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Passeggini coperti contro l’inquinamento ma: attenzione

marzo 21, 2017 10:00 am

Quando portiamo a passeggio i bambini, seduti nel loro passeggino, sono esposti più di noi adulti all’inquinamento atmosferico, regalo del traffico cittadino.

In città l’inquinamento è notevolmente elevato rispetto alle zone rurali. È opportuno proteggere i bambini con un capottino trasparente, di quelli giusti per il passeggino. È il consiglio che rivolgono ai genitori i ricercatori britannici dell’Università del Surrey: questa semplice precauzione può riparare i più piccoli dai pericoli delle sostanze nocive nell’aria. Tale precauzione sarebbe particolarmente importante nelle ore di punta, quando i genitori accompagnano o vanno a prendere i figli a scuola e/o all’asilo. In queste ore, infatti, il traffico automobilistico solitamente è ai livelli più alti della giornata, perché molte persone si spostano in auto o in moto, rendendo l’aria cittadina davvero inquinata.

 

Il consiglio dei ricercatori inglesi

La ricerca, pubblicata su – Environmental Pollution – è stata condotta nella città inglese di Guildford, con test su sessantaquattro spostamenti, per un totale di ottanta chilometri percorsi. I punti più a rischio, dove è stato calcolato il livello più alto di inquinamento,  sono risultati le fermate degli autobus e gli incroci con semafori. In conformità a questo dato, gli esperti suggeriscono di utilizzare una copertura di plastica trasparente durante questi tragitti. L’idea potrebbe essere valida, a patto di non esagerare con questa precauzione. Infatti la copertura andrebbe limitata soltanto a pochi istanti, quelli in cui si è costretti ad attraversare punti particolarmente trafficati: la protezione limita, per il tempo necessario, il rischio che il bambino venga esposto direttamente agli agenti inquinanti, che si depositano sulla plastica, mentre l’aria all’interno resta relativamente pulita.

 

Scegliamo i tragitti meno inquinati

È bene però usare il capottino solo nei punti più critici sollevandola non appena si entra nella zona in cui il traffico è minore. In caso contrario, si rischia di creare all’interno una camera con aria non certo più salubre di quella esterna. Infatti, al di sotto del tessuto, senza un adeguato ricircolo, i gas e le particelle inquinanti tendono ugualmente a ristagnare, unitamente all’anidride carbonica prodotta dal piccolo con la respirazione. E il bambino è esposto a un microclima non certo salubre, soprattutto se il tragitto casa-scuola e viceversa non è breve. La soluzione non è quella di prendere l’auto: oltre a non garantire un’aria migliore, si contribuisce all’inquinamento urbano Piuttosto, è meglio cercare soluzioni alternative: come quella di servirsi di uno zainetto, se il bambino non è troppo grande, che permette di sollevarlo al di sopra degli strati più bassi dell’atmosfera, che sono anche i più inquinati. Oppure, a costo di uscire qualche minuto prima, si può cercare una strada più lunga ma più tranquilla, lontana dalle arterie più trafficate, che eventualmente passi accanto a un prato o a un giardino. È anche utile, appena arrivati a casa, pulire le mani e il viso del bimbo con una salvietta: serve a rimuovere le particelle di inquinanti, che possono essere involontariamente ingerite.

 

Lina Rossi

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