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Musica, alleata delle abilità mentali e visive

maggio 25, 2017 1:00 pm

La musica andrebbe fatta ascoltare a un bambino fin da prima che venga al mondo. Uno studio ha dimostrato che l’ascolto favorisce la maturazione cognitiva e visiva

Della musica si conoscono da tempo gli innumerevoli benefici: distende e rilassa o al contrario dà la carica, aiuta a dimenticare i problemi, regala emozioni. Questo succede a tutte le età e anche prima della nascita un bambino è in grado di godere della musica. Il senso dell’udito infatti è tra i primi a svilupparsi nel ventre materno ed è perfettamente funzionante al quarto mese di gestazione. Il feto avverte il battito cardiaco della mamma, il fluire del sangue nelle vene e nella placenta, rumori del suo quotidiano con effetto rassicurante. I suoni dall’esterno giungono attutiti, ma il suo cervello impara a codificarli, a riconoscerli ed essi entrano a far parte di una sorta di patrimonio di ricordi uditivi. Inoltre i suoni ascoltati in gravidanza prevengono i disturbi del linguaggio .

 

Benefici inediti della musica

Per questa ragione è utile far ascoltare la musica al feto, scegliendo le melodie che si preferiscono: meglio però musica classica o melodie new age, perché secondo gli esperti sono più rilassanti per il bambino, lo calmano e lo rendono più sereno anche quando sarà nato. I benefici però non sono solo questi: una ricerca australiana ne ha dimostrato i benefici per stimolare le capacità uditive e visive. Gli esperti della Macquarie University di Sydney hanno scoperto che i bambini sottoposti per almeno un anno e mezzo a lezioni private di musica si sono trovati in vantaggio quando si trattava di individuare modelli ricorrenti nel mondo circostante. Non solo: lo studio della musica migliorerebbe l’abilità di individuare modelli statistici grazie allo stimolo sonoro, permettendo di prevedere ciò che sta per accadere. Al progetto hanno partecipato due gruppi di 25 bambini ciascuno, di età fra nove e undici anni. Nel primo gruppo i bambini avevano ricevuto lezioni private per almeno diciotto mesi, mentre nell’altro non avevano studiato musica. La ricerca indica che terapie basate sulla musica possono essere efficaci per trattare specifici impedimenti cognitivi.

 

Come sfruttare gli effetti della musica

Esporre il bambino alla bellezza della musica ha solo vantaggi. Il prossimo passo degli studiosi sarà scoprire in che modo le note stimolano le aree cerebrali deputate alla regolazione degli impulsi visivi, probabilmente questo si verifica perché la musica coinvolge più zone del cervello mettendole in comunicazione tra di loro. Quindi è opportuno far ascoltare al bambino melodie semplici dopo la nascita, oppure cantargli ninne nanne e filastrocche. All’epoca della scuola materna gli si possono proporre semplici strumenti giocattolo, mentre i corsi di musica vera e propria andrebbero iniziati un po’ più avanti, dai primi anni delle elementari. C’è solo l’imbarazzo della scelta, dalla batteria alla pianola, dal violino al flauto. Andrebbero assecondate le preferenze del bambino, permettendogli di scegliere e magari di provare più di uno strumento. Ci deve essere impegno ma tutto deve essere impostato in modo giocoso e poco impegnativo, a misura di bambino. Per questo è importante rivolgersi a una scuola specializzata nei corsi per i più piccoli.

 

Lina Rossi

 

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