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Leggere per crescere

febbraio 18, 2008 12:00 pm

Insegnare ai figli ad amare la lettura è davvero importante: ecco i consigli per riuscire nell’impresa Un libro? È ben di più di un insieme di pagine da leggere. Un libro stimola fantasia e creatività, diverte, fa sognare. Poi rilassa, emoziona e trasporta in mondi lontani. È un amico insostituibile a tutte le età, capace…

Insegnare ai figli ad amare la lettura è davvero importante: ecco i consigli per riuscire nell’impresa

Un libro? È ben di più di un insieme di pagine da leggere. Un libro stimola fantasia e creatività, diverte, fa sognare. Poi rilassa, emoziona e trasporta in mondi lontani. È un amico insostituibile a tutte le età, capace di accompagnare per un pezzo di vita. Eppure sono troppi i ragazzini che sbuffano all’idea di iniziare un romanzo. E non sanno che, così facendo, si privano di un passatempo divertente e importante, che oltretutto favorisce lo sviluppo delle potenzialità della mente.

Iniziamo con le filastrocche
I libri dovrebbero far parte della vita dei bambini da subito, fin dai primi mesi di vita. solo così più avanti nascerà la passione per la lettura. Pensate che sia troppo presto? Tutt’altro: studi scientifici hanno provato che leggere una favola a un bimbo di sei mesi ha un effetto rilassante e rassicurante e inoltre stimola l’attività dei neuroni cerebrali. I piccoli abituati ad ascoltare racconti fin dalla culla imparano a parlare prima rispetto ai coetanei che non hanno avuto questo piacevole “trattamento”. Naturalmente è importante scegliere bene, acquistando libri di volta in volta adatti all’età del piccolo. Nei primi mesi vanno preferiti racconti brevi, possibilmente a filastrocca o comunque cadenzati, tipo poesie o filastrocche. Il perché lo spiegano i neurologi: il ritmo e la ripetitività dei suoni fanno parte dell’acquisizione del linguaggio e facilitano l’apprendimento di sillabe e parole. Quindi, sì a qualche minuto di lettura vicino al lettino del bimbo, scandendo le parole con ritmo lento e cantilenante.

Un libro per? giocare
Quando il piccolo ha dieci-dodici mesi, è il momento di permettergli di conoscere l’oggetto-libro e di interagire con esso. È bene scegliere libri-giocattolo, con pagine spesse che il bambino possa maneggiare e girare da solo, con figure grandi, semplici e coloratissime. Basta recarsi in una libreria o in una cartoleria ben fornita e si vedrà che c’è solo l’imbarazzo della scelta. Esistono libri-giocattolo con porticine che si aprono su figure nascoste, piccole leve che fanno muovere le figure, immagini formate da tessuti di consistenza diversa ruvidi, lisci, morbidi abbinati a oggetti o ad animali, pulsanti da premere per far uscire musichette e suoni. Tutto questo stimola la curiosità del piccolo attraverso il meccanismo della meraviglia. Probabilmente il bambino di questa età potrà rovinare il libro, morderlo, fargli cadere sopra tracce di pappa. Non è il caso di prendersela: egli deve imparare a considerare il libro un oggetto vicino a sé, da consumare e sfruttare con avidità. Più tardi gli si insegnerà che va anche rispettato.

Il momento delle favole
Dopo i due anni, il bambino è sufficientemente grande da seguire una storia completa, con una trama. Questa ovviamente deve essere semplicissima, di poche pagine (altrimenti il piccolo si stuferebbe subito), che parli di natura e animali, un tema che a questa età i bimbi amano molto. Oppure si possono scegliere brevi storie di bambini come loro che frequentano il nido, il parco giochi, che vanno dal dottore o a trovare i nonni. Il bimbo si riconoscerà in queste situazioni e ne sarà attratto, ma anche rassicurato perché proietterà nel personaggio la propria esperienza. Quindi vedere il protagonista affrontare con buon successo la visita dal dottore o il primo giorno di scuola, gli infonderà fiducia e sicurezza. Spesso a questa età un bambino chiede di portare a nanna il libro con sé: buon segno, vuol dire che lo considera già come un amico. In tal caso, potete scegliere i libri-cuscino, con poche pagine morbide e colorate, lavabili ad acqua, che il piccolo può usare come un vero e proprio poggia testa.

