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Dal pannolino al vasino

luglio 20, 2017 10:00 am

Il caldo è l’enzima necessario per attuare la metamorfosi che rende il bambino finalmente libero dall’imbragatura del pannolino, è quindi il momento di approfittarne

L’estate è la stagione migliore per abituare il bambino a dire addio al pannolino e iniziare a  sedersi sul vasino per fare pipì e popò. L’essere poco vestito e non aver bottoni o stringhe da sciogliere,  facilita il bambino nel togliersi le mutande di dosso quando manifesta l’esigenza di produrre qualcosa. Il bisogno di fare pipì o popò inizia ad essere avvertito dal bambino dopo i ventiquattro mesi,  riuscendo a manifestare queste esigenze agli adulti che lo seguono, forse non ancora con le parole o i gesti. La mimica del volto e i segni del corpo aiutano gli adulti a capire, infatti, in quei momenti i bambini interrompono  i giochi, diventano rossi in viso, si portano le manine all’addome guardando l’adulto che lo accudisce con aria interrogativa. È bene allenarsi a cogliere quei momenti se si è con il piccolo, proponendogli appunto il vasino.

 

La conquista del vasino richiede pazienza

Non possiamo pensare che il bambino impari a usare velocemente questo oggetto, per quanto ergonomico buffo e colorato sia , è tutt’altra cosa rispetto al rassicurante pannolino. Il passaggio non è così  semplice ed è normale che sia costellato di piccoli incidenti come la pozzetta sul pavimento di casa, sul pianerottolo, in spiaggia o al ristorante. È bene armarsi di pazienza, perché occorre  del tempo e, soprattutto, il bambino non va sgridato quando non riesce a raggiungere il vasino per tempo. L’atto della minzione e della defecazione segue lo stimolo neurologico ed è essenziale che il bambino sia  maturo dal punto di vista fisico e psicologico. Un parametro per capire se il bambino è pronto: lasciargli salire e scendere le scale, se riesce  farlo autonomamente… è pronto! Vanno evitati  i sensi di colpa,  potrebbero rendere ancora più complesso questo passaggio o addirittura causare stipsi o incontinenza. Piuttosto, inizialmente, è meglio lasciare il piccolo senza pannolino quando si è in casa propria, sul terrazzo o in giardino, facendo indossare il pannolino nei luoghi pubblici. E se si verifica un piccolo incidente, è bene  munirsi di salviette e pulire, nel rispetto della situazione o delle altre persone.

 

Il pannolino va tolto quando è davvero pronto

Per facilitare  l’incontro con il vasino, è bene lasciare  al bambino la scelta di questo particolare sedile sia del colore sia della forma. E’ consigliabile lasciargli prendere confidenza  con il vasino attraverso il gioco o mentre sfoglia un libretto. Quando il bimbo avrà capito la funzione del vasino e non avrà timori a sedersi, imparerà a collegare quella particolare esigenza con il vasino stesso. Ogni bambino ha i suoi tempi e quindi non è il caso si preoccuparsi se il figlio di un’amica, più piccolo, è già più autonomo: fino a tre anni è normale avere qualche difficoltà nel trattenere feci e urina senza pannolino e i tempi di maturazione di vescica e sfinteri sono assolutamente individuali. È invece il caso di rivolgersi al pediatra se il piccolo, oltre i tre anni-tre anni e mezzo, rifiuta il vasino e non fa pipì o popò senza il pannolino. Potrebbe avere un problema di encopresi o una lieve infezione alle vie urinarie, ad impedire  di evacuare con serenità. È anche opportuno non far coincidere l’addio al pannolino con un momento complesso della crescita, come l’arrivo del fratellino, il cambio di casa, il passaggio alla materna. E’ il caso quindi di aspettare qualche tempo, anche a costo di lasciar passare un momento favorevole come l’estate.

 

Lina Rossi

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