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Ha compiuto un anno, insegniamogli l’uso delle posate

gennaio 2, 2017 10:00 am

Il piccolo ha compiuto un anno e desidera sempre di più mettere alla prova le proprie capacità: soprattutto a tavola, dove pretende di mangiare da solo con le sue posate

Lo svezzamento è praticamente completato, il bambino ha compiuto un anno e finora gli abbiamo permesso non solo di assaggiare una sempre maggiore varietà di cibi, ma anche di interagire con gli alimenti stessi, anche se in modo un po’ poco ortodosso. È abbastanza normale che un bambino, per conoscere il cibo, metta le manine nel piatto, mangi con le mani, giochi con il cibo, addirittura avvicini il viso al piatto come farebbe un gattino. È giusto lasciarglielo fare, fino a quando è abbastanza piccolo, perché la conoscenza e la sperimentazione dei gusti passa anche attraverso uno stimolo sensoriale che avviene attraverso il tatto.

Dopo i 12-15 mesi, però, di pari passo con semplici norme di comportamento a tavola e di condivisione dei pasti, è giusti limitare con dolcezza questi atteggiamenti, comprensibili solo finchè il bambino è piccolo. Con l’esempio prima di tutto, quindi fornendogli strumenti adatti alla sua età, al piccolo va insegnato che il cibo si porta alla bocca con le posate e non si tocca con le mani per ragioni igieniche, per la buona educazione e perché più si diventa grandi, più è importante comportarsi in modo corretto. Questo aspetto è importante, anche in previsione dell’ingresso al nido e alla scuola per l’infanzia.

Piattino, posate e bicchiere giusti

Per motivare il bambino ad apprendere le regole del comportamento a tavola, è importante fornirgli gli strumenti giusti, a partire dal piatto, posate e dal bicchiere: avere tre oggetti tutti per lui lo riempirà di orgoglio e lo farà sentire più grande, quindi anche disposto a collaborare. Il piatto deve essere in plastica atossica e infrangibile, colorato e magari con l’immagine di un personaggio al quale il bimbo è affezionato. Il fondo dovrebbe essere leggermente più pesante oppure dovrebbe avere la base in silicone, per garantire una maggiore aderenza al piano d’appoggio ed evitare che si rovesci.  Il bicchiere, anch’esso in plastica, andrebbe scelto dotato di due manici, in modo che il bambino possa afferrarlo e gestirlo agevolmente. Meglio ancora se ha il tappo a beccuccio, per evitare che il liquido si rovesci mentre il bambino impara a impugnarlo nel modo corretto. In seguito potrà anche essere tolto.

Posate colorate ed ergonomiche

Una volta che il bambino si è allenato a bere da solo, gli si può proporre, con gradualità, la prima posata che solitamente è il cucchiaio, perché è completamente arrotondato e quindi si è al riparo dal rischio che si possa fare del male. Con il cucchiaio, il bambino potrà raccogliere la pastina piccola, il formaggio cremoso, la purea di verdure, anche pezzetti di carne e di pesce. Non importa se il cibo scivola giù dal cucchiaio: il bimbo non va sgridato perché potrebbe perdere fiducia in una fase in cui gli errori sono normali e sono l’unico modo per crescere e perfezionare le abilità. Solo dopo i diciotto mesi, al cucchiaio si può affiancare una forchetta, anch’essa ergonomica e con le punte arrotondate. Con la forchetta il bambino si allenerà a infilzare cubetti di formaggi, pezzetti di pizza, frammenti di carne e di pesce. Si tratta di un movimento più impegnativo e il bambino potrebbe avere bisogno di più tempo. Per il coltello, infine, è bene aspettare ancora: quelli per i bambini tagliano poco, per ragioni di sicurezza e quindi non sono molto utili. Glielo si può proporre verso i quattro anni, se vuole, soprattutto per gioco, imparare a tagliare da solo alimenti non troppo duri.

Lina Rossi

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