Rispettate gusti e interessi
Attorno ai tre-quattro anni, un bambino è in grado di seguire una storia un po’ più lunga, ma attribuisce ancora molta importanza alle immagini e al colore. È bene quindi continuare a scegliere libri con figure colorate e preponderanti rispetto al testo. L’argomento? Quello che il bimbo preferisce. In genere a questa età iniziano a delinearsi gusti molto precisi tra maschi e femmine. I bimbi preferiscono i racconti dei loro supereroi preferiti, di dinosauri e grandi macchinari. Le femminucce si appassionano alle storie di fate e principesse. Dopo i tre anni, con una già buona manualità, è il momento giusto per acquistare libri-puzzle: racconti classici e moderni che, al posto delle illustrazioni, hanno coloratissimi puzzle che il bambino può formare da solo. In questo modo si sentirà più coinvolto nel racconto, avrà l’impressione di essere lui il conduttore della trama e le immagini che poco per volta si formeranno saranno per lui motivo di grande sorpresa. È a questa età che si può iniziare a condurre con sé il figlio in libreria, mostrandogli le possibilità a disposizione: rimarrà sicuramente estasiato davanti a quelli colori e a quelle immagini e allora dovrete intervenire, con tatto e fermezza, per impedirgli di prenderne quattro o cinque alla volta. Scegliete la via del compromesso: un libro lo sceglierà lui, un secondo voi, per evitare sprechi e per acquistare qualcosa che sia davvero utile alla sua formazione.

Leggete con partecipazione
A qualsiasi età prima che il bambino inizia a leggere da solo, è fondamentale leggere con lui: non gli si deve semplicemente leggere il racconto, ma gli si deve permettere di sfogliare le pagine, soffermarsi sulle immagini che preferisce, seguire le parole con il ditino. Si deve avere pazienza se chiederà di rileggere all’infinito la stessa storia: per lui è un modo per ritrovarsi al sicuro, in un immaginario mondo popolato di creature alle quali vuole già bene. Poi, si deve essere pronti a rispondere alle numerose domande che interromperanno il racconto. Del resto, è l’età delle scoperte e della curiosità e i genitori sono lì per soddisfare questa esigenza. La lettura deve essere accattivante, mai piatta. Date a ogni personaggio un timbro vocale ben distinto – profonda e terribile l’orco, dolce e sottile la fatina – e mentre scandite le parole adeguate al personaggio l’espressione del viso. Tutto questo contribuirà a coinvolgere profondamente vostro figlio: vedrete che non vorrebbe mai interrompere la lettura.

Scegliete il momento giusto
A cinque-sei anni, un bambino è già in grado di ascoltare un racconto più articolato, con più personaggi. È il momento di passare a libri con più pagine, che non necessariamente si riescono a leggere tutti in una sera, ma vanno divisi in diverse “puntate”. All’inizio per il bambino sarà una novità e non vorrà smettere sperando di arrivare alla fine subito, come è abituato. Una volta che avrà capito, imparerà a gustare la dolcezza dell’attesa, anticipando con l’immaginazione quello che potrà accadere. Il libro sarà un piacevole, irrinunciabile appuntamento della sera. In realtà, non c’è un momento migliore dell’altro per leggere. D’altra parte, le ore serali sono le migliori perché c’è più tempo, il telefono non suona e in casa c’è la tranquillità adatta. Va bene però qualsiasi momento offra un po’ di tranquillità: il pomeriggio nel fine settimana, l’attesa della cena e tutti i momenti liberi. Inoltre per il bambino, sedersi in un posto tranquillo in poltrona, sul tappeto della cameretta, rannicchiato sotto le coperte con accanto la mamma o il papà che gli legge un libro è un momento di grande conforto e sicurezza.

Il buon esempio è importante
Dopo i sei anni, con la scuola, è il momento per indurre il bambino a riflettere sul libro. Semplici domande come “Qual è il punto che ti è piaciuto di più?”, “quale personaggio hai trovato più antipatico?” e così via sono importanti per far sentire il bambino seguito e amato, oltre che per aiutarlo a sviluppare il senso critico e ad assumere un atteggiamento attivo nei confronti del libro. Tutto questo gli sarà molto utile più avanti negli anni. Non va dimenticato, infine, che per un bambino l’esempio vale più di mille inviti: vedere i genitori che frequentano una libreria, che leggono con passione un libro, è il mezzo più diretto per provare amore per la lettura. Una ricchezza che non lo lascerà per tutta la vita.

In Rete:
Il progetto “Nati per leggere”

 

Roberta Raviolo

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