prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

I no aiutano a crescere

ottobre 8, 2007 12:00 pm

Obblighi e divieti non piacciono ai bambini, ma dargliela sempre vinta è sbagliato e diseducativo Eccoci al supermercato: scaffali pieni di roba da arraffare, carrelli con cui giocare, corridoi tra i quali correre. Per il bambino è un sogno. Per le mamme una specie di battaglia da affrontare. Chi vincerà? Forse sarà capitato anche a…

Obblighi e divieti non piacciono ai bambini, ma dargliela sempre vinta è sbagliato e diseducativo

Eccoci al supermercato: scaffali pieni di roba da arraffare, carrelli con cui giocare, corridoi tra i quali correre. Per il bambino è un sogno. Per le mamme una specie di battaglia da affrontare. Chi vincerà? Forse sarà capitato anche a voi: il piccolo afferra tutto e metterlo sul carrello nemmeno a parlarne, lui si contorce, si butta per terra, strilla. Tutti i clienti del market sembrano fare attenzione solo a voi due, e si allontanano sconcertati e stupiti. La mamma imbarazzatissima per il comportamento del bambino, pensando a torto di essere l’unica ad avere questi problemi, vorrebbe dileguarsi, e allora per evitare qualche commento sgradevole, cede all’ennesimo capriccio del figlio. Ma cedere al capriccio non è una soluzione, occorrono invece sangue freddo e tanta pazienza!

Il valore delle regole
Diciamocelo, certe volte è molto difficile riuscire ad imporre ai nostri figli delle regole, si fa fatica a negargli qualcosa, per paura di essere troppo severi o perché ci si sente in colpa. Ma è importante sapere che, invece, porre dei limiti ai desideri e ai capricci dei bambini è un modo per aiutarli a crescere più forti e sicuri: fargli accettare il “no” è importante, perché lo si abitua a risolvere un problema in modo creativo. Il piccolo con i “no” di mamma e papà scende a patti con la realtà, un passo indispensabile per la formazione della sua identità. Crescendo, infatti, il bambino dovrà imparare a chiedere, a non pretendere, ad avere pazienza. Per insegnare ai nostri bambini ad essere meno capricciosi non esistono vere e proprie regole, ma possiamo seguire alcuni piccoli consigli.

Evitate di alzare la voce
Per farsi obbedire non è necessario alzare la voce, basta ribadire più volte il divieto sempre con tono fermo e sguardo deciso. Senza togliere forza al vostro rimprovero, questo atteggiamento rassicura il bambino rendendolo più attento alle vostre parole.

Regole chiare, rimproveri utili
Attenzione però, i rimproveri sono efficaci solo se il bambino è nelle condizioni di capire davvero dove ha sbagliato. Se viene ripreso per non avere rispettato una regola che non era in grado di capire, il rimprovero apparirà ai suoi occhi come una persecuzione. Inutile, ad esempio, pretendere che il bambino rispetti la vostra indicazione di “smettere di giocare tra cinque minuti”, per il semplice motivo che un bambino non ha la cognizione del tempo e non può.

Siate coerenti per non confonderlo
Una volta stabilita una regola bisogna farla rispettare, anche quando costa più fatica a noi che a lui:
troppi “strappi”, finiscono per confondere il bambino e vanificare gli sforzi dei genitori.

Mamma e papà sempre in sintonia
I genitori devono essere coerenti e solidali nel rifiuto, i pochi divieti vanno ribaditi sia da mamma che da papà: un sì e un no renderebbero il bambino insicuro e, ovviamente, poco disponibile ad obbedire.

Non fatevi ingannare dal senso di colpa
Non sentitevi in colpa di fronte ai lacrimoni del piccolo per paura di essere stati troppo severi: cedere ai loro ricatti significa perdere il controllo della situazione. Fidatevi del vostro istinto!

Sì ai divieti, ma con misura
Trovate il “giusto mezzo” nei divieti: alcuni genitori hanno paura che quelli che ora sono solo capricci, si trasformino poi in vizi, e impongono, allora, regole troppo rigide. Con il rischio di soffocare sul nascere quelli che sono i primi e legittimi tentativi del bambino di far valere la propria identità. Quando non siamo in una situazione di pericolo o di principio, a qualche “no” si può anche rinunciare. Prima, però, di averlo pronunciato.

Gratificatelo quando si comporta bene
Quando il bambino fa qualcosa di buono o si comporta bene, i genitori devono riconoscere il suo impegno , “valorizzare” il suo atteggiamento: in questo modo lui cercherà di ripetere quel comportamento per avere i complimenti e le affettuosità di mamma e papà. E capirà che per ottenere qualcosa non servono sempre urla e pianti.

 

Paola Ladogana

- -



Advertising