i figli di regali, spiegando loro di essere buoni se noi genitori, per primi, mostriamo di avere invidie e di sentirsi frustrati. Si deve spiegare ai bambini che l’impegno deve essere destinato a migliorare se stessi nella vita reale, per esempio nel percorso scolastico, nello sport, nelle attività del tempo libero che divertono. L’invidia per un amico che ha avuto un successo per un ruolo più importante va trasformata in un sentimento costruttivo, nell’impegno a fare del proprio meglio. I genitori devono essere i primi a dare l’esempio, non limitandosi a spiegare queste cose a parole. L’indivia, la gelosia fine a se stessa sono sentimenti inconciliabili con l’atmosfera del Natale.

 

Lina Rossi

- -


ARTICOLI CORRELATI