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Le bugie: un compromesso tra realtà e fantasia

ottobre 7, 2016 3:33 pm

La fantasia nei bambini corre più del dovuto ed è normale, ma è importante far capire loro quando è il momento di non esagerare. Ovviamente, il buon esempio è necessario.

Tutti i bambini, chi più chi meno, hanno la tendenza a modificare i fatti reali, arricchendoli con aneddoti per renderli più interessanti o nascondendo qualche aspetto per proteggersi se hanno combinato dei guai. Con la crescita, questo deve avvenire sempre meno ed è compito dei genitori aiutare i figli in questa direzione. Spesso i bambini, soprattutto se piccoli, dicono le bugie per sentirsi alla pari con gli amici che considerano più bravi o più forti, per accorciare le distanze. In questa fase la differenza tra realtà e fantasia appare minima. Il problema compare quando il bambino, non più piccolissimo, si rende conto della differenza tra realtà e fantasia. È in questa fase che i genitori hanno il dovere di vigilare e intervenire per correggere la distorsione. A volte un bambino si rende conto da solo che non va bene alterare la realtà: altre volte i piccoli continuano a colorire i fatti, per insicurezza oppure perché hanno timore della reazione dei genitori. Invece, è essenziale intervenire per far capire ai ragazzini che non è giusto inventare fatti inesistenti per proteggersi, giustificarsi o apparire più belli e interessanti agli amici.

Affrontare la realtà
La tendenza a raccontare bugie va arginata fin dall’infanzia, aiutando il bambino ad avere consapevolezza che la realtà va affrontata senza raccontare bugie. Le bugie rischiano di far perder il contatto con la realtà, e far entrare il piccolo in una realtà artefatta. Inoltre, continuando su questa strada è difficile smettere ed anche in età adulta, a scuola o all’università, un ragazzo può trovare più semplice inventarsi una vita, voti e successi non raggiunti piuttosto che impegnarsi a raggiungere i risultati. Quindi, fin dai primissimi anni di vita si deve far capire ai bambini che le bugie non vanno dette, per nessuna ragione. Soprattutto se queste sono dette per far del male a un amico, per inventare un modo di essere che non esiste o per giustificare qualche comportamento inaccettabile. Sono parzialmente ammesse le bugie bianche, lievi distorsioni della realtà che hanno lo scopo di render un fatto meno penoso a una persona cara. Se, per esempio, un’amichetta acquista un abito che a nostra figlia non piace, non le si dovrà dire – no, è davvero brutto – ma si potrà dire – è carino, ma mi piacevi di più con l’altro. È una sottile differenza che i bambini piccoli non riescono a cogliere e che impareranno a calibrare con l’avanzare degli anni, quando non vedranno tutto in bianco e nero.

Come affrontare il bambino
Se il bambino ha raccontato una bugia e i genitori ne hanno la certezza, è essenziale prima di tutto capire perché l’ha detta: sta passando un momento difficile a scuola? In questo caso gli si deve stare accanto senza condannarlo, sgridarlo o dargli esplicitamente. Se un vero motivo non c’è e il bambino ha raccontato la frottola per puro piacere di farlo, gli va tranquillamente detto che ha fatto una cosa sbagliata da non ripetere. Ovviamente l’esempio dei genitori è essenziale: se la mamma ripete al figlio che le bugie non vanno dette, ma poi inventa un mal di testa per non andare a trovare la suocera, il bambino se ne accorge e prova una grande confusione tra l’insegnamento e la realtà che lo circonda. Quindi, la coerenza di comportamento da parte di mamma e papà è il primo modo per educare il figlio a essere sincero.

Sahalima Giovannini

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