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Bambini, lettini a sbarre e pubblicità pericolose

gennaio 18, 2017 10:00 am

A pancia in giù, con lettini a sbarre troppo distanti, peluche e altri oggetti accanto: un gruppo di esperti statunitensi ha dimostrato quanto la pubblicità dei bimbi in culla sia scorretta

I bambini piccoli, nella culla o nel lettino, sono i grandi protagonisti delle campagne pubblicitarie rivolte alle famiglie. E hanno anche un grande impatto sulle mamme, ma come spesso accade, non sono del tutto educative. Infatti, i piccoli vengono spesso mostrati in posizioni scorrette: a pancia in giù, oppure sono circondati di giocattoli od oggetti non del tutto sicuri per il rischio soffocamento. Il rischio è che le mamme, influenzate da queste situazioni, possano imitarle e porre quindi il figlio a dormire in modo sbagliato. Nei primi mesi di vita, invece, è essenziale la sicurezza durante il sonno, perché è un modo efficace per la prevenzione della Sids o Sudden Infant Death Syndrome, nota da noi come morte in culla.

 

La pubblicità dei lettini a sbarre può facilitare errori

Di questo problema si sono occupati alcuni esperti americani, uno studio Usa pubblicato dalla rivista Pediatrics. Per lo studio sono state analizzate quasi 1800 inserzioni pubblicitarie su riviste nel 1992, 2010 e 2015. Nel tempo ci sono stati miglioramenti nel modo in cui i bambini venivano presentati nella situazione del sonno, ma ancora nel 2015 oltre un terzo delle pubblicità non segue le linee guida le quali affermano che, per ridurre il rischio di morte improvvisa, un bambino piccolo deve dormire sulla schiena senza nessun oggetto nel lettino, dal cuscino al paracolpi. Proprio la presenza di quest’ultimo è l’errore più comune, presente nel 70% delle inserzioni sbagliate, seguita dalla presenza di biancheria da letto libera nel 56%. Il 40% delle pubblicità errate invece mostrava il bimbo in posizione prona, ossia a pancia in giù. Secondo gli esperti, un terzo di pubblicità scorrette è comunque una percentuale importante, perché oggi sono più numerosi i genitori che seguono la pubblicità. La loro influenza induce le famiglie a utilizzare i paracolpi o i peluche nei lettini, situazioni che possono indurre difficoltà di respirazione.

 

A pancia in su, senza oggetti morbidi

Anche per una situazione comune per il sonno, quindi, è bene fare riferimento al proprio pediatra, che è in grado di illustrare semplici misure di sicurezza per mettere a nanna il bambino. Fino ai 12 mesi di vita, infatti, esiste il rischio, per quanto raro, della morte improvvisa del lattante: mettere in atto semplici accorgimenti ha contribuito a ridurre notevolmente i casi. In primo luogo, è essenziale non sottoporre il piccolo al fumo passivo, neanche se ci si trova all’aperto: la sigaretta inquina nel raggio di diversi metri e il piccolo, sulla carrozzina o sul passeggino, inala il fumo. A casa, il bimbo deve dormire in un ambiente non eccessivamente caldo: l’ideale è 18-19 gradi, con una umificazione di almeno il 50%. La posizione corretta è supina, ossia a pancia in su, perché permette la corretta respirazione e non c’è rischio di soffocarsi con un rigurgito, il piccolo lo espelle con un colpo di tosse. Il lettino a sbarre deve essere libero da paracolpi o gli oggetti in stoffa o peluche possono finire sul viso del bimbo e non farlo respirare bene. Per questo non vanno messi nel lettino: sbarre rotonde o piatte, in legno, a una corretta distanza forniscono una protezione adeguata e non sono un ricettacolo di polvere e di acari, che possono indurre nel tempo forme allergiche.

 

Sahalima Giovannini

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