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Lo Smartphone, tutto il buono e il cattivo

febbraio 1, 2017 10:00 am

Lo smartphone, inseparabile compagno degli italiani, è vero intrattiene e mantiene aperta una finestra sul mondo ma, in cambio, distrugge i rapporti affettivi oltre a disturbare il sonno

Gli italiani leggono, giocano, mantengono i contatti con gli amici, restano connessi e sono informati. Peccato che litighino di più e che dormano meno: è questo, in breve, il rapporto tra gli italiani e lo smartphone, secondo la Global Mobile Consumers Survey di Deloitte, ricerca presentata a Milano che coinvolge 31 paesi al mondo e delinea le tendenze relative alle abitudini e ai comportamenti degli utenti connessi tramite smartphone e tablet.

 

Si litiga anche per il cellulare

Secondo l’indagine gli italiani si affidano ai tradizionali siti per leggere le notizie – 67% o prenotare i viaggi – 61%, scelgono invece le APP per giocare – 80%, controllare i social -72% o cercare l’anima gemella – 63%. L’Italia è il paese europeo in cui si discute più spesso per il cellulare: litiga il 27% delle coppie mentre il 27% dei figli rimprovera ai genitori di essere sempre incollati al telefono. L’Olanda risulta invece il paese in cui ci si arrabbia di meno in Europa, con i diverbi tra i partner che si limitano al 13%. Il cellulare scompiglia anche il sonno degli italiani: il 37% lo controlla nel bel mezzo della notte per vedere l’ora, leggere i messaggi di WhatsApp – 15% e controllare le email  -9%. Il 57% delle persone in carriera controlla immediatamente il telefono al mattino, appena svegli, il 59% supera le 200 volte durante il giorno, l’80% si addormenta con il cellulare in mano. L’Italia, inoltre, è il paese del mondo in cui si regalano più cellulari ai propri cari.

 

Lo smartphone al centro della vita

Del resto, basti pensare alla pubblicità di qualche tempo fa: una mamma, per annunciare al figlio adolescente che la cena era pronta, al posto del caro, vecchio richiamo di – a tavola –  scattava una foto al panino con hamburger e la inviava al figlio nella stanza accanto, con un mms. Ironico? Non troppo: più che altro, indicativo di una realtà. Ossia che il cellulare sostituisce i rapporti, sia quelli tra i genitori e figli soprattutto adolescenti, purtroppo fisiologicamente non facili, nemmeno quando il telefonino non esisteva, e anche quello tra amici, colleghi e compagni di classe. Si vive letteralmente con gli occhi puntati sul video, anche camminando per la strada. E’ sufficiente guardarsi intorno in strada per vedere molte più persone a guardare lo smartphone che a parlare tra di loro.  Così si perde il gusto per la conversazione diretta, per una camminata godendosi la natura. E si perde anche il sonno come spiega anche la ricerca. Si è arrivati a un punto in cui non c’è da stare allegri, se anche la salute rischia di rimetterci. Se non si dorme a sufficienza, nell’ansia di controllare il telefono, si può incorrere in disturbi da stress e ci si ammala più facilmente, perché è durante il sonno che si ricreano le cellule del sistema immunitario. Soluzioni non sembrano essercene, se non una: cercare di recuperare abitudini più salutari, iniziamo noi genitori, per noi stessi e per i nostri figli. Diamo il buon esempio. Niente smartphone a tavola o mentre si studia e, la notte, rigorosamente spento e lasciato in un’altra stanza. E non stanchiamoci di proporre alternative: libri, mostre, giornate sportive al posto del cellulare ultimo modello regalato a dieci anni per un bel voto a scuola.

Difficile? Forse, ma vale la pena di provare.

 

Giorgia Andretti

